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Contini allenatore della Pergoletteseci può essere il Bari nella poule scudetto

Contini allenatore della Pergolettese
ci può essere il Bari nella poule scudetto

La sua squadra è stata promossa in C. E se i biancorossi vincessero ad Avellino...

Chissà se avrebbe mai immaginato di poter incontrare il Bari da allenatore, per giunta in serie D. Eppure non è un’ipotesi così remota nel prossimo futuro di Matteo Contini. L’ex difensore che in biancorosso ha militato per due stagioni in B (dal 2014 al 2016 con 46 presenze) ha fatto bingo al suo primo anno da tecnico: promosso a sorpresa trainer della prima squadra della Pergolettese lo scorso novembre (in seguito all’esonero di Ivan Del Prato), ha centrato il clamoroso salto in serie C con i lombardi superando la forte concorrenza del Modena arrivato a pari punti al termine della regular season e battuto domenica scorsa nello spareggio per la vittoria del girone D. Pertanto, anche lui sarà catapultato ora nella pole scudetto: l’incrocio con i biancorossi sarà possibile se sia i galletti, sia la Pergolettese supereranno il triangolare di qualificazione. Un traguardo che, per quanto riguarda i pugliesi, sarà plausibile soltanto vincendo il derby del Sud contro l’Avellino, in programma domenica prossima al Partenio. Uno stadio che Contini conosce bene, avendo vestito la casacca dei lupi nel 2003-04. E allora, il 39enne varesino affronta mille temi tra ricordi da doppio ex, analisi del torneo di serie D appena terminato e prospettive future. Matteo Contini potrebbe ritrovare il Bari da avversario in serie D tre anni dopo il suo addio ai biancorossi. Che effetto fa?

«Uno shock in piena regola. A luglio davvero ho faticato a metabolizzare l’improvviso fallimento di un club così glorioso. A Bari ho ancora tanti amici, mi sono informato continuamente dei risultati perché era doveroso riconquistare subito il professionismo. I biancorossi ci sono riusciti con pieno merito: un risultato straordinario perché assicuro che la serie D è un torneo complicato e molto equilibrato».

Quindi il suo appuntamento con il Bari è fissato alla final four, magari al San Nicola?

«Procediamo per gradi. Il Bari per il suo blasone punterà alla vittoria dello scudetto di serie D. Noi veniamo da un torneo oltre ogni aspettativa: onoreremo questa competizione, ma darò spazio a qualche ragazzo che durante la regular season ha avuto poca vetrina perché voglio gratificare per intero un gruppo eccezionale. Se capiterà di ritrovare il Bari, ne sarò felice, soprattutto se davvero si potrà giocare in uno stadio meraviglioso come il San Nicola».

Per passare il turno il Bari dovrà vincere ad Avellino, altra nobile decaduta, nonché club in cui ha militato.

«Un Avellino-Bari in serie D ha del paradossale, ma proprio per questo sarà gara vera: scontri di tal prestigio non hanno categoria. In Irpinia ho avuto l’onore di essere allenato da Zdeneck Zeman: i metodi e le conoscenze che impartisce davvero migliorano un atleta».

E del Bari che ricordo porta?

«La gratitudine di essere stato capitano, la magia di una piazza da serie A sotto tutti i punti di vista, la fortuna di aver incontrato un tecnico come Davide Nicola. Per il rapporto che crea con i calciatori è straordinario. La sua figura mi ha convinto definitivamente a intraprendere il percorso da tecnico. E aggiungo una cosa: se non fosse stato esonerato, forse avremmo centrato la promozione. La squadra era forte e lo seguiva: quell’avvicendamento in panchina non l’ho mai capito».

Il Bari cerca la resurrezione sotto la stella della famiglia De Laurentiis: immagina un futuro luminoso per i galletti?

«Bari è una delle principali piazze del calcio italiano per seguito e passione. Se imprenditori così esperti investono in realtà di tal natura, significa che vogliono valorizzarla al massimo. I successi conseguiti con il Napoli sono garanzia di capacità e competenza».

E nel futuro di Contini che cosa c’è?

«È stato tutto così veloce… Mi sono ritrovato da allenatore degli Allievi a guida della prima squadra in un secondo per poi vincere il campionato. Mi piacerebbe proseguire il cammino in serie C, ma la vita mi ha insegnato a vivere il momento senza pensare troppo al futuro».

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