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In Puglia e Basilicata

Lo scandalo

«L’ex assessore Ruggeri deve restare ai domiciliari»

«L’ex assessore Ruggeri deve restare ai domiciliari»

Nel mirino il gip di Lecce rigetta l’istanza di scarcerazione

07 Agosto 2022

Linda Cappello

Salvatore «Totò» Ruggeri resta ai domiciliari. Nei giorni scorsi il gip del Tribunale di Lecce, Simona Panzera, ha rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dai legali dell’ex assessore al Welfare della Regione Puglia, ai domiciliari dall’8 luglio scorso con l’accusa di aver scambiato illecitamente favori e assunzioni con regali e prestazioni sessuali.

Gli avvocati Salvatore Corrado e Giuseppe Fornari, dopo aver incassato il «no» del sostituto procuratore Alessandro Prontera alla richiesta di interrogatorio, si erano rivolti al giudice per chiedere la revoca della misura: fra le argomentazioni a sostegno dell’istanza, la circostanza in base alla quale le esigenze cautelari - con particolare riferimento al pericolo di reiterazione del reato - sarebbero cessate, poiché Ruggeri non ricopre più alcuna carica pubblica, essendo stato di recente sospeso come membro del Cda di Acquedotto Pugliese. Ma tanto non è bastato, anche sulla scorta del parere negativo espresso dalla Procura.

Giovedì la difesa ha impugnato la decisione del gip, e ora si attende la fissazione dell’udienza innanzi al Tribunale del Riesame. Secondo quanto emerso, il provvedimento di rigetto si basa sulle considerazioni già espresse nell’ordinanza di custodia cautelare: «I plurimi profili di illiceità delle condotte attribuite fondamentalmente al Ruggeri – si legge – ne disegnano pertanto l’elevato spessore criminale e la connaturata proclività a delinquere, sì da rendere intrinsecamente evidente il concreto pericolo di reiterazione di reati analoghi a quelli per cui si procede». In occasione dell’interrogatorio di garanzia, Ruggeri si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Oltre all’ex assessore sono finiti ai domiciliari anche il sub commissario dei consorzi di bonifica Antonio Ermenegildo Renna, che si è visto revocare l’incarico dalla giunta regionale dopo l’arresto; l’ex consigliere regionale Mario Romano ed il figlio Massimiliano. Sono stati invece revocati, dopo il riesame, gli arresti per l’ex dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Otranto Emanuele Maggiulli, ora sottoposto a divieto di dimora.

Sono numerose le vicende che si intrecciano nell’inchiesta condotta dai militari della Guardia di Finanza di Otranto. Sarebbe stato documentato l’interesse di Ruggeri per facilitare la procedura finalizzata all’esercizio da parte della società «I Giardini di Asclepio» di un centro di procreazione medicalmente assistita, in cambio della promessa di una sua compartecipazione al 30 per cento. C’è poi la vicenda che ha coinvolto l’ormai ex dg della Asl di Lecce Rodolfo Rollo, indagato per concorso in corruzione impropria, e la direttrice dell’ospedale cardinale Panico di Tricase, suor Margherita Bramato, relativa all’acquisto delle prestazioni dialitiche del nosocomio tricasino da parte della Asl.

Poi c’è il filone che riguarda le presunte irregolarità amministrative per i lavori di ripristino dell’arenile del lido Atlantis di Otranto, di proprietà di Ruggeri. Con l’accusa di falso ideologico è sottoposto a divieto di dimora il sindaco Pierpaolo Cariddi - sospeso dalla carica di primo cittadino per effetto della legge Severino. Confermato l’obbligo di dimora per il sindaco di Scorrano ed ex consigliere regionale Mario Pendinelli.

Il Riesame, fino ad ora, ha sostanzialmente confermato il quadro indiziario edificato dall’accusa, confermando quasi tutte le misure irrogate dal gip Panzera. Intanto le indagini sulla sanità leccese vanno avanti: ora nel mirino della procura ci sono consulenze e assunzioni in Sanitaservice.

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