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In Puglia e Basilicata

La dichiarazione

«La Puglia non perda l’occasione di avere una nave-rigassificatore»

«La Puglia non perda l’occasione di avere una nave-rigassificatore»

Il consigliere dem Amati: «L’Emilia Romagna ha già un accordo per una infrastruttura energetica a Ravenna»

05 Maggio 2022

Redazione Primo Piano

«La Puglia non può stare guardare sui rigassificatori»: il consigliere regionale Fabiano Amati del Pd, incalza il governo regionale affinché ci sia un impegno ulteriore per avere a largo delle coste pugliesi una nave rigassificatore. «L’Emilia Romagna si sta battendo per avere la nave rigassificatore Fsru a Ravenna e la Puglia non può stare a guardare. Abbiamo la possibilità di vincere per la prima volta una gara per un insediamento industriale compatibile con l’ambiente e la prosperità, e dobbiamo fare tutti gli sforzi per non iscrivere questo programma nell’elenco delle occasioni perdute». E mentre la Puglia non incalza il governo nazionale, e anche a Piombino scricchiola l'ipotesi di posizionamento di uno dei due nuovi maxi rigassificatori coi quali il governo italiano punta ad affrancarsi dal gas russo, l’Emilia Romagna incamera la possibilità di ospitare la maxi piattaforma con cui il gas naturale liquefatto (Gnl) potrà essere immesso nella rete energetica nazionale. Proprio ieri c’è stato un proficuo incontro tra tra il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani e il governatore Stefano Bonaccini che sostanzialmente ha dato il via libera alla infrastruttura energetica per il gas e anche a un futuro impegno per il fotovoltaico off-shore.

Amati cerca di sgombrare il campo dalle ritrosie degli ecologisti del “no”: «Non vorrei che si pensi che Bonaccini e il sindaco di Ravenna siano così sprovveduti da proporre una cosa per distruggere i loro territori e ammazzare i cittadini. Non possiamo stare a guardare: dobbiamo dunque darci da fare e candidare subito la Puglia a ospitare una nave rigassificatore Fsru». «Per dire addio al gas russo e diventare più indipendente, l’Italia deve recuperare diversamente 30miliardi di metri cubi di gas. E tutto ciò si può fare con varie infrastrutture, quali gasdotti, serbatoi Gnl e rigassificatori. Tutto ciò - analizza Amati - incide non solo per le ragioni di pace e di riduzione della prepotenza di Putin, ma pure per assicurarci un futuro prospero e pulito anche nella transizione energetica dai fossili alle rinnovabili e, speriamo presto, alla fusione nucleare». La conclusione del politico di Fasano: «In questo scenario il ruolo della Puglia si dovrebbe caratterizzare, per cultura e geografia, verso l’accoglienza di uomini, merci e tecnologie, così da esercitare pienamente il ruolo di Porta del Mediterraneo. Se tutto questo non è mera retorica, allora, bisogna candidarsi a un ruolo da protagonista, così da ottenere sia i benefici comuni a tutti gli europei sia quelli specifici in termini di investimenti collaterali alla scelta di ospitare le infrastrutture».

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