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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Turismo: boom Italia, una nuova Dolce vita. Bocca: «Puglia protagonista grazie ai film»

Turismo: boom Italia, una nuova Dolce vita. Bocca: «Puglia protagonista grazie ai film»

Parla il presidente di Federalberghi: i dati sulla ripresa, il ritorno degli americani, i problemi

16 Giugno 2022

Oscar Iarussi

«La ripresa del turismo c’è, eccome, anzi è tempestosa, fortissima. Bisogna capire se sarà strutturale o se corrisponde a una reazione emotiva dopo due anni di prigionia da Covid». È netto Bernabò Bocca, il presidente di Federalberghi, l’associazione imprenditoriale che riunisce ventisettemila dei trentatremila alberghi italiani. L’occasione è la giunta della Federazione svoltasi a Procida, capitale italiana della Cultura 2022, presenti tra gli altri il vicepresidente nazionale Francesco Caizzi e il presidente dei Giovani Albergatori, Marcello Dinno De Risi, entrambi baresi.

Bocca, i dati della indagine Federalberghi, Nexi e Zucchetti, indicano uno scenario quasi da nuova «Dolce vita», con il boom degli arrivi americani. Ve l’aspettavate?
«La ripresa è stata inaspettata per i volumi, talmente violenta da sorprendere. Gli americani scelgono le destinazioni internazionali: le nostre città d’arte, Capri, Cortina... Ma anche il turismo interno non delude affatto. Nel 2020 e nel 2021 abbiamo retto grazie agli italiani, che in occasione dell’ultima Pasqua e, nell’87 per cento dei casi, durante la Festa del 2 giugno hanno continuato a restare nel Paese per le vacanze, riscoprendone le bellezze e scegliendo località meno conosciute».

Chi manca all’appello?
«I russi, ovviamente a causa della guerra, che pure non influisce più di tanto sul quadro generale. E i turisti del Far East - cinesi, giapponesi, coreani - perché le regole anti-pandemia in Estremo Oriente sono ancora molto stringenti».

Durerà questa ripresa?
«Non sappiamo dirlo, di certo va sostenuta. L’Italia del post Covid ha aperto in ritardo rispetto alla Grecia e alla Spagna, ma punta su un turismo di qualità che ha bisogno di addetti all’altezza. Non ve ne sono abbastanza ed è un problema. Inoltre i costi sono aumentati fino al 300 per cento a causa degli aumenti dell’energia. Non ci si pensa, ma gli alberghi sono imprese energivore, basti pensare all’aria condizionata. Di conseguenza lievitano i prezzi».

Quanto agli addetti, può essere una soluzione l’intervento, prospettato dal ministro Garavaglia, sui flussi di stranieri da accogliere?
«Sì, ma spesso gli stranieri sono da formare. Il problema sta piuttosto, io credo, nelle contraddizioni insite nei sussidi pubblici. Il reddito di cittadinanza è una misura importante di sostegno a chi non ha i mezzi o ha perso il lavoro, invece non può diventare un regalo da integrare con gli introiti a nero. Perché altrimenti il lavoratore rischia di preferirlo rispetto a un impiego con tutti i crismi di legge. Nel settore alberghiero non c’è un problema di stipendi bassi ma di costo azienda: per dare 1.000 euro netti mensili a un lavoratore il costo per l’azienda è di 30 mila l’anno. Non è possibile. Bisogna intervenire sul cuneo fiscale e almeno detassare gli straordinari».

La Puglia del turismo com’è messa?
«Benissimo. In particolare, secondo l’analisi di Zucchetti, le spiagge salentine sono al quinto posto in classifica dopo quelle venete, la riviera romagnola, la Costa degli Etruschi e la Costa Smeralda. La Puglia oggi è un esempio da seguire per le altre regioni del Mezzogiorno: è diventata una destinazione di qualità e sta attirando investimenti dall’estero».

A cosa attribuisce il successo?
«Io sono contrario alla competenza esclusiva delle Regioni in tema di turismo, ma debbo dire che l’affermazione della Puglia si deve soprattutto al lavoro cominciato quindici anni fa con la Apulia Film Commission. Il turismo oggi è in primis comunicazione, immagine, identità, marchio territoriale, e portare in Puglia grandi set internazionali ha pagato in termini di visibilità. Del resto, ricordo quando nel 2006 andai in Cina con una delegazione italiana: noi parlavamo ai cinesi di Roma, Venezia, Firenze... Loro ci chiedevano solo di Pisa, semplicemente perché uno spot molto popolare in quel momento era stato visto alla Tv da un miliardo di cinesi ed era filmato ai piedi della Torre di Pisa. Funziona così».

Cosa manca alla Puglia perché questa stagione d’oro non sia effimera?
«Infrastrutture, trasporti innanzitutto. La Puglia potrebbe intercettare e attirare il turismo della Costiera Amalfitana, ma è inconcepibile che non vi sia un collegamento ferroviario diretto tra Napoli e Bari. Ci siamo concentrati sull’Alta velocità, però il tema dei collegamenti infra-regionali è altrettanto cruciale».



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