Lunedì 16 Febbraio 2026 | 18:39

Bambino trapiantato con cuore danneggiato a Napoli, la mamma: «C'è sempre speranza, mio figlio è un guerriero»

Bambino trapiantato con cuore danneggiato a Napoli, la mamma: «C'è sempre speranza, mio figlio è un guerriero»

Bambino trapiantato con cuore danneggiato a Napoli, la mamma: «C'è sempre speranza, mio figlio è un guerriero»

 
Redazione online

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Bambino trapiantato con cuore danneggiato a Napoli, la mamma: «C'è sempre speranza, mio figlio è un guerriero»

«Oggi sarebbe ancora operabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo; domani i medici faranno una nuova valutazione». Lo riferisce ai cronisti la mamma del bambino dopo aver parlato con i sanitari del Monaldi

Lunedì 16 Febbraio 2026, 16:26

"Le sue condizioni sono stazionarie. Per oggi mi hanno confermato che resta ancora trapiantabile, domani faranno un'altra valutazione. L'unica cosa è questa. È una giornata ansiosa. C'è sempre una speranza. Domani vedremo". Lo ha detto la mamma del piccolo attaccato alla macchina salvavita all'ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito del 23 dicembre scorso. "Ho chiesto un terzo parere perché volevo altri pareri, non mollo, non devo mollare. sto con mio figlio tutti i giorni tutto il tempo che voglio, mi hanno dato il permesso speciale di entrare e stare tutto il tempo che voglio", ha aggiunto la mamma, che sul figlio che resiste, pur in condizioni gravissime, ha esternato: "E' un guerriero".

Il bimbo ricoverato in gravissime condizioni da due mesi al Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato «oggi sarebbe ancora operabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo; domani i medici faranno una nuova valutazione». Lo riferisce ai cronisti la mamma del bambino dopo aver parlato con i sanitari del Monaldi.

"Ho accantonato tutto. Provo solo dolore e voglia che mio figlio torni a casa". È l'appello di Patrizia, madre del bambino con il cuore trapiantato poi risultato compromesso, ricoverato all'Ospedale Monaldi di Napoli e attualmente sostenuto da una macchina salvavita. La donna è intervenuta in videocollegamento durante la trasmissione Domenica In su Rai 1, lanciando un appello pubblico: "Non desidero che muoiano altri bambini, chiedo solo che mi aiutino a trovare un cuoricino compatibile per mio figlio. Mi appello anche al Papa".

Ripercorrendo la vicenda, Patrizia ha spiegato che la famiglia attendeva il trapianto da due anni. "Quando è arrivato, non è andata come speravamo. Mi hanno chiamato dopo l’operazione dicendo che c’era un problema: il cuoricino non partiva". In un primo momento, ha raccontato, il dolore era troppo forte per fare domande. Successivamente, con l’assistenza del legale, sono state presentate denunce per fare chiarezza su quanto accaduto. "Infine qualche anima buona ha fatto sapere ai giornali il vero motivo per cui mio figlio oggi lotta tra la vita e la morte".

Il cuore trasportato in un box di plastica comune

Il cuore "bruciato" trapiantato a un bambino all'ospedale Monaldi avrebbe viaggiato da Bolzano a Napoli in un contenitore di plastica "comune", a cui era stato applicato ghiaccio secco. Questo sarebbe emerso dai primi accertamenti eseguiti dai carabinieri del Nas, che indagano sul caso coordinati dalla Procura di Napoli. Il box è stato sequestrato nei giorni scorsi a Napoli. Secondo una prima ipotesi, però, il problema non sarebbe tanto l'utilizzo di un contenitore in plastica al posto di un box tecnologico, bensì l'applicazione di ghiaccio secco (che raggiunge temperature di -80 gradi) al posto del ghiaccio classico (-4 gradi). Le temperature nettamente più basse potrebbero aver causato lesioni al cuore. Accertamenti del Nas di Trento sono in corso anche all'ospedale San Maurizio di Bolzano.

Il giallo del contatto con il Niguarda

Secondo quanto riferisce all’Adnkronos Francesco Petruzzi, legale della famiglia, “il bimbo sino a ieri sera era in condizioni stazionarie, oggi sarà sottoposto a una Tac neurologica, uno degli esami che serviranno domani al briefing dei medici del Monaldi per valutare se sia ancora trapiantabile”.

A proposito dell'ipotesi di un cuore artificiale, l'avvocato spiega che la famiglia “attraverso un’associazione è stata messa in contatto con il professor Francesco Claudio Russo dell’ospedale Niguarda di Milano, chiarisco, con lui, non con la struttura ospedaliera. Si è detto disponibile alla valutazione del caso, ma vuole valutare la tac neurologica”. Il legale inoltre spiega: “Il Monaldi non mi risponde, ho fatto richiesta della documentazione del Bambin Gesù sul parere negativo ad un nuovo trapianto, ho inviato anche una pec. Inoltre è venuto fuori che il Monaldi avesse chiesto un parere sulla situazione del bimbo all’ospedale romano già diversi giorni prima che ne facessimo richiesta, l’abbiamo saputo dalla stampa”.

Dal Niguarda arriva però una smentita. L'ospedale precisa di "non aver avviato alcuna interlocuzione né alcuna presa in carico'' per il caso né ''ci è mai arrivata alcuna richiesta ufficiale di valutazione''. Il professor Claudio Russo ''non ha parlato con nessuno'' e ''si occupa solo di cardiochirurgia per gli adulti'', spiega l'ospedale.

A chiarire quanto accaduto è lo stesso Giovanni Gravili, presidente dell'associazione 'I Nodi d’Amore'. Ho chiesto, d'accordo con la famiglia, all’ospedale Monaldi di Napoli di mandare la documentazione del piccolo all’ospedale Niguarda di Milano per una seconda opinione - spiega parlando con l'Adnkronos - ma ancora oggi non so se il Monaldi abbia fatto richiesta ufficiale. Il professor Russo ha solo dato la massima disponibilità a valutare il caso".

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