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Coldiretti: «La Xylella è arrivata nel Tarantino, primi ulivi infetti»

Oggi il ministro Centinaio e il presidente nazionale di Coldiretti Prandini in elicottero per vedere strage ulivi

xylella

Non solo verso nord, la Xylella vira a ovest a pochi chilometri da Matera con i nuovi casi di contagio in provincia di Taranto: sei ulivi infettati a Montemesola e uno a Crispiano. Lo rende noto Coldiretti in occasione del sopralluogo in elicottero che il presidente, Ettore Prandini, e il ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, compiranno stamattina sull'area infetta da Xylella (da Brindisi a Lecce), per verificare dall’alto la strage di ulivi che ha cambiato il paesaggio del Salento. A Lecce Centinaio incontrerà gli agricoltori.
«Dopo anni di errori, incertezze e scaricabarile - dice Prandini - occorre un deciso cambio di passo con l’importante approvazione in Parlamento del Dl emergenze, profondamente modificato rispetto all’impostazione iniziale, per sostenere gli agricoltori colpiti dell’area infetta che vogliono soltanto avere la libertà di espiantare, reimpiantare e non morire di Xylella e burocrazia, anche grazie all’individuazione di varietà resistenti come il Leccino».

ITALIA OLIVICOLA: 75% DI TERRE ABBANDONATE -  «Ho girato in questi giorni le campagne della provincia di Bari e del Salento e, purtroppo, emerge chiaramente un quadro preoccupante: solo 1 terreno su 4 è curato e trattato secondo i principi delle buone pratiche agricole (arature, potature, trinciature ed altro), il 75% dei campi è completamente abbandonato e ciò comporta il rischio elevatissimo di un avanzamento della sputacchina e della xylella con danni incalcolabili per l’olivicoltura».

Così il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, durante il convegno a Bari sul futuro dell’olivicoltura pugliese ed italiana.
«Stiamo perdendo la battaglia, le buone intenzioni annunciate in convegni e tavole rotonde non vengono tramutati in fatti concreti e tutto ciò che la scienza ci dice viene puntualmente inapplicato, ancora oggi - ha ricordato Sicolo -. Invito la Regione ed i Comuni a multare i falsi agricoltori o gli agricoltori lavativi e chiedo anche al governo di valutare la possibilità di iniziare una battaglia Europea per togliere i premi Pac a tutti coloro che non attuano i corretti trattamenti dei terreni». «Le parole non bastano più, dopo i ripetuti moniti dell’Unione Europea e dopo il decreto emergenze con le misure e le risorse previste, che abbiamo ottenuto dopo mesi di battaglia con i gilet arancioni, occorrono solo fatti concreti per provare ad arginare il batterio», ha concluso Sicolo.

Durante l’incontro Onofrio Spagnoletti Zeuli ha annunciato che i Gilet arancioni si costituiranno «in associazione culturale, un laboratorio di idee e di proposte che servirà da stimolo e supporto alle organizzazioni che aderiscono al movimento (tra cui Cia, Confagricoltura, Copagri, Italia Olivicola, Aifo, Unapol) e alla politica per rappresentare al meglio le istanze dell’agricoltura».

UNAPROL: RISCHIO DIFFUSIONE IN TUTTO IL MEZZOGIORNO - Per il presidente di Unaprol, David Granieri, c'è «il rischio che in breve tempo possa essere infettato» dalla xylella «tutto il Mezzogiorno, a partire da Basilicata, Calabria, Campania e Molise» da dove nelle ultime quattro campagne è arrivato il 68% dell’olio italiano.
«Dopo anni di immobilismo e colpevoli ritardi delle istituzioni - dice - serve una duplice strategia che proceda parallelamente: fermare il contagio e sostenere gli agricoltori, stremati dalla burocrazia, nelle operazioni di espianto e reimpianto creando sistemi sostenibili nelle zone infette. In queste aree è necessario imparare a convivere con la malattia, ad esempio attraverso innesti e sovrainnesti con varietà resistenti, come il Leccino». «Per questo Unaprol, insieme a Coldiretti e al Consorzio DOP Terre d’Otranto, ha costituito il Consorzio Innesti per sviluppare e implementare una tecnica, finora adottata sporadicamente dagli esperti, che cerca - conclude Granieri - di salvare gli ulivi infettati dalla Xylella». 

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