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Sogliano cavour

Pugni e sevizie a un bimbo
di 5 anni, arrestato patrigno

Alla mamma, ritenuta complice, è stata sospesa la responsabilità genitoriale

Pugni e sevizie a un bimbo di 5 anni, arrestato patrigno

Francesco Oliva

SOGLIANO CAVOUR - Maltrattato, picchiato, denutrito e lasciato con i vestiti sporchi per giorni. Nella mattinata di ieri per un bambino di soli cinque anni l’incubo è finito. I suoi aguzzini sono stati identificati e consegnati alla giustizia. Non sono persone sconosciute. Anzi. Si tratta della madre e del compagno della donna che il bimbo chiamava con il nomignolo di “zio.”. Il gip Antonia Martalò ha disposto i domiciliari per l’uomo (la Procura aveva chiesto il carcere) mentre ha disposto la misura interdittiva dalla sospensione dell’esercizio responsabilità genitoriale per la madre. La giovane coppia, difesa dall’avvocato Simona Mancini, è accusata di maltrattamenti aggravati, danneggiamento violazione di domicilio e minaccia.

La vicenda arriva da Sogliano Cavour. I fatti sono stati ricostruiti dagli agenti del Commissariato di Galatina coordinati dal vicequestore aggiunto Giovanni Bono. Gli episodi sarebbero andati avanti per mesi: dallo scorso mese di settembre fino a marzo.

A scoperchiare i continui maltrattamenti tra le pareti di casa è stato il nonno materno. A febbraio l’anziano si è presentato negli uffici di polizia. Ha messo nero su bianco le accuse contro la figlia e il suo compagno. Lo “zio” avrebbe ripetutamente picchiato il piccolo. Pugni in testa e in altre parti del corpo. Schiaffi al volto, tirate di orecchie per alzare il bambino da terra che, nel tempo, avrebbe riportato i segni di quelle violenze sul corpo: ecchimosi e graffi vari. Una serie di abusi e maltrattamenti senza che la madre si opponesse. Anzi.

Per il gip la donna sarebbe stata complice del compagno. Pur avendo l’obbligo in qualità di esercente responsabilità genitoriale di vigilare e accudire il figlio non si sarebbe mai opposta alle sevizie e alle violenze subìte dal figlio. Tutt’altro. La donna avrebbe maltrattato il figlio costringendolo a lavarsi da solo e lasciandolo sporco nelle varie parti del corpo (piedi, orecchie, schiena) che il bambino non era in grado di pulire da solo. Il piccolo sarebbe stato lasciato per più giorni con i vestiti insudiciati senza cambi di biancheria e scarsamente nutrito.

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