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Multa? Bastavano 50 euro
per far chiudere un occhio

polizia provinciale

TARANTO - Sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa aggravata due sovrintendenti della Polizia provinciale di Taranto. Si tratta di Antonio Marinelli, 42enne nato a Taranto e residente a San Giorgio Ionico, e Antonio Carrieri di 44 anni anch’egli nato a Taranto, ma residente a Carosino, entrambi arrestati ieri mattina dai Carabinieri della Compagnia di Manduria al termine dell’inchiesta «Easy money» coordinata dal pubblico ministero Maurizio Carbone. Secondo il sostituto procuratore Carbone, che ha chiesto e ottenuto dal gip Patrizia Todisco l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, i due poliziotti inducevano una serie di soggetti colti in difetto durante alcune attività di servizio a a offrire o a promettere denaro o altri tipi di utilità per evitare la sanzione amministrativa o in generale per neutralizzare i possibili effetti del controllo.

L’attività investigativa è stata avviata nel mese di agosto 2013, quando emergeva che i due, durante un controllo alla circolazione stradale, in cambio di una banconota da 50 euro nascosta all’interno della carta di circolazione, avrebbero omesso di multare il conducente di un autocarro sprovvisto della patente necessaria per guidare il mezzo. Le indagini sono poi proseguite con metodi tradizionali attraverso l’esecuzione di servizi di osservazione, controllo e pedinamento, accertamenti documentali e controlli amministrativi in materia di edilizia ed urbanistica, eseguiti anche con la collaborazione della Polizia Municipale di Martina Franca, e intercettazioni telefoniche e ambientali. Tutto questo lavoro ha consentito di documentare ulteriori episodi nei quali secondo l’accusa i due sovrintendenti avrebbero fatto valere gli interessi personali rispetto al dovere che spetta al pubblico ufficiale. I Carabinieri, infatti, hanno notato che il «modus operandi» di Carrieri e Marinelli era consolidato e collaudato.

Durante controlli alla circolazione stradale e verifiche in materia di edilizia, avrebbero posto in essere una serie di omissioni ed abusi nei confronti di utenti della strada o piccoli imprenditori. Da quanto emerso nel corso delle indagini, gli arrestati, durante i controlli alla circolazione stradale, in cambio dell’omessa rilevazione di violazioni al Codice della strada, avrebbero indotto gli utenti sottoposti a controllo a consegnare o promettere loro denaro o beni tra cui carne, pesce, frutti di mare, frutta ed olio, a seconda di quanto era nella materiale disponibilità dei malcapitati. Nei cantieri edili, invece, la posta si alzava: il titolare di un ristorante, ad esempio, avrebbe organizzato gratuitamente il ricevimento per il battesimo della figlia di uno dei due poliziotti in cambio della mancata contestazione dell’abuso edilizio.

Nell’inchiesta, però, sono coinvolti anche altri due due sovrintendenti della Polizia provinciale, accusati di truffa aggravata. Fabio Gentile, tarantino di 33 anni, e Pietro Marzolla, 52enne di Crispiano, secondo l’accusa avrebbero falsamente attestato, sul registro delle presenze giornaliere, la presenza in ufficio quando in realtà erano lontani dal proprio posto di lavoro, senza giustificato motivo, per dedicarsi ad attività personali o, stando a quanto accertato dai Carabinieri della compagnia di Manduria, di puro svago.

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