Sabato 07 Febbraio 2026 | 01:04

Vettor (Sio): "Chi ha obesità può superare ostacoli come gli atleti"

Vettor (Sio): "Chi ha obesità può superare ostacoli come gli atleti"

 
Agenzia Adnkronos

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Vettor (Sio): "Chi ha obesità può superare ostacoli come gli atleti"

Alla presentazione dell'installazione The Impossible Gym a Milano, 'le persone con questa malattia sono chiamate ogni giorno a confrontarsi con difficoltà e con uno stigma ancora diffuso'

Venerdì 06 Febbraio 2026, 16:50

Milano, 6 feb. (Adnkronos Salute) - "Le Olimpiadi portano l’attenzione sugli atleti che dedicano la loro vita a superare ostacoli e a porsi obiettivi. Lo stesso vale per le persone con obesità, chiamate ogni giorno a confrontarsi con difficoltà e con uno stigma ancora diffuso. The Impossible Gym vuole trasmettere a pazienti e medici un messaggio chiaro: è possibile farcela, così come può riuscirci un atleta determinato a raggiungere il proprio traguardo". Lo ha detto Roberto Vettor, membro della Sio (Società italiana obesità), direttore scientifico e coordinatore clinico del Centro per le Malattie metaboliche e della nutrizione presso Humanitas research hospital di Milano, intervenendo all’inaugurazione – oggi a Milano – del tour itinerante organizzato da Lilly, che comprende due installazioni immersive: 'The Impossible Gym – Winter Edition' in piazza dei Mercanti, dedicata alle sfide quotidiane delle persone con obesità, e 'Fan Village' in piazza del Cannone, che ripercorre la storia della medicina moderna.

"La Sio patrocina questo evento perché supportare una manifestazione così ben strutturata è assolutamente essenziale, soprattutto sul piano della comunicazione. La comunicazione è alla base della vita della società ed è fondamentale per aumentare la consapevolezza sul tema dell’obesità – sottolinea Vettor –. Si tratta di una malattia cronica recidivante, di cui oggi si conoscono diversi aspetti della fisiopatologia clinica. Non è più semplicemente un problema estetico". E "non è più colpa del paziente se viene stigmatizzato: l’obesità ha ormai i connotati di una vera e propria malattia, riconosciuta anche dalle istituzioni", conclude.

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