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In Puglia e Basilicata

masterchef e storia

Piatti lucani nel Rinascimento
Così si mangiava nel 1524

pagina ricettario del 1524 con ricette lucane

Un manoscritto, il cui originale è nella Biblioteca nazionale di Napoli con 83 ricette lucane scritte da un cuoco di corte, Antonio Camuria, al servizio della famiglia Carafa

21 Febbraio 2016

Luigia Ierace

di LUIGIA IERACE

POTENZA - Un manoscritto del 1524, un cuoco di corte, Antonio Camuria, al servizio della famiglia Carafa e 83 ricette che raccontano la tavola del Rinascimento in Basilicata: parte da qui un viaggio nella storia che consente non solo di conoscere le pietanze dell’epoca, i loro ingredienti e come venivano mescolati, ma anche le abitudini alimentari delle famiglie nobili del Cinquecento. Tutti gli elementi necessari per inserire quel manoscritto, forse il più antico ricettario della Basilicata, nell’ambito di Mensale (Mense storiche artistiche lucane), il progetto internazionale avviato nel 2011 dal Cnr-Ibam di Potenza che ha prodotto fino ad oggi 6 volumi, 7 convegni internazionali sull’alimentazione e due di archeologia industriale.

«Mi sono imbattuta nel testo - spiega Antonella Pellettieri, responsabile del progetto - dopo la segnalazione di Maddalena Falabella, dell’Associazione “A castagna ra critica” di Lagonegro. L’opera era stata tradotta ma mai valorizzata. Di qui la decisione di farlo attraverso il progetto Mensale, occupandoci di “Storia dell’alimentazione in Basilicata dall’antichità ad oggi con uno sguardo internazionale alla storia della cultura dell’alimentazione nel Mediterraneo”. Partner la Fondazione ellenica della ricerca con l’Istituto studi storici bizantini».
È nata così «A tavola nel 1524. Masterchef con la storia», una gara organizzata dal Progetto Mensale, dall’Unione Cuochi Potentini, dall’Istituto Alberghiero di Potenza, dal Cidi di Potenza e dall’associazione culturale “A castagna ra critica”.

Si parte dal manoscritto, il cui originale è nella Biblioteca nazionale di Napoli. «L’interesse verso questo testo - spiega Antonella Bellettieri - è molteplice perché non è un insieme di ricette, ma ci sono anche le proporzioni, il modo di preparare i piatti. Tutto questo dà un’idea di cosa veniva coltivato in Basilicata e delle innumerevoli spezie che arrivavano in Basilicata e che permette di capire le dinamiche del commercio e la raffinatezza delle tavole di corte».
Grazie all’aiuto di sponsor per trovare spezie e prodotti e al coinvolgimento dell’Istituto alberghiero è stata organizzata la gara che rientra nell’ambito del progetto per la conoscenza, la valorizzazione del manoscritto, per la riscoperta di prodotti storici, tradizionali e tipici della Basilicata. Sono state selezionate 5 ricette del cuoco Camuria e gli studenti più bravi affiancati da uno chef hanno preparato i piatti, valutati da una giuria di qualità e da una giuria popolare. Nel comitato scientifico e organizzativo oltre alla presidente Bellettieri, Rosalinda Cancro, Daniela de Scisciolo, Maddalena Falabella e Antonio Vaccaro. A presentare l’iniziativa e introdurre i piatti in gara, Marco Ferrazzoli, giornalista scientifico e capo ufficio stampa del Cnr ed Ernesto Di Renzo, antropologo esperto di alimentazione, Università Tor Vergata di Roma.

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