LA MACCHINA DEL TEMPO
Dal Nord Italia venti di libertà
Va in scena uno degli ultimi atti della guerra di liberazione nazionale
È il 25 aprile 1945. Mentre «La Gazzetta del Mezzogiorno» è nelle mani dei lettori, va in scena uno degli ultimi atti della guerra di liberazione nazionale: il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclama da Milano, alle 8 di mattina, l’insurrezione generale contro il nemico nazista e si assume tutti i poteri civili e militari.
Il giornale – negli anni del conflitto, a causa della mancanza di carta, composto soltanto da due pagine – riporta le ultime notizie ricevute nella notte: il Po è stato attraversato da avanguardie alleate, la guarnigione tedesca che ancora resisteva tra le case di Ferrara è stata completamente accerchiata. Gli Alleati sono riusciti ad avanzare sospingendo il nemico verso nord e verso est: l’VIII Armata britannica guidata dal gen. McCreery ha liberato Ferrara e Bondeno. Le forze della V Armata sono riuscite ad entrare invece a Modena e La Spezia, dove sono state accolte con grande entusiasmo dalla popolazione. Negli ultimi giorni circa 4000 veicoli nemici sono stati distrutti o danneggiati in Val Padana da caccia e bombardieri leggeri della Raf e del 12° Raggruppamento aereo.
Bologna, liberata qualche giorno prima, sta riprendendo il suo «aspetto normale»: è ricominciato l’andirivieni di carretti carichi di masserizie, lo sgombero delle macerie davanti ai negozi e alle case private. La città emiliana è stata dichiarata «off-limits» per le truppe alleate: i pochi che circolano sono giornalisti e fotografi accolti con cordialità dalla popolazione. Nessuno corre dietro alle jeeps chiedendo sigarette e caramelle: «Venti mesi di lotta hanno dato a Bologna un aspetto austero», si racconta sulla «Gazzetta». Il centro non è grandemente danneggiato: i bei palazzi e le due torri sono ancora in piedi, arroventate dal sole primaverile.
Radio Mosca ha dichiarato che oltre la metà di Berlino è nelle mani dei russi: le truppe sovietiche sono decise a prendere Hitler vivo se sarà ancora in città quando la resistenza tedesca verrà a cessare.
Il Führer ha inviato un ultimo messaggio a Mussolini: «La lotta per la nostra stessa esistenza ha raggiunto la sua sua fase più acuta. Impiegando grandi masse e materiali il bolscevismo e il giudaismo si sono impegnati a fondo per riunire sul territorio tedesco le loro forze distruttive al fine di precipitare nel caos il nostro continente». Sono gli ultimi giorni di vita per i due leader responsabili del conflitto più violento che la Storia mondiale abbia mai conosciuto.
Alla fine di quel 25 aprile 1945 il popolo insorto è padrone di Genova e Milano: nei prossimi giorni anche Torino e le ultime città saranno liberate. Le operazioni militari continueranno fino a maggio e inizierà una lunga fase di transizione dalla guerra civile alla pace.