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L'agguato di Melissano

Giovane ucciso nel Salento
fermati due presunti assassini

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MELISSANO  - Due persone sono state fermate la scorsa notte perché ritenute responsabili dell’omicidio di Francesco Fasano, il giovane di 22 anni ucciso per strada l’altra notte a Melissano con un colpo di arma da fuoco alla tempia e poi travolto da un’auto. Sono Angelo Rizzo, di 23 anni, e Daniele Manni, di 34, che sono anche accusati di fare parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti insieme con altre otto persone che sono state fermate nelle stesse ore.

Per gli investigatori si tratta di un gruppo dedito allo spaccio di droga nel Sud del Salento su cui da tempo era stata avviata un’inchiesta che ha consentito di giungere rapidamente ad individuare i presunti responsabili dell’omicidio.

I provvedimenti di fermo sono stati emessi su disposizione dei magistrati inquirenti Guglielmo Cataldi, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Lecce e il sostituto Stefania Mininni.

IL PROCURATORE: LA DROGA IL MOVENTE - «Le evidenze indicano che la causale dell’omicidio va ancora una volta ricercata nel traffico organizzato di stupefacenti e nelle controversie relative alla spartizione dei territori di influenza, che da tempo costituisce il 'core business' della criminalità organizzata salentina, così come anche dimostrato dalle decine di tonnellate di stupefacente sequestrate nell’anno in corso».

Lo afferma il procuratore della Repubblica di Lecce, Leonardo Leone de Castris, in una nota diffusa dopo i fermi dei due presunti responsabili dell’omicidio di Francesco Fasano, il giovane di 22 anni ucciso per strada l'altra notte a Melissano (Lecce) con un colpo di arma da fuoco alla tempia.

«A distanza di 24 ore dall’omicidio - evidenzia Leone de Castris - la Procura ha emesso dieci provvedimenti di fermo, di cui due per l’omicidio ed altri per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, eseguiti nella notte dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Lecce e dalla compagnia dei carabinieri di Casarano (Lecce)».

Il procuratore rimarca che «lo Stato è presente più che mai sul territorio, e aumenterà ulteriormente la pressione su ogni forma di illegalità». Per quanto riguarda il «traffico» e il «consumo di stupefacenti - sottolinea Leone de Castris - non smetterò mai di ricordare» che «ogni tiro di cocaina, ogni canna fumata, alimentano le ricchezze della criminalità organizzata, così come ogni euro finisce nelle tasche dei mafiosi».

«Se si continua ad alimentare anche episodicamente il consumo di stupefacenti - conclude - non si ha alcun titolo per lamentarsi» dei «fenomeni criminali di ogni tipo, o ancora indignarsi per l’occupazione da parte della criminalità di interi settori della realtà economica della zona».

PUNITO PER AVVERTIRE CLAN RIVALE - Attirato in una trappola e ucciso come monito ad una fazione rivale nata all’interno della stessa organizzazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti a Melissano e in altre località del Sud Salento. Sarebbe questo il movente dell’omicidio di Francesco Fasano il 22 enne giustiziato per strada la sera di martedì scorso con un colpo di pistola alla tempia.

Le indagini lampo dei carabinieri coordinate dal procuratore aggiunto della Dda Guglielmo Cataldi e dal pm Stefania Mininni hanno portato in carcere per l’omicidio i due presunti killer, Angelo Rizzo, di 23 anni, e Daniele Manni, di 34, insieme con altre otto persone appartenenti allo stesso gruppo, che sono accusate di traffico di stupefacenti.

Secondo gli investigatori, vittima e carnefici facevano inizialmente parte dello stesso clan che si era scisso dopo l'uccisione nel marzo scorso, del presunto boss, Manuele Cesari. I contrasti interni sorti per la spartizione dei proventi dell’attività illecita avrebbero provocato la nascita di due gruppi in guerra tra loro. Le indagini avviate all’indomani dell’omicidio del boss hanno consentito di arrivare rapidamente oggi al fermo dei due presunti omicidi. Dalle intercettazioni telefoniche è emerso che Francesco Fasano era riuscito già a sfuggire ad un agguato, il 19 luglio scorso, nel giorno del suo compleanno.

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