Lunedì 30 Marzo 2026 | 18:21

Contrabbando bionde in Puglia, dopo 25 anni prescritta anche associazione mafiosa

Contrabbando bionde in Puglia, dopo 25 anni prescritta anche associazione mafiosa

Contrabbando bionde in Puglia, dopo 25 anni prescritta anche associazione mafiosa

 
Redazione online

Reporter:

Redazione online

sigarette contrabbando

foto d'archivio

A 18 anni dall’inizio del processo, si chiude con una condanna, 14 assoluzioni, tre proscioglimenti e 32 non doversi procedere per prescrizione dei reati - anche di quello di associazione mafiosa - la vicenda relativa al presunto contrabbando di sigarette

Martedì 22 Gennaio 2019, 20:22

BARI - A 25 anni dai fatti e a 18 anni dall’inizio del processo di primo grado, si chiude con una condanna, 14 assoluzioni, tre proscioglimenti e 32 non doversi procedere per prescrizione dei reati - anche di quello di associazione mafiosa - la vicenda relativa al presunto contrabbando di sigarette dal Montenegro in Puglia.

Nel processo, in cui la Dda di Bari contestava i reati di associazione mafiosa, contrabbando, armi, droga, riciclaggio e rapine, erano imputate 50 persone tra le quali l’imprenditore di Massa Carrara Giancarlo Corbelli, produttore di motoscafi offshore, e numerosi esponenti dei clan mafiosi della Sacra Corona Unita salentina e della Camorra campana.
Il processo è uno degli stralci scaturiti dalle indagini a carico del premier montenegrino Milo Djukanovic (la cui posizione fu archiviata perché godeva dell’immunità diplomatica).
Nei confronti di Corbelli, difeso dall’avvocato Nicola Lerario, i giudici del Tribunale di Bari hanno dichiarato «non doversi procedere per ne bis in idem», in quanto già giudicato e assolto per gli stessi reati. I fatti contestati dalla Dda di Bari risalgono agli anni 1994-1998.

Oltre ad alcune assoluzioni nel merito per reati di armi, droga e riciclaggio, i giudici hanno dichiarato prescritti i reati di mafia e contrabbando per molti esponenti di clan mafiosi, tra i quali il camorrista Ciro Armento e i salentini Salvatore Buccarella, Erminio Cavaliere e Giuseppe Rogoli.
Unica condanna, a 4 anni e sei mesi di reclusione per armi, è stata inflitta nei confronti del pregiudicato Domenico Velluto. Il Tribunale ha ordinato anche la restituzione agli imputati dei beni sequestrati anni fa, auto e somme di denaro, tranne una Ferrari appartenente ad uno degli imputati per mafia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)