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Salice, «Assessore insultata dai familiari di un candidato sindaco». Lui replica: «Realtà distorta»

Salice Salentino, assessore minacciata e insultata dai familiari di un candidato sindaco?

Cosimo Gravili respinge le accuse del sindaco uscente Tonino Rosato. Nel mezzo della contesa Iolanda Verdesca

06 Giugno 2022

Redazione online

SALICE SALENTINO - Il sindaco di Salice Salentino, Tonino Rosato, ha diffuso una nota di solidarietà all'assessore Iolanda Verdesca, secondo la quale ieri sera sarebbe stata aggredita verbalmente da alcuni familiari di un candidato sindaco, vicino al comitato elettorale di quest'ultimo, in via Regina Margherita.

«Minacciare una persona, una donna "solo" perché avversaria politica è cosa che si qualifica da sola - commenta il sindaco - In una comunità in cui ci conosciamo tutti dalla nascita, conosciamo le famiglie di appartenenza, la storia di ognuno di noi, che ci inchioda alle nostre responsabilità e alla verità, non si può mentire con le parole e i comportamenti lo dimostrano. E non bastano minacce, urla, mistificazioni, violenze e toni esacerbati per cancellare la storia di ognuno. Perché la nostra storia è lì che ricorda a noi e a tutti i cittadini di Salice chi siamo. È anche complicato scrivere queste righe pubbliche di solidarietà. Farlo espone al rischio di gettare benzina sul fuoco di un incendio già in atto per mano di piromani della #democrazia e del #confronto civile. Non farlo significa però fare passare un episodio di violenza, l'ennesimo, per una inezia - e non lo è!»

LA REPLICA 

Fin qui quanto ricostruito da Rosato, le cose però, stando ai diretti interessati sarebbero completamente diverse. «Ho letto il post dell’ex sindaco Rosato e mi sono preoccupato - esordisce il candidato sindaco Cosimo Gravili - ho chiesto in giro chiarimenti su cosa fosse successo (anche e soprattutto per esprimere io stesso la mia vicinanza all'assessore Verdesca) e, con enorme stupore, ho appreso che si riferiva al sottoscritto e ai miei parenti».

Gravili parla di una «realtà distante» da quanto scrive Rosato, e dà la sua versione dei fatti: «Ieri sera, vicino al comitato elettorale del sottoscritto si trovavano l'assessore  uscente Verdesca e suo marito». Gravili sostiene che i suoi parenti avendo visto la donna «molto scossa» avevano cercato «di capire se fosse successo qualcosa di grave e se occorresse qualcosa».

«Gli sguardi, evidentemente, hanno infastidito il marito  - continua il candidato sindaco - che, a modo suo, chiedeva perché li stessero
guardando. La risposta dei miei parenti è stata che erano semplicemente vicino al nostro comitato e che non volevano nulla. Diversi testimoni erano presenti e possono confermare».

Una vicenda assolutamente priva di significato per Gravili, divenuta con il post di Rosato una «realtà aumentata in cui i miei parenti» appaiono
«come gente che minaccia e offende gli avversari politici».

«Se questo è il prezzo per avere contestato un operato amministrativo che non condivido sono pronto a pagarlo - conclude Gravili - dispiace solamente che siano stati interessati dalla macchina del fango i miei parenti. Valuterò come tutelare nel modo giusto me stesso e la mia famiglia».

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