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riconoscimento a manduria

Legambiente premia la Salina
con 4 vele della «Guida Blu»

Il comprensorio dell'Alto Salento Ionico cresce rispetto al 2016

salina di Manduria

di NANDO PERRONE

MANDURIA - Il nuovo criterio di assegnazione delle “vele” della Guida Blu di Legambiente, che premia non più i singoli comuni ma i comprensori, avvantaggia Manduria. Inserita nel comprensorio dell’Alto Salento Ionico, insieme a Maruggio, Nardò, Gallipoli e Porto Cesareo, Manduria ottiene quattro vele, una in più rispetto al 2016. Si avvicina, quindi, al top, rappresentato, per il 2017, dall’Alto Salento Adriatico (Otranto e Melendugno) e dalla Costa del Parco Agrario degli Ulivi Secolari (Polignano a Mare, Fasano, Monopoli, Ostuni e Carovigno).

Un buon risultato per Manduria, che, ricordiamolo, rientra nella Guida Blu soprattutto per la Salina dei Monaci, oasi in cui vi sono da anni i fenicotteri rosi, e per la spiaggia antistante la Salina, area però ambita per la realizzazione di uno stabilimento balneare. C’è soddisfazione nella città messapica, anche se non manca qualche riserva per il futuro.

«Il circolo Legambiente di Manduria non può che essere soddisfatto per l’ottenimento delle 4 vele della Guida Blu 2017, da parte del comprensorio all’interno del quale è inserita Manduria» è l’opinione di Legambiente. «L’ottenimento delle 4 vele, grazie soprattutto alla naturale bellezza del nostro territorio, ci deve spingere ad aspirare ad ulteriori passi avanti. Pertanto auspichiamo che, a tutti i livelli, amministrazioni attente e sensibili alle tematiche ambientali, adottino scelte che possano migliorare sempre più la nostra valutazione, giungendo fino alle agognate 5 vele. Di contro, però, se si dovessero attuare scelte insensibili al rispetto del nostro territorio e delle nostre bellezze naturali, il giudizio non potrà che rovinosamente e drasticamente peggiorare.»

«Così, ad esempio, una raccolta differenziata carente, la mancanza di una rete fognaria, un eventuale scarico a mare o la costruzione di un depuratore in aree di pregio, la costruzione della famigerata strada Talsano-Avetrana (regionale 8), che attraverserebbe aree di alto valore paesaggistico, e al contempo il non completamento della invece utilissima Bradanico-Salentina, la cementificazione selvaggia e il continuo consumo di suolo potrebbero far precipitare l’attuale lusinghiero giudizio, fino a precipitare a 2 o addirittura ad una vela. Speriamo ovviamente che i nostri timori non si realizzino e inoltre speriamo che la fortuna di essere nati in uno dei posti più belli e, in parte, ancora incontaminati del Salento non venga buttata via da future scelte irresponsabili, dettate da incompetenza o peggio da interessi economici che, se pure legittimi, possono rovinare irrimediabilmente il nostro futuro e distruggere tutto il grande potenziale turistico di cui disponiamo».

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