Il test, affidato all'istituto di Medicina legale dalla Procura di Nola comparerà i resti ai campioni biologici dei genitori del bimbo, rimasto vittima della banda di pedofili che dopo aver abusato per mesi di lui lo assassinarono al suo rifiuto di continuare a subire le violenze.
La valigia è stata recuperata da alcuni manovali impegnati in lavori di ristrutturazione nel casolare situato nelle campagne di Roccarainola, non lontano da Cicciano. Gli operai l'hanno notata e aperta scoprendo al suo interno le ossa che potrebbero appartenere ad un bambino. Gli stessi operai hanno dato l'allarme avvertendo i carabinieri che - esclusa l'esistenza di denunce di scomparsa relative a minori - hanno avanzato l'ipotesi che quelle ossa possano effettivamente essere i resti del piccolo Silvestro. L'informativa alla Procura di Nola - della vicenda si occupa oggi il quotidiano Il Mattino - ha dato così il via agli accertamenti scientifici.
L'omicidio di Silvestro delle Cave suscitò otto anni fa sgomento per le modalità e le personalità degli assassini. Il bambino sparì nel nulla un sabato mattina, quando le sue tracce si persero davanti alla scuola elementare di Cicciano dalla quale non fece mai più ritorno a casa. Le indagini portarono ad Andrea Allocca, un contadino settantenne che successivamente confessò di aver ucciso Silvestro con i generi Gregorio Sommese e Pio Crocchia, tutti partecipi, secondo le accuse, degli abusi cui era stato sottoposto per mesi il bambino, attirato nell'abitazione dell'anziano e violentato.
Allocca - poi morto in carcere - ammise di aver ucciso il ragazzino a bastonate perché si era rifiutato di continuare a subire abusi, sostenendo di averne poi bruciato il corpo in una zona di campagna, i cui resti non furono però mai ritrovati.















