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In Puglia e Basilicata

Sanità

Malattie rare, in Puglia farmaci non rimborsabili

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L’altolà del Ministero: siete in piano di rientro. Gli appelli bipartisan

28 Gennaio 2019

Redazione cronaca regionale

BARI - «È necessario che il Ministero della Salute sostenga gli sforzi della Regione per andare incontro alle indifferibili esigenze di cura dei pazienti affetti da malattie rare o fibrosi cistica a cui, da alcuni giorni, non vengono erogati alcuni prodotti farmaceutici a carico del Servizio Sanitario Nazionale». L’appello accorato arriva dal consigliere regionale Enzo Colonna, a seguito dell’allarme lanciato da diversi esponenti politici e dalle associazioni delle famiglie sull'impossibilità per la Regione di coprire i costi dei farmaci, essendo ancora in regime di piano di riordino. I farmaci per le malattie rare, infatti, in quanto classificati «extra Lea» (Livelli Essenziali di Assistenza) non possono essere rimborsati, come ha notificato il Ministero della Salute interpellato sul caso dalla Regione.

Come noto, la Regione sta ultimando l’attuazione del Piano operativo di rientro 2016-2018. Tale piano prevede anche il contenimento della spesa farmaceutica regionale - spiega Colonna - con riferimento sia all'acquisto diretto di medicinali che alla spesa convenzionata, nonché l’incremento di controlli riferiti alla prescrivibilità di prodotti non rimborsabili in regime di Ssn». E così accade che alcuni trattamenti farmacologici utilizzati «off label» (in condizioni differenti da quelle per cui sono stati autorizzati), così come integratori per la cura di patologie rare legate al metabolismo o, ancora, dei farmaci di fascia C in mancanza di alternative terapeutiche classificate in fascia A, risultino non rimborsabili. «Per i pazienti affetti patologie rare questi prodotti vengono prescritti non solo perché efficaci ad alleviare le gravi sintomatologie spesso correlate alla malattia ma, in alcuni casi, anche perché sono insostituibili - sottolinea Colonna - per una migliore qualità della vita». La richiesta del Dipartimento Salute, appunto, era che alcune di queste prestazioni potessero essere a carico del SSN con esclusivo riferimento agli stati patologici più gravi.

Dal Ministero, però, l’altolà: la deroga è consentita solo alle regioni che, trovandosi in condizioni di equilibrio economico- finanziario, non hanno sottoscritto un piano di rientro, come invece ha dovuto fare la Puglia. «Ritengo che l’impostazione rigida del Ministero - dice Colonna - sia legata esclusivamente ad un approccio di tipo ragionieristico. Chiedo pertanto a tutte le forze politiche, in particolare a quelle che attualmente sono al Governo nazionale (Lega e Movimento 5 Stelle), di prendere una posizione decisa in modo supportare l’iniziativa della Puglia».

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