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L'ANALISI

Il Bari vola sempre più in altodue gol al Messina e l'imbattibilità

Neglia e Piovanello

Il Bari vola sempre più in alto
due gol al Messina e l'imbattibilità

Emerge un difetto antico: il pallone si muove troppo lentamente

Vittoria numero quattordici, su diciotto partite di campionato. Battuto un buon Messina, vittoria assolutamente legittima. E primato ancora blindato col +9 su una Turris capace di segnare cinque gol contro il Roccella. Il Bari resta padrone ed è già tanto che il futuro sia nelle sue mani all’alba di un girone di ritorno che tra un mese, esattamente alla quinta giornata, proporrà l’attesissimo scontro diretto a Torre del Greco. Partita non epocale. Il Bari la impatta bene ma senza la necessaria intensità. Emerge subito un difetto abbastanza antico. Il pallone si muove troppo lentamente. E non possono essere sufficienti gli indubbi meriti di un Messina che Oberdan Biagioni schiera con una difesa a 5 pur senza rinunciare a una discreta proposta di gioco. A tutto questo si aggiunga una scarsa concretezza negli ultimi sedici metri che è la causa principale di un primo tempo che finisce a reti inviolate. Cornacchini sceglie di riproporre Brienza nell’undici titolare dopo aver incassato qualche critica per non aver concesso al numero 10 nemmeno un minuto nella sfida interna contro il Roccella, ultima fatica del 2018. Il capitano parte col piglio giusto, assolutamente deciso a segnare il primo gol su azione in questo campionato. Minuto 8, punizione dalla mattonella preferita: Brienza non sceglie di scavalcare la barriera ma calcia sul palo del portiere, L’effetto sorpresa sta per far saltare il banco. Ma il pallone va a sbattere sul palo. Il Messina cresce con il passare dei minuti e, soprattutto, sembra poter essere molto più compatto nell’occupazione degli spazi. Fa fatica, il Bari. Spesso lento e prevedibile. Servirebbe qualche guizzo ma lì davanti si sbaglia un po’ troppo. Il vantaggio, però, ci starebbe tutto soprattutto dopo le due occasioni costruite nel finale di tempo. Prima è Piovanello a sprecare un’occasione monumentale (36’) dopo una magia di Floriano sulla sinistra: l’ex Padova, perfetto nel «rimorchio», cerca l’angolino e manda il pallone fuori, tutto solo a pochi passi dalla porta. Passano due ed è Simeri a perdere l’attimo su perfetta «imbucata» di Hamlili, bravissimo a verticalizzare. L’attaccante tocca il pallone una volta di troppo e quando è il momento di affondare partorisce una via di mezzo tra tiro e passaggio. In avvio di ripresa la partita sembra addirittura complicarsi. Col Bari ancora meno sveglio e il Messina che sembra aver voglia di provarci. Biagioni alza il baricentro e non è un caso che ci scappi la prima vera occasione di marca siciliana: Marfella calcola male un cross dalla sinistra e Amadio sfiora il con una rovesciata nel cuore dell’area di rigore biancorossa (10’). anche un colpo di testa di Janse a testi monianza di una certa tendenza. Ma il Bari della ripresa ha il cinismo che era mancato nella prima parte di gara. Hamlili raccatta un buon pallone in mezzo al campo e lancia Simeri nello spazio. L’attaccante «beve» con facilità un difensore e regala a Piovanello un assist al bacio: il ragazzino colpisce con freddezza di testa e il «San Nicola» può finalmente alzare la cresta (17’). Ora la partita è davvero cambiata. Il Bari è più sciolto, il ritmo quasi d’incanto si alza. Contropiede da manuale (21’), ancora Simeri a vestire i panni dell’assist man. Stavolta a beneficiarne è Neglia, che nel primo tempo (40’) aveva preso il posto dell’infortunato Floriano. Sinistro chirurgico, risultato in ghiaccio. L’unica cosa degna di nota è la stizzita reazione di Brienza al momento della sostituzione. L’attaccante prima cerca lo sguardo di Cornacchini, poi gesticola al suo indirizzo come a volergli dire: «Ma che hai combinato?». Nessun caso, ci mancherebbe. Ma urge una stretta di mano. Tra uomini veri.

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