«Addio al Pug», esordisce così Carlo Salvemini per annunciare il deposito del documento sulla rivisitazione del Piano urbanistico generale da parte degli esperti incaricati dall’amministrazione Poli Bortone. L’ex sindaco è duro: «Il piano della maggioranza vede l’interesse pubblico come somma di interessi privati: si è passati dallo sviluppo sostenibile a quello immobiliare».
Il sindaco Adriana Poli Bortone risponde in modo lapidario: «È tutto spiegato nel nostro programma: cosa devo rispondere a Salvemini, che vuole solo guadagnarsi l’attenzione di qualche giornale? Innanzitutto, il documento è stato depositato nei giorni scorsi e rappresenta l’adeguamento a una visione di sviluppo in cui la città si collega alle sue marine».
Salvemini ieri ha spiegato che dopo 9 mesi di lavoro «viene messo nero su bianco» che il Pug, «fornito di tutti i pareri, pronto per andare in Consiglio per l’adozione e per offrirsi alle osservazioni dei cittadini, non può essere adeguato a quella che è la visione di questa amministrazione».
Un cambio di paradigma che l’ex sindaco contesta e parla di passaggio «dalla città verde al consumo di suolo ovunque».
Salvemini dipinge il piano del centrodestra come un documento di espansione «nei quartieri più esterni, lungo la tangenziale, tra l’area urbana e San Cataldo, nelle marine, in campagna, in nome dello sviluppo immobiliare dei singoli interessi: un passaggio dalla città pubblica alla città privata». «Secondo il comitato di esperti, Lecce non deve garantire ovunque reti idriche e fognarie, marciapiedi, strade, piazze, giardini, parchi, trasporto pubblico – continua - Servizi oggi diffusamente carenti a tutto danno della qualità della vita dei residenti. Ma incaricarsi prioritariamente di garantire la rendita fondiaria, ossia tutti e gli stessi diritti edificatori del vecchio piano regolatore generale, mai attuati in oltre trent’anni ed evidentemente oggi inattuali. Quelli dei grandi comparti, quelli di tutte le zone residenziali distanti dalla città e immerse nella campagna, come le famose B 15. Secondo il comitato di esperti, Lecce non ha bisogno di semplificare, costruire dov’è razionale e sostenibile farlo. Non ha urgenza di investire su politiche di mitigazione e adattamento per contrastare l’emergenza climatica ambientale piantando più alberi per contrastare il caldo tutelando la propria costa martoriata da dissesto ed erosione e rilanciando l’agricoltura».
Salvemini lancia l’allarme sulla cancellazione dei 13 parchi agroforestali previsti ai margini di tutti i quartieri: «Al posto del grande parco attrezzato nelle nostre marine, un grande porto turistico a San Cataldo, un’area produttiva lungo la direttrice del mare, nuovi quartieri da insediare tra via Merine e via Adriatica, nella compagnia di Lecce, per sostenere quest’idea meramente immobiliare, edificatorie ed edilizia dell’urbanistica – attacca Salvemini - Un documento che fa ampio ricorso alla cosiddetta post verità: le opinioni personali superano i fatti reali, i dati documentali e le analisi oggettive. Più che da una commissione di esperti, pare scritto da un comitato politico».
Adesso si ripartirà da zero, secondo l’opposizione: «Lo abbiamo anticipato nel 2024: la demolizione del lavoro svolto dalla mia amministrazione: la volontà politica di governare con il vecchio piano regolatore generale per tutta la durata del mandato amministrativo. È evidente che questo documento impone di scrivere un nuovo atto di indirizzo al dirigente del settore urbanistica, che dovrà nominare un nuovo ufficio di piano, che sulla base di questa visione evidentemente antitetica a quella precedente, dovrà redigere un nuovo piano urbanistico generale, quindi ricominciare daccapo: ci vorranno almeno 5 anni a partire da oggi. Una scelta sciagurata e un danno per Lecce».
«Lui ci ha messo sette anni, cancellando un precedente Pug che era già pronto», replica Poli Bortone, che bolla tutto come inutile allarmismo. Dalla maggioranza fanno sapere che i 13 parchi vengono solo accorpati in due e che tra Lecce e San Cataldo la rivisitazione agisce su zone già fortemente antropizzate, con infrastrutture fognarie e altro. Sarà solo un recupero urbanistico, secondo il governo, che concepisce il porto a mare come una barriera all’erosione.
Inoltre, non c’è alcuna previsione di comparti, secondo gli esperti, né logica di rendite fondiarie: è stato solo allineato il Pug ai finanziamenti ottenuti. Si tratta di linee guida, zone da valorizzare.
Lo schizzo di “Lecce Città Euromediterranea”, elaborato nel 2024 dall’architetto Alfredo Foresta, è diventato realtà, atto amministrativo: ora ci sono i fondi per realizzarlo. «Chiederemo al Politecnico di Milano se ci sono le condizioni per continuare a collaborare adeguando il Pug alla nostra visione, altrimenti ci rivolgeremo ad altri esperti», annuncia il sindaco.
















