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Lecce

Gamberetti ad Acquatina, è guerra tra Comune e Ateneo

Salvemini: «Non siamo gli sponsor di alcun privato. De Bellis ritiri le accuse»

LECCE - «Non sono lo sponsor di alcun privato. Spero che il professor De Bellis abbia parlato a titolo personale e non per conto dell’Università del Salento, perché questo incrinerebbe i rapporti tra i due enti. E comunque, siccome non ho nessun interesse nella produzione di gamberetti, sono pronto a tutelare me stesso e l’amministrazione che rappresento nelle sedi opportune».

Il vicesindaco Alessandro Delli Noci ha risposto durante l’assise comunale di ieri al direttore del DiSTeBa, il professor Luigi De Bellis, che lo accusava per così dire, di eccessiva enfasi nel caldeggiare un progetto ittico per Acquatina.

Una querelle che sta virando verso le carte bollate. Tutto nasce dal j’accuse degli imprenditori Claudio Nori e Mario Bianco che nei giorni scorsi hanno tacciato l’Università del Salento (che, va ricordato, detiene l’esclusiva per l’utilizzo dell’area a fini di ricerca) di mettere il bastone tra le ruote ad un progetto milionario per un impianto di allevamento di gamberi rari. Delli Noci ha invitato l’Università a pubblicare presto un bando di interesse pubblico per valutare i progetti di investimenti privati. Sollecitazione che ha lasciato perplesso il professor De Bellis, tanto da spingerlo a chiedere se il vicesindaco fosse diventato lo «sponsor» di un privato. La replica è stata ben argomentata in Consiglio, in risposta ad una mozione del consigliere del Pd, Antonio Rotundo. «È chiaro - ha detto Delli Noci - che la ricerca è un’attività di cui il territorio è orgoglioso. Ma dal momento che l’attività è ferma dal 2012, come amministrazione ci siamo chiesti come valorizzare quel luogo, anche su sollecitazione degli abitanti di Frigole. È nato così un tavolo tecnico tra Regione e Comune per valutare la valorizzazione dell’area tout court, non solo la parte del Demanio affidata all’Università. Di certo è solo l’Ateneo a poter chiedere di cambiare la destinazione d’uso dell’area per la ricerca, in base a richieste che devono pervenire attraverso un bando di manifestazione di interesse, che questo sì, ho sollecitato».

Sull’accusa di Delli Noci «sponsor» di un privato interviene anche il sindaco Carlo Salvemini. «Si afferma - dice in un post riferendosi De Bellis - e voglio augurarmi con colpevole e sorprendente leggerezza, che vi siano interessi particolari dell’Amministrazione che rappresento tesi a interferire sulle scelte che potranno realizzarsi per eventuali rilanci di un’area di straordinario valore ambientale e paesaggistico, oggi esclusivamente destinata ad attività di ricerca da tempo ferma. L’unico nostro impegno - chiarisce - è quello di predisporre all’interno del tavolo interistituzionale con Unisalento e Regione Puglia idee e proposte per valorizzare al meglio il sito. Nasce così il progetto Tramareterra che l’Amministrazione comunale e non Unisalento come impropriamente afferma il professor De Bellis, ha proposto con proprie risorse al tavolo su Acquatina per poi candidarlo al bando regionale. Non certo l’intento di farci sponsor di privati in operazioni di investimento».

Salvemini riepiloga: «Ho incontrato Mario Nori due volte al Comune, così come faccio con tutti gli imprenditori interessati ad investire in città, perché illustrasse la sua proposta per la realizzazione di un progetto di acquacultura all’interno dell’area, che Unisalento-Comune-Regione hanno individuato e insieme perimetrato per lo svolgimento anche di attività produttive. Spetterà all’Unisalento avviare le procedure di evidenza pubblica rivolte a privati investitori, una volta risolto il nodo della legittimità a prevedere attività produttive all'interno del sito».

E prosegue: «Su questo aspetto tecnico-giuridico si è da tempo in attesa di un definitivo chiarimento di percorso: che non può essere il tavolo interistituzionale a risolvere ma chi è titolare della concessione di Acquatina. È su questo aspetto che si è appuntato nei giorni scorsi Alessandro Delli Noci, il quale ha voluto evidenziare “l’interesse pubblico a dare risposte in tempi rapidi, giacché non possiamo permetterci ritardi incomprensibili o peggio sottovalutazioni di investimenti che coniugano ricerca e produzione e potrebbero generare oltre al rilancio di Acquatina anche tante possibilità occupazionali per la nostra città”».

Valutazioni coerenti con quanto finora sempre espresse in tutte le riunioni ufficiali, dice Salvemini, «da me totalmente condivise. Che, voglio sottolineare, non esprimono giudizi personali su nessuno. Né annunciano tentativi di svendere Acquatina, come viene senza ragione paventato».

«È evidente – insiste Salvemini - che il professor De Bellis deve prendere atto che la posizione espressa getta ombre sull’operato della mia amministrazione che è suo dovere oggi rimuovere con parole chiare e nette. Affido alla sua sensibilità e intelligenza di considerare se è ancora compatibile la sua presenza al tavolo per il rilancio di Acquatina».

«Il gran lavoro fatto in questo anno per rafforzare il modello di governo strategico del territorio tra Comune ed Unisalento - conclude - che tanti obiettivi importanti intende raggiungere non può essere macchiato o ostacolato per responsabilità individuali dovute a imprudenze verbali ed inconsapevolezze sulla responsabilità che il ruolo che si ricopre impone».

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