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Gaza, valico ancora chiuso bloccati ormai da tre giorni i due attivisti brindisini

Gaza, valico ancora chiuso bloccati ormai da tre giorni i due attivisti brindisini

Gaza, valico ancora chiuso bloccati ormai da tre giorni i due attivisti brindisini

 
Gaza, valico ancora chiuso bloccati ormai da tre giorni i due attivisti brindisini

Martedì 07 Gennaio 2014, 12:17

03 Febbraio 2016, 04:13

BRINDISI – E' ancora bloccato nella Striscia di Gaza il gruppo di italiani che si trova lì da giovedì scorso, dopo aver atteso cinque giorni in Egitto il via libera, per una missione di solidarietà. L’ultimo aggiornamento lo fornisce uno dei due pugliesi, Domi Sbiroli, sulla sua pagina Facebook con la quale resta in contatto con l’Italia: "La delegazione 'Per non dimenticare... il diritto al ritornò in questi giorni a Gaza per portare aiuti all’ospedale Al Awda e per riaffermare il legittimo diritto a tornare nelle terre di origine da parte dei rifugiati palestinesi è ancora bloccata nella Striscia di Gaza". "Da tre giorni, infatti, il valico di Rafah – è scritto su Fb – non consente alla delegazione di uscire dal territorio palestinese e questo ci impedisce di raggiungere il Cairo per prendere l’aereo che ci deve riportare in Italia. Nonostante le rassicurazioni che ci arrivano dalla nostra ambasciata in Egitto, ad oggi non possiamo con certezza prevedere quando questa situazione si potrà sbloccare".

Insieme a Sbiroli vi sono altre 33 persone, tra cui un altro pugliese, Francesco Lussone anch’egli originario di Fasano (Brindisi). Le notizie confortanti circolano sul web e giungerebbero dall’ambasciata palestinese in Egitto secondo cui il valico di Rafah, al confine tra Egitto e Palestina, potrebbe riaprire tra domani e giovedì. La delegazione di italiani avrebbe dovuto prendere il volo di ritorno per l’Italia dal Cairo domenica scorsa: non vi sono al momento pericoli, e sta proseguendo con gli incontri di solidarietà. A causare il blocco, probabilmente, è la situazione di alta tensione che si vive nei territori. La ragione dello stop, ad ogni modo, non è stata specificata dalle autorità egiziane.
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