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Ospedale di Canosa
assalto alla farmacia

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di GIANPAOLO BALSAMO

CANOSA - Ottantamila euro: tanto valevano i farmaci che, nei giorni scorsi (ma la notizia, stranamente, è trapelata soltanto ieri) sono stati rubati dalla farmacia dell’ospedale «Caduti in Guerra» di Canosa. Ad agire è stata una banda di professionisti: abili ad introdursi nel nosocomio sprovvisto di vigilanza e di un impianto di videosorveglianza, capaci di non dare nell’occhio, risoluti a tal punto da rubare i medicinali che cercavano e ad allontanarsi indisturbati. Di certo il manipolo di malviventi che nei giorni scorsi si è introdotto nella farmacia ospedaliera, si è mosso sulla base di un piano preparato nei minimi particolari, dimostrando di conoscere bene il locale nel quale si sono mossi.

I ladri sono entrati in azione probabilmente durante la notte, sicuramente quando la farmacia era chiusa. Forse, dopo essersi introdotti all’interno del nosocomio (in attesa di riconversione secondo le nuove direttive del Piano regionale di riordino ospedaliero), i «predoni» hanno atteso che la farmacia chiudesse per entrare in azione. È stato un gioco da ragazzi intrufolarsi nel locale dopo aver forzato la serratura di una semplice porta d’ingresso. Una volta all’interno, il furto è stato «chirurgico».
A colpo sicuro, infatti, hanno arraffato farmaci antitumorali (soprattutto), biologici, immunosoppressori, che costano migliaia di euro per flacone ma che in Italia, di fatto, non hanno mercato. Sono infatti inseriti in fascia H, quella riservata alle farmacie ospedaliere.
Poi, con la preziosa refurtiva, i ladri sono usciti dall’ospedale come se nulla fosse accaduto e senza destare il minimo sospetto.

Il fenomeno dei furti di medicinali non è nuovo a Canosa e nel Nord Barese. Già in passato, infatti, analoghi furti sono stati compiuti sempre nella farmacia ospedaliera e ai danni di autotrasportatori: nel 2014, per esempio, una rapina fu sventata sull'autostrada A14 nei pressi di Canosa. In quella circostanza fu arrestato un cerignolano. Lo scorso anno, invece, due persone finirono in carcere e cinque ai domiciliari nell’ambito dell’operazione «Pharmaphax» dei carabinieri di Lamezia Terme e del Nas. Uno degli arrestati, guarda caso, fu trovato in possesso di alcuni farmaci frutto di un’altra rapina effettuata proprio a Canosa di Puglia.

Il sospetto è che i medicinali trafugati nell’ospedale canosino possano essere destinati ai Paesi con un sistema sanitario più carente come quello dell’est Europa o da difficoltà ad accedere ai canali legali come in Grecia. Non bisogna escludere, poi, che i farmaci rubati, «ripuliti» tramite società fittizie all’estero, spesso rientrano nel mercato legale parallelo per essere esportati in paesi dove è possibile avere margini di profitto più alti, come il Nord Europa. Tutta la refurtiva, in ogni caso, è bene evidenziare, pesa sulle spalle dei contribuenti italiani.

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