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Trovate ossa: forse di bimbo ucciso da pedofili

Trovate ossa: forse di bimbo ucciso da pedofili

Trovate ossa: forse di bimbo ucciso da pedofili

 

Mercoledì 13 Aprile 2005, 11:43

02 Febbraio 2016, 19:13

NAPOLI - Sarà l'esame del Dna a stabilire se le ossa rinvenute per caso da alcuni operai in una valigia abbandonata nel rudere di un casolare di campagna appartengono al piccolo Silvestro Delle Cave, il bambino di nove anni ucciso nel '97 da un gruppo di pedofili a Cicciano, nel Napoletano, il cui cadavere non fu mai trovato.
Il test, affidato all'istituto di Medicina legale dalla Procura di Nola comparerà i resti ai campioni biologici dei genitori del bimbo, rimasto vittima della banda di pedofili che dopo aver abusato per mesi di lui lo assassinarono al suo rifiuto di continuare a subire le violenze.
La valigia è stata recuperata da alcuni manovali impegnati in lavori di ristrutturazione nel casolare situato nelle campagne di Roccarainola, non lontano da Cicciano. Gli operai l'hanno notata e aperta scoprendo al suo interno le ossa che potrebbero appartenere ad un bambino. Gli stessi operai hanno dato l'allarme avvertendo i carabinieri che - esclusa l'esistenza di denunce di scomparsa relative a minori - hanno avanzato l'ipotesi che quelle ossa possano effettivamente essere i resti del piccolo Silvestro. L'informativa alla Procura di Nola - della vicenda si occupa oggi il quotidiano Il Mattino - ha dato così il via agli accertamenti scientifici.

L'omicidio di Silvestro delle Cave suscitò otto anni fa sgomento per le modalità e le personalità degli assassini. Il bambino sparì nel nulla un sabato mattina, quando le sue tracce si persero davanti alla scuola elementare di Cicciano dalla quale non fece mai più ritorno a casa. Le indagini portarono ad Andrea Allocca, un contadino settantenne che successivamente confessò di aver ucciso Silvestro con i generi Gregorio Sommese e Pio Crocchia, tutti partecipi, secondo le accuse, degli abusi cui era stato sottoposto per mesi il bambino, attirato nell'abitazione dell'anziano e violentato.
Allocca - poi morto in carcere - ammise di aver ucciso il ragazzino a bastonate perché si era rifiutato di continuare a subire abusi, sostenendo di averne poi bruciato il corpo in una zona di campagna, i cui resti non furono però mai ritrovati.
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