Giovedì 20 Settembre 2018 | 04:10

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Il sindaco: citofonerò ai cittadini

Decaro: invitatemi a pranzo
e ditemi cosa non va a Bari

Decaro confessa«Quando mi indagaronopensai al suicidio»

Il sindaco di Bari Antonio Decaro

FRANCESCO PETRUZZELLI
Potrebbe capitare già dalle prossime settimane. Intorno all’ora di pranzo. A una qualunque famiglia barese. In un qualunque giorno della settimana.
La scena è più o meno questa. I commensali sono a tavola, stanno gustando un fumante buon primo piatto quando all’improvviso qualcuno citofona. Il solito molestatore da volantini? Il corriere? Il tecnico della caldaia? Un disturbatore? No: la voce è quella di un ospite speciale. E a sorpresa. «Sono il sindaco, per favore mi apre il portone? Posso salire? Voglio pranzare con voi». Facile immaginare la reazione di chi ascolta: scherzo, burla o minaccia?
Antonio Decaro lancia l’operazione «aggiungi un posto a tavola per il sindaco», un viaggio nei quartieri per incontrare i cittadini e dividere con loro il companatico. O semplicemente un caffè, un dolce o perché no l’intero pranzo. «Voglio provarci, sarà un modo per stare insieme, per confrontarsi, per parlare di tutto ciò che non funziona in città» dice dalla sua stanza dopo aver gustato una torta preparata dalle abili mani degli studenti dell’Alberghiero Majorana. «Ne ho mangiato un pezzettino ma poi mi sono accorto che ne ho mangiato metà. È buonissima» sentenzia mentre porge il vassoio verso il cronista.
Ma il primo cittadino non era da tempo a dieta con carotine, cetrioli e barrette ai cereali? E le eventuali intolleranze alimentari?
«I baresi possono stare tranquilli, il sindaco mangia tutto, non ha problemi». Insomma, le cuoche baresi sono avvisate: Decaro non ha particolari preferenze enogastronomiche. Mangerà ciò che troverà nel piatto, dalle orecchiette con cime di rapa sino al più salutare brodino di verdure. Gli autoinviti nelle case dei baresi saranno a campione. Dei veri e propri blitz affidati al caso sulla scelta del quartiere, della via, del condominio e del cognome sulla schermata del citofono. Per pigiare il bottone e annunciarsi.

«Magari – spiega – al momento del caffè la famiglia che mi ospita chiama a raccolta tutto il condominio. Così stiamo tutti insieme e possiamo parlare. A breve riprenderò anche le giunte territoriali ricominciando dal quartiere San Paolo».
Il sindaco a tavola sembra una di quelle operazioni che ricorda la recente visita di papa Francesco in un quartiere di Milano nelle abitazioni di alcune famiglie. Ma i precedenti tra i sindaci di mezza Italia non mancano. Memorabile qualche anno fa il pollo con i peperoni preparato da una signora di Torpignattara all’allora sindaco di Roma Ignazio Marino. Risultato poi alquanto indigesto alla luce della violenta crisi dell’Amministrazione Capitolina, terminata in anticipo.
«Davvero lo ha fatto già Marino? Non mi pare che gli abbia portato bene, ma voglio provarci lo stesso» sorride Decaro con ogni debito scongiuro. Le famiglie baresi di ogni angolo della città, dal Libertà a Carrassi tengano quindi le orecchie ben aperte verso il citofono. All’ora di pranzo potrebbero dover aggiungere una sedia in più e rivoluzionare il menu. Per quelli che invece non vogliono essere disturbati c’è sempre una doppia soluzione abbastanza fattibile: staccare la corrente o dotarsi di un videocitofono. Il sindaco poi suonerà al citofono del vicino.

Tuttavia, al primo invito, pare non potrà proprio sottrarsi: è quello della figlia che gli ha inviato direttamente un messaggio.

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