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Al «Sarcone» di Terlizzi
cercansi anestesisti
ce n'è solo uno in servizio

Al «Sarcone» di Terlizzi
cercansi anestesisti
ce n'è solo uno in servizio

Al «Sarcone» di Terlizzi
cercansi anestesisti
ce n'è solo uno in servizio

 
ospedale Sarcone Terlizzi

L’allarme è tutto contenuto in una lettera inviata tra gli altri anche al direttore generale dell’Asl Bari, Vito Montanaro e al direttore di presidio Angela Leaci, sottoscritta da quasi tutti i dirigenti medici dell’ospedale

Sabato 03 Marzo 2018, 09:49

TERLIZZI - Nell’ospedale «Michele Sarcone» di Terlizzi continua la penuria di anestesisti e ora la situazione preoccupa non soltanto i cittadini e gli esponenti della politica, quanto gli stessi operatori sanitari. L’allarme è tutto contenuto in una lettera inviata tra gli altri anche al direttore generale dell’Asl Bari, Vito Montanaro e al direttore di presidio Angela Leaci, sottoscritta da quasi tutti i dirigenti medici dell’ospedale.

La missiva è un vero Sos con il quale gli stessi medici sottolineano «la necessità di implementare gli standard assistenziali con la presenza h24 dell’anestesista-rianimatore e del cardiologo, al fine di garantire la pronta assistenza al paziente critico che giunga in pronto soccorso o già degente». La situazione è delicata: nelle ore serali o nei giorni festivi qui non c’è un anestesista in pianta stabile. Le ambulanze già da mesi prendono altre strade (sono ancora sospesi gli interventi d’emergenza in Chirurgia) e se un paziente ricoverato dovesse aver bisogno di un intervento urgente... La situazione è al si salvi chi può: proprio nei giorni scorsi un altro anestesista vincitore di concorso interno è stato trasferito nel presidio territoriale di Bitonto, mentre un’altra giovane anestesista assegnata a Terlizzi in realtà risulta impiegata all’«Umberto I» di Corato. Così di fatto a Terlizzi c’è un solo un anestesista in servizio attualmente, cui si aggiunge un professionista consulente esterno e i cosiddetti reperibili, i medici cioé che vengono chiamati alla bisogna in caso di emergenza.

Una situazione diventata ormai insostenibile come confermano gli stessi medici: «L’istituto della reperibilità notturna e festiva - scrivono sempre i dirigenti di reparto del «Sarcone» - non assicura l’intervento urgente ». La questione riguarda anche i cardiologi. Dopo le ore 20 al «Sarcone» i referti degli elettrocardiogrammi vengono effettuati a distanza via fax attraverso medici che si trovano nei presidi di Corato o Molfetta.

Intanto, nel bollettino regionale pubblicato a febbraio, l’ultima versione del piano di riordino ospedaliero conferma la chiusura entro il prossimo giugno dell’ospedale di Terlizzi come presidio di base e la sua riconversione a struttura per lungodegenza e riabilitazione. Del presidio di primo livello del Nord Barese, invece, nessuna novità al punto che il sindaco Ninni Gemmato ha chiesto lumi al governatore Michele Emiliano.

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