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In Puglia e Basilicata

IL CASO

La Regione Puglia pagherà il fitto per l’«hub» Covid chiuso da tre mesi

La Regione pagherà il fitto per l’«hub» Covid chiuso da tre mesi

L'Hub Covid della Regione alla Fiera del Levante di Bari

L’appalto per l’ospedale in Fiera è al centro degli accertamenti della Procura di Bari sull’attività della Protezione civile

06 Agosto 2022

Massimiliano Scagliarini

L’ospedale covid della Fiera del Levante rimarrà aperto fino a fine novembre, tenendo in conto i 30 giorni necessari per restituire i padiglioni entro fine anno. Ma affinché il Policlinico di Bari possa appaltare le operazioni di smontaggio, è necessario che la Regione fornisca il computo metrico e il verbale di collaudo. È quanto emerge dall’accordo predisposto negli scorsi giorni, con una scrittura privata che copre il periodo da aprile a dicembre e che costerà alle casse pubbliche 111.300 euro al mese.
L’accordo arriva con diversi mesi di ritardo rispetto alla data in cui è cessata la requisizione dei padiglioni disposta (a carico dello Stato) dal prefetto di Bari. Tuttavia, nonostante nel frattempo (il 31 maggio) la Asl di Bari ha dismesso l’hub vaccinale, l’importo del canone non cambierà: la Regione continuerà insomma a pagare con fondi propri l’affitto pure per i circa 12mila metri quadrati di spazio inutilizzato (sui 30mila totali) che formalmente non sono ancora stati riconsegnati dalla Protezione civile.

L’appalto per l’ospedale in Fiera è al centro degli accertamenti della Procura di Bari sull’attività della Protezione civile. A settembre dovrebbe essere pronta la perizia all’architetto lodigiano Maurizio Bracchi, cui il procuratore Roberto Rossi e l’aggiunto Alessio Coccioli hanno chiesto di «accertare congruità e conformità nell’esecuzione dei lavori». Le prime risultanze del lavoro avrebbero confermato quanto attestato dal nuovo Rup nominato dalla Regione, e cioè le carenze nel registro di contabilità e la nullità del collaudo. È per questo che, dopo le dimissioni della commissione precedente, la Regione ne ha nominata una nuova (presieduta da un funzionario interno) che deve ripetere il collaudo. La sistemazione della parte burocratica, come detto, è indispensabile alla chiusura definitiva. Le procedure sono già partite da due mesi, e richiederanno diverso tempo. Gli arredi e le attrezzature (costate oltre 5 milioni) verranno riutilizzati all’interno del Policlinico, ma ci sono ad esempio chilometri di cavi elettrici, quadri di distribuzione, impianti di condizionamento e materiali vari che possono essere recuperati anche solo per pareggiare le spese di smontaggio.

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