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Matteo Salvini, si aspettava un risultato così negativo in Puglia?
«Quando si risveglia l’entusiasmo di migliaia di persone non sei mai sconfitto. In Puglia poi il risultato della Lega, innimmaginabile fino a pochi anni fa, è stato l’ennesimo passo di una lunga strada che percorreremo fianco a fianco con i cittadini, i pescatori, gli agricoltori e che ci permetterà di crescere sui territori con pazienza e con costanza. Intanto la Lega  entra per la prima volta nel Consiglio regionale pugliese con 4 consiglieri che si faranno valere e apriranno la strada che ci porterà ad avere un presidente leghista in questa Regione. Il tempo è dalla nostra parte».

Dal quartier generale di Fitto, mentre arrivavano i dati della sconfitta, molti accusavano lei e i leghisti pugliesi di scarso impegno a favore del candidato presidente di centrodestra. Cosa risponde?
«Gli elettori hanno sempre ragione e i pugliesi conoscono bene Fitto. La Lega aveva pubblicamente chiesto maggiore discontinuità, ma l’impegno e la nostra serietà non possono essere messi in discussione. Anzi, con un progetto politico più innovativo avremmo preso più voti anche come lista. Ci siamo sacrificati proprio per non rompere la coalizione e dare un segnale di responsabilità».

È innegabile che la candidatura di Fitto a lei non è mai andata a genio. Crede ancora che sia stata una «impuntatura» errata di Fratelli d’Italia?
«Col senno del poi non mi piace dare giudizi. Più che una questione di impuntatura sul nome, penso che l’errore sia stato proporre un ritorno al passato a una Regione che invece ci chiedeva di guardare con più coraggio al futuro. Ed è quello che faremo, con ancora più convinzione, a partire da oggi».


Di fatto, nonostante la bocciatura del candidato scelto e voluto dalla Meloni, Fratelli d’Italia in Puglia ha superato la Lega che ha invece perso tantissimi voti. C’è un problema di classe dirigente locale? Non teme che ci siano troppi «riciclati» della vecchia politica?
«Quello che ho detto ai nostri responsabili pugliesi in privato mi fa piacere ripeterlo anche qui, sulle vostre colonne. «Costanza, lavoro e umiltà»,  ho raccomandato per i prossimi cinque anni. Crescere giorno dopo giorno, senza esaltarsi troppo per le vittorie, né deprimersi per i risultati meno felici, continuare a stare in mezzo alla gente,  aggregare energie nuove,  paese per paese, città per città. Il tempo è dalla nostra parte».

Nel sottobosco della politica pugliese, versante centrosinistra, girano con insistenza voci di accordi tra Michele Emiliano e Luca Zaia. I due, è noto, sono buoni amici. Ora anche «alleati» contro di lei?
«Questa mi mancava, la ringrazio. Se non le dispiace la aggiungerò alla mia collezione di romanzi fantasy, aspettando la puntata in cui sbarcheranno gli alieni. Scherzi a parte, lo dico con rispetto, apprezzo e quasi invidio chi riesce a spingersi cosí lontano con l’immaginazione. A me proprio non riesce questo esercizio, forse perché insieme a Zaia e agli altri governatori del centrodestra siamo troppo impegnati a occuparci di un Paese che rischia di precipitare nella peggior crisi economica e sociale della sua storia, se il Governo non si deciderà a mettere in campo misure davvero coraggiose e straordinarie al più presto».

Il sostanziale «pareggio a sorpresa» alle regionali mette in discussione la sua leadership nel centrodestra?
«La leadership la decidono gli elettori, non Salvini. Sono gli elettori ad aver premiato la Lega come primo partito del Paese. Per rispetto verso di loro, noi continueremo ad assumerci oneri e onori di guidare la coalizione, nel rispetto di tutti e a partire dalla concretezza dei programmi. Il centrodestra governa 15 regioni su 20, la Lega è passata da 40 a 74 consiglieri regionali, abbiamo strappato alla sinistra le Marche dove la Lega è primo partito. La Lega è primo partito anche in Valle d’Aosta e Forza Italia e Fratelli d’Italia non entrano nemmeno in consiglio. Giudichino i lettori».

Mi scusi se insisto. Ma Zaia ha dalla sua numeri bulgari. Non sente il suo fiato sul collo?
«Il risultato di Luca e della sua squadra in Veneto da segretario della Lega mi riempie di orgoglio. Una soddisfazione immensa, tra le più grandi mai sperimentate. Poi non posso certo pretendere che certi cosiddetti analisti rinuncino alle loro trame fantasiose, cercando di seminare discordia e rivalità. Facciano pure, mi permetto solo di segnalare che la Lega non è un cartello elettorale,  non è il prodotto di un software o di un’operazione di palazzo. La Lega è una comunità di donne e uomini che da trent’anni cammina come un solo popolo, capace di rinnovarsi, ripensarsi, accettare le sfide del presente, aprirsi a nuovi territori  aggregando  energie e sensibilità, senza per questo rinunciare a un atomo della nostra identità e della nostra visione di futuro per questo Paese. La passione, l’impegno fianco a fianco, la franchezza collaudata in anni di lavoro comune sono le nostre forti radici che nessun venticello di maldicenza potrà mai impensierire. Aggiugo: in Puglia, se perde Fitto è colpa della Lega mentre in Veneto se Zaia stravince è un problema di Salvini. Curioso».

LA REPLICA DI FITTO: INGENEROSO PUNTARE DITO CONTRO DI ME - «Caro Salvini, da tre giorni in ogni dichiarazione parli di me. Mi verrebbe da dire 'meglio mai che tardi. Mi sembra quantomeno ingeneroso puntare il dito sulla mia persona, invece di fare un’analisi seria ed approfondita di quanto accaduto».

Comincia così il lungo post su facebook pubblicato da Raffaele Fitto, candidato del centrodestra sconfitto alla presidenza della Regione Puglia, a Matteo Salvini, leader della Lega. Parla di «ingiusto fuoco di fila di dichiarazioni da parte tua e dei tuoi» e gli pone una serie di domande chiedendogli come sarebbe andata a finire «se il leader della Lega avesse citato il mio nome almeno una volta durante tutta la campagna elettorale», «se i dirigenti leghisti non avessero per mesi indebolito la mia candidatura senza mai proporre una opzione migliore», «se non avessi dovuto rispondere almeno una volta al giorno alla domanda: 'perchè Salvini non la cita e non la invita mai alle manifestazioni della Lega?'»

Gli ricorda il calo di 16 punti percentuali della Lega in Puglia rispetto a un anno fa, "il doppio di quelli che sarebbero stati sufficienti per vincere», mentre gli altri partiti «hanno tenuti molto bene o sono cresciuti».

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