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Cornacchini: "Portici, esame di maturitàBollino? Probabilmente giocherà domani"

Cornacchini

Cornacchini: "Portici, esame di maturità
Bollino? Molto probabilmente giocherà "

Mercato: Per completare servirà ancora un giocatore classe Duemila

Giovanni Cornacchini, alla vigilia della trasferta di Portici, fa la conta tra infortunati e nuovi acquisti:
«Bisogna valutare alcune cose. Floriano si è allenato poco in settimana, Pozzebon ha avuto un problema alla caviglia e non è tra i convocati, Brienza sta lavorando per rientrare nel turno infrasettimanale. Bolzoni ha accusato un po’ di febbre, vediamo. Bianchi e Iadaresta, invece, non partiranno dall’inizio, vediamo come andrà la partita. La fortuna di allenare il Bari è che hai a disposizione diversi giocatori. Bollino? Ha avuto un momento in cui non ha giocato, domenica invece l’ha fatto e ha risposto bene. Probabilmente anche domani giocherà. Tutti servono alla causa del Bari. Quando devi vincere devi avere una rosa ampia, perché se hai delle difficoltà come adesso hai comunque dei giocatori che non sono alternative, ma che sono in grado di fare la differenza».

Pozzebon infortunato

Sul significato di questa partita: «Portici ci farà capire se siamo maturi o dobbiamo ancora crescere tanto. La crescita ancora non è completa, però dopo la prestazione di domenica scorsa devi riuscire a recuperare qualche energia, e dimostrare se sei veramente tosto e forte. Giocheremo sul sintetico, contro una squadra molto giovane. Al Portici da poco è andato via Sorrentino, un giocatore da 10 gol, e io non ho mai visto una squadra alla quale mancano giocatori che perde. Dobbiamo stare molto attenti. Uno che ha fatto calcio e sta nel mondo del calcio sa che sono gare a rischio. I ragazzi domenica sono stati lodati da tutti, le partite successive sono pericolose. Negli allenamenti vanno tutti a 200 all’ora, anche quelli che all’inizio avevano fatto fatica a calarsi nella mentalità. Dobbiamo essere pronti e a posto con la coscienza. Non mi faccio problemi su ciò che avviene fuori dal campo, tra penalizzazioni varie. Il campionato è molto lungo. La nostra corsa è su noi stessi, senza guardare gli altri. Mi preoccupa tenere la concentrazione e le motivazioni alte, quando vinci e fai bene il giocatore inconsciamente tende ad adagiarsi. Non voglio che accada, cerco di stimolare tutti anche arrabbiandomi. Certo, se la seconda arrivasse a un punto, mi preoccuperei. La convinzione e la mentalità vincente arrivano dalla crescita che c’è stata durante gli allenamenti. C’è un abisso con gli inizi. Non sempre puoi allenarti al massimo, ma fin quando lo faremo sarò tranquillo».

Bari attivo questa settimana sul mercato, due gli innesti ufficiali: «La società sa che per poter vincere il campionato c’è bisogno di alcuni ritocchi, mi servivano un under e un ariete per scardinare le squadre che si arroccano dietro. A centrocampo siamo messi bene. Probabilmente per completare ci sarà bisogno di  un classe Duemila». Il mister commenta le osservazioni di alcuni addetti ai lavori sul presunto “non gioco” della sua squadra: «Ci sono libertà di pensiero e di parola. Dipende chi lo dice, non mi dà fastidio. Se quello che lo dice lo stimo parecchio mi fa pensare, in caso contrario… Ognuno vede il calcio a modo suo, parlano tutti in questo ambiente. Vado avanti con le mie idee. Chi è venuto domenica allo stadio credo si sia divertito. L’importante è che si vinca. In carriera ho avuto tanti allenatori bravi, sono stato fortunato. Anche in categorie inferiori e nel nostro girone ci sono allenatori preparati».

Iadaresta

Il Bari da qui alla sosta: «Le prossime quattro partite sono dei tranelli. Se ci alleniamo come stiamo facendo, non ci saranno problemi. Non devi sbagliare l’approccio. Mi stimola capire se i miei giocatori sono cresciuti. Dobbiamo fare la corsa su noi stessi. Siamo migliorati per intensità e approccio agli allenamenti e alle partite, il resto non lo guardo. La D è un campionato particolare. Si diceva anche che il Gela non sarebbe andato a giocare a Torre del Greco. Problematiche ce ne sono. Ci può stare che qualche squadra smantelli se i risultati previsti non arrivano, dipende dalla serietà che c’è in giro. Purtroppo so che succedono queste cose. Quando allenavo ad Ancona venne a giocare il Bojano in 11 contati, finirono anche in 10 per un infortunio. Quando al ritorno giocammo in casa loro, non si presentarono proprio. Il problema è alla base, se fai iscrivere squadre che non arrivano alla fine. Non penso alle modifiche eventuali della classifica, non posso farci nulla, vinciamo tutte le partite, altrimenti ti complichi la vita. Sono cose che succedono anche in C. Mai nessun allenatore del Bari imbattuto alla fine del girone di andata? Le statistiche sono fatte per essere stravolte». In chiusura un pensiero sulle vittime della discoteca “Lanterna azzurra" di Corinaldo, a pochi km dalla sua Fano: «Mi è dispiaciuto in maniera incredibile, pare sia morta anche una mia concittadina. Sono cose assurde».

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