Martedì 17 Settembre 2019 | 10:16

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Il ministro sulla gara contesa

Statale 275, si rifarà l'appalto
Delrio: commissario? Se serve

Scontro treni, prossima settimana incontro sulla sicurezza. Sud-Est: vicine al salvataggio

statale 275

BARI - Il raddoppio della statale 275 si farà, ma l’Anas dovrà «ri-bandire» l’appalto: «Se i tempi saranno troppo lunghi, potremo anche pensare al commissariamento». Lo ha detto ieri Graziano Delrio, a margine dell’assemblea dell’Anci svolta a Bari: «L’Anas - ha spiegato il ministro delle Infrastrutture - si sta orientando in base alle indicazioni dell’Anac. Un nuovo appalto? Credo proprio che finirà così».
I tempi per il raddoppio della Maglie-Leuca, dunque, saranno lunghi. L’Anas aveva già escluso che i cantieri possano aprire entro il 2016, anche perché il procedimento di annullamento dell’aggiudicazione cassata dal Consiglio di Stato è ancora in corso. Poi dovrà esserci un nuovo bando, da affidare - eventualmente - a un commissario.
Prima dell’intervento in assemblea, dove ha elogiato Antonio Decaro («Lo conosco, farà benissimo») ed ha invitato a guardare alla riforma costituzionale come «l’avvio di una stagione non di centralismo ma di autonomia vera», il ministro Delrio ha incontrato in una saletta riservata il sindaco di Ruvo, Pasquale Chieco. Argomento, la situazione della linea ferroviaria tra Andria e Corato, quella dell’incidente che il 12 luglio ha fatto 23 vittime: la chiusura per lavori della Ruvo-Corato e per sequestro della Andria-Corato ha spezzato in due la Bari-Barletta e, ha fatto presente Chieco, insieme ai rallentamenti imposti dalle nuove norme di sicurezza sta spostando i pendolari dal ferro alla gomma, «con pericoli ancora maggiori». Delrio ha però spiegato al primo cittadino ruvese (all’incontro c’era anche il city manager di Bari, Davide Pellegrino) che il ministero segue con attenzione particolare la questione della Ferrotramviaria: la prossima settimana, ha annunciato, ci sarà una riunione a Roma con il ministero e l’Agenzia per la sicurezza ferroviaria proprio allo scopo di fare il punto e verificare le misure messe in atto.
Dei treni della tragedia il ministro ha parlato anche dal palco dell’Anci. «Quando il 12 luglio sono andato sul luogo dell'incidente e ho visto il dolore straziante delle famiglie, tornando a casa avevo la polvere sulle scarpe. L’ho pulita con uno straccio che ho conservato sul comodino, come monito a me stesso sulla necessità di accelerare l'impegno per la messa in sicurezza delle linee secondarie. Non dimentichiamo le famiglie delle vittime, a cui rinnoviamo ogni giorno il nostro cordoglio». Nel nuovo piano industriale di Ferrovie dello Stato Italiane, ha fatto notare il ministro, «ci sono investimenti mirati sul trasporto pubblico locale, perché pensiamo sì all’alta velocità ma soprattutto ai 600 milioni di pendolari: ci interessa la loro quotidianità». Poi, parlando con i giornalisti, ha garantito che il ministero «non sta perdendo tempo» sulla sicurezza: lo dimostrano «i 300 milioni già disponibili per l’installazione dei sistemi elettronici di controllo», e il decreto che ha passato all’Ansf la competenza sulle ex linee concesse accelerando, di fatto, l’adeguamento agli standard di sicurezza già in uso sulla rete nazionale. «Sappiamo bene - ha spiegato - che la sicurezza sta comportando rallentamenti dei treni, ma solo per un periodo temporaneo e per arrivare alla soluzione definitiva».
Il ministro ha poi parlato anche delle Ferrovie Sud-Est, ribadendo quanto aveva già detto due giorni fa alla «Gazzetta»: passeranno a Fsi che ne garantirà la ricapitalizzazione. «Il salvataggio - ha detto - è ormai molto vicino, siamo molto fiduciosi. È stato fatto un grande lavoro, orientato alla massima trasparenza, quando l’azienda è stata commissariata era tecnicamente fallita, oggi il quadro è molto cambiato, quindi speriamo proprio che in tempi brevi si possa tagliare il traguardo». Un messaggio che è stato ripetuto due volte: a chi gli ha chiesto se non si fosse di fronte a un «salvataggio impossibile», il ministro ha infatti risposto «No, anzi: siamo vicini alla soluzione».
Una parentesi anche per rispondere alle polemiche degli ultimi giorni sulla riforma per l’abolizione delle Province: «Abbiamo messo le risorse - ha detto Delrio - soprattutto per dare garanzie occupazionali. Ma la legge ha funzionato e finora sono stati risparmiati due miliardi di euro». Un discorso che il ministro aveva affrontato anche dal palco: «La riforma che porta il mio nome - aveva spiegato alla platea dei sindaci - non è nata nelle segrete stanze ma proprio dal confronto con l’Anci. Quella che si apre per l’Italia è una grande stagione di riforme, tutte legittime. Siamo vicini alla creazione di un Senato delle autonomie con i rappresentanti dei territori». Un riferimento, poi, alla situazione del Mezzogiorno: «Quando un territorio non è ben collegato, quando servono 10 ore per andare da Palermo a Roma, è evidente che ci siano occasioni di crescita. Ma più che nel cemento, la crescita dei territori è nel talento: ci serve più programmazione strategica che parta dal basso. E le città devono essere laboratorio per i talenti, ma anche di convivenza e di civiltà». [m.s.]

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