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Lecce, chiude il casello «Km97»: 12 anni di musica e arte cancellati

Lecce, chiude il casello «Km97»: 12 anni di musica e arte cancellati

Sala prove, audiofficina, studio di registrazione, archivio: tutto rischia di essere perduto perché Fse ha revocato la concessione all'associazione Sum e non sembrano esserci soluzioni alternative imminenti. La «Gazzetta» ha raccolto l'amarezza del presidente Andrea Verardi

14 Giugno 2022

Bianca Chiriatti

Non esiste musicista, artista, cantante, operatore culturale leccese, e non solo, che negli ultimi dodici anni non abbia messo piede al Km97 di Lecce. Quel vecchio casello ferroviario accessibile solo da via della Ferrandina, traversa della Lecce-Novoli, che dal 2010 aveva trovato nuova vita diventando sala prove, studio di registrazione, audiofficina e archivio della musica indipendente, il 30 giugno dovrà essere sgomberato. Andrea Verardi, presidente dell'associazione culturale Sum che dal 2010 aveva avuto la concessione per riutilizzare quell'immobile decadente, qualche giorno fa ha ricevuto direttamente da Fse una raccomandata che è stata una doccia fredda: «Per urgenti esigenze legate all’imminente ristrutturazione dell’infrastruttura ferroviaria – si legge – entro il 30 giugno gli spazi dovranno essere sgomberati, procedendo al ripristino dello stato originario dei luoghi».

Insomma, grazie ai fondi del Pnrr il casello ritornerà alla sua antica funzione. Ma il prezzo è la cancellazione di dodici anni di musica, di fermento culturale, di eventi e incontri, ma soprattutto di un posto simbolo per la scena di tutto il Salento: «Ci sono più di un centinaio di musicisti da Lecce e provincia, ma anche dal Brindisino e dal Tarantino, da Mesagne a Sava, che ogni settimana si incontrano qui per le prove, vista la scarsa disponibilità di questo tipo di strutture - racconta Verardi alla «Gazzetta» - Sono incredulo e amareggiato, i musicisti a cui lo sto dicendo stanno accogliendo la notizia con rabbia, non sanno dove andare. E penso poi a tutto ciò che ha significato in questi anni il "Km97", uno spazio che ha permesso le reunion dei gruppi storici di ultrasettantenni, la formazione di nuove band di ragazzini, lo scambio generazionale, la creazione di progetti inediti, di musica d'insieme. Buone pratiche, insomma, tanto che nel 2014 siamo finiti anche nel dossier del "Sole 24 Ore" che raccontava gli spazi vuoti recuperati da start-up culturali e sociali. E ora non può finire tutto così, in una manciata di giorni».

Un paradosso, che - per non farsi mancare nulla - ha fatto coincidere il compleanno di Andrea con l'ultimo giorno di attività del casello. Poi il lungo sfogo sui social, accompagnato da una valanga di condivisioni, commenti, sostegno. Adesso, però, è tempo di passare ai fatti, anche se, come racconta Verardi, soluzioni imminenti sembrano non essercene: «Abbiamo avuto un incontro con la Regione, dopo il quale Fse ci ha proposto di spostarci in uno dei due caselli prima di noi, il 98 o il 99, ma è un buco nell'acqua, in quanto oltre a essere in condizioni disastrose non hanno accesso alla pubblica via, si trovano in mezzo a terreni privati, interpoderali. Impossibile accedervi. Ad oggi non ci sono soluzioni alternative, nemmeno futuristiche. Eppure ciò che chiediamo noi è solo di continuare a fare ciò che abbiamo fatto in questi anni, con fatica e sudore. Lavorare e dare lavoro, perché sono tanti i contratti che abbiamo stretto dagli esordi a oggi, dimostrando che di musica si può vivere. E mantenere attiva quella comunità che ha dato e dà ancora linfa alla scena musicale locale, e che ha creato una catena di relazioni, energia e collaborazioni che non si potrà mai rompere. Nonostante tutto».

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