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Lecce, aut aut di tre consiglieri

Tagli Lupiae Servizi, a rischio maggioranza sindaco Salvemini

Tre consiglieri, Antonio Finamore, Paola Gigante e Laura Calò, ipotizzano un loro dietrofront in consiglio

Sindaco di Lecce: sentenza del Tar non ha bloccato l'amministrazione

Il sindaco di Lecce Carlo Salvemini

Sul futuro della Lupiae Servizi è a rischio la maggioranza di palazzo Carafa. Potrebbe infatti iniziare a scricchiolare il «Patto per la città», sottoscritto nello scorso mese di marzo tra il sindaco Carlo Salvemini e i tre consiglieri, eletti un anno fa, con la lista di centrodestra «Grande Lecce». Proprio Antonio Finamore, Laura Calò e Paola Gigante, confluendo nel nuovo gruppo «Prima Lecce», hanno consentito a Salvemini di avere una maggioranza, che il Tar Lecce prima e il Consiglio di Stato poi gli avevano tolto.
Ieri Finamore, Calò e Gigante, dopo aver saputo di un incontro tra Comune e rappresentanti sindacali su possibili tagli al personale e ai salari dei dipendenti, hanno prospettato una loro uscita dalla maggioranza. «Non lasceremo in balia delle onde i lavoratori della Lupiae Servizi e le loro famiglie, consapevoli del fatto che si apre un percorso irto di ostacoli - scrivono i tre in una nota - Ma, ribadiamo, non li abbandoneremo in questo difficile momento per dare soprattutto un senso compiuto alla nostra presenza in maggioranza. Diversamente verrebbero meno le ragioni oggettive per continuare a starci».
Un vero e proprio aut aut, insomma, all’Amministrazione Salvemini, alla quale è stata sollecitata «ogni iniziativa finalizzata alla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e a scongiurare ovviamente ogni possibile ulteriore taglio ai salari dei lavoratori».
Già nell’ultimo consiglio comunale, il sindaco Salvemini aveva parlato delle difficoltà di bilancio della società partecipata, sulla quale «è necessario intervenire».
Ma i tre di «Prima Lecce» non vogliono sentir parlare di tagli. «I lavoratori della Lupiae, già da alcuni anni, hanno dato il proprio assenso all’applicazione dei contratti di solidarietà, con enormi sacrifici per i rispettivi bilanci familiari - ricordano Finamore, Calò e Gigante - Siamo vicini, oggi più che mai, in questo particolare e delicato momento, ai lavoratori della Lupiae e alle loro famiglie. Siamo consapevoli delle difficoltà economiche in cui versa la nostra partecipata, ma non intendiamo indietreggiare in alcun modo sui diritti sacrosanti dei lavoratori».
Parla di vero e proprio «blitz» del sindaco il coordinatore provinciale di Forza Italia Paride Mazzotta: «Un parere stilato in fretta e furia dalla Segreteria di Palazzo Carafa e inoltrato al Ministero della Funzione pubblica attraverso chiede di confermare o meno la legittimità delle convenzioni siglate con 80 impiegati amministrativi della Lupiae - spiega Mazzotta - Ecco il “regalo” di metà agosto che il sindaco Salvemini ha confezionato per i lavoratori della partecipata comunale. Forse a Salvemini gli anni di incertezza e di sacrifici economici che il personale della Lupiae ha dovuto affrontare per vedere garantito il posto di lavoro non sono bastati: il sindaco ha deciso di scomodare persino il Ministero della Funzione Pubblica per appurare la legittimità delle convenzioni in essere, come se non fosse sufficiente un parere espresso dall’Avvocatura interna di Palazzo Carafa. Lo stesso Salvemini, nei rinnovati panni di tagliatore di teste, durante gli incontri dei giorni scorsi con le rappresentanze sindacali e i lavoratori avrebbe, poi, paventato l’ipotesi di ridurre i trasferimenti per i settori operativi della partecipata dove sono impiegati più di 100 lavoratori. Una decurtazione che rischia di tradursi in uno stop ai servizi, in uno smembramento della stessa partecipata e in una perdita fisiologica di ulteriori posti di lavoro».
Parla di «superficialità grazie alla quale rischia di gettare in mezzo alla strada numerosi dipendenti» Gaetano Messuti, del gruppo misto: «Prima di chiudere qualunque dialogo con i lavoratori, il sindaco dovrebbe ricordare che alle spalle di ogni uomo o donna, c’è una famiglia e che opportuno sarebbe fissare la salvaguardia del posto di lavoro come priorità assoluta - sottolinea Messuti - A tutti piacerebbe o sarebbe piaciuto affrontare i problemi reali con la leggerezza delle idee, ma chi amministra ha il dovere di rimanere ancorato alla zavorra della realtà mantenendo al centro le famiglie. Concordo con la posizione assunta dai colleghi Finamore, Gigante e Calò».
E dall’opposizione tende la mano ai tre ex alleati anche Andrea Guido: «Sono contento che “Prima Lecce” abbia compreso quelle che sono le vere intenzioni di questa amministrazione e cioè quella di liquidare la Lupiae con la consequenziale riduzione dei suoi dipendenti - rincara la dose Guido - Dietro la partecipata, Salvemini continua a vedere un nemico politico da abbattere, il centrodestra vede delle famiglie che vivono grazie a quel lavoro. Forse oggi si è compiuto un passo importante per la ripresa di un dialogo con la civica Prima Lecce».

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