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foto Massimino

«Oggi comunico la mia disponibilità...». Nemmeno il tempo di concludere la frase e, nell’affollata sala dell’Open Space di palazzo Carafa, erano già tutti in piedi ad applaudire. Carlo Salvemini è arrivato pochi minuti prima delle 11 e ha dispensato sorrisi, abbracci e strette di mano. Ha abbracciato sorridendo, in particolare, Alessandro Delli Noci seduto in prima fila tra i giornalisti.
«Come sapete, io di solito parlo a braccio - ha premesso al microfono Salvemini - Ma ci sono momenti in cui è utile lasciare una traccia perché le parole sono importanti». Ha citato (consapevolmente, inconsapevolmente, chi lo sa?) Nanni Moretti in «Palombella rossa». Lo stesso Moretti che, in un altro film («Aprile») sollecitava D’Alema a dire «qualcosa di sinistra». E, invece, per tutta la conferenza di ieri, Salvemini non ha mai pronunciato le parole «sinistra» o «centrosinistra».
«Oggi comunico la mia disponibilità a candidarmi sindaco della città, alla testa di una coalizione progressista, civica e moderata», ha scandito Salvemini. Per poi aggiungere di essere «profondamente convinto che progressismo e moderatismo possono camminare assieme ed essere felice sintesi politica di un progetto di governo cittadino».


Ieri scadevano i 20 giorni di «riflessione», dopo le dimissioni rassegnate lo scorso 7 gennaio, al termine del Consiglio comunale che ha dato l’ok alla manovra di riequilibrio pluriennale dei conti del Comune. «C’era per me bisogno di recuperare lucidità, di provare a guardare le cose con un distacco maggiore - ha spiegato l’ex sindaco - Il tempo della riflessione è stato dunque un tempo investito per arrivare a questo appuntamento con la lucidità, l’animo e la condizione fisica, emotiva, mentale indispensabili per partire verso un nuovo traguardo. Era necessario anche consentire alla città di guardare, a mente fredda, all’esperienza della nostra amministrazione, ai tanti provvedimenti su cui stavamo lavorando e che ci auguriamo non si fermino, ai progetti che abbiamo scritto, alle direzioni che abbiamo indicato. Le attestazioni che in questo periodo ciascuno di noi ha ricevuto, da parte di tantissime persone rafforzano in noi l’idea di aver segnato una discontinuità forte, reale, perché percepita trasversalmente; di aver lasciato un’impronta riconoscibile».


E ora si riparte con una nuova campagna elettorale. Già da domani Salvemini incontrerà partiti e movimenti. Unico «no» quello posto ad un nuovo accordo con «Andare Oltre» di Pippi Mellone e Massimo Fragola. «No, tra noi c’è stata una risoluzione consensuale», ha scherzato Salvemini. «Possiamo lavorare per allargare la coalizione sulla base di due necessarie premesse - ha poi spiegato - il riconoscimento del valore dell’esperienza del governo cittadino uscente; e la scelta di avere al mio fianco, come vicesindaco, Alessandro Delli Noci, se al termine della campagna elettorale i leccesi ci accorderanno fiducia».
Una nuova campagna elettorale che «non dovrà essere contro qualcuno, come accaduto in questo Open Space lo scorso 8 gennaio - ha ricordato Salvemini - Quel giorno un luogo istituzionale, come quello in cui ci troviamo, è stato utilizzato per brindare con champagne e pasticciotti allo scioglimento del Consiglio comunale.

I giorni trascorsi da quella mattina dimostrano che chi ha creato le condizioni per l’interruzione anticipata della consiliatura - costringendo la città al commissariamento e al voto anticipato - lo ha fatto in assenza di un progetto alternativo. L’urgenza, evidentemente, era togliere il potere da mani che da troppo tempo non erano le loro. Ma noi il potere, inteso come sostantivo, sinonimo di dominio, non lo abbiamo mai avuto. Lo abbiamo sempre interpretato come un verbo servile: potere cambiare, potere trasformare, potere migliorare la città».
Salvemini ha chiarito di non avere la sfera di cristallo per sapere cosa farà il centrodestra e chi sceglierà come suo avversario per la poltrona di primo cittadino. Quanto a Delli Noci, l’ex vicesindaco ha confermato che non sarà candidato. «Confermo la mia scelta - ha detto Delli Noci - e non, come sostiene qualcuno, per avere la poltrona senza candidarmi. Il mio consenso si misura sulla mia comunità civica che si mette a disposizione della città. Una comunità che sta crescendo. E rispetto alle minacce, che qualche candidato vicino a me ha ricevuto due anni fa, ora il peso di chi minacciava è notevolmente calato».

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