Lunedì 16 Settembre 2019 | 12:51

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Il caso

Bari, violentata dal branco nel Cara: cinque arresti dopo denuncia

La vittima, una ragazza nigeriana di 24 anni, era arrivata in Italia nel 2017 dalla Libia: i violentatori sono suoi connazionali. Tra di loro uno è già in carcere per omicidio. Un quinto è ricercato

polizia

BARI - Hanno abusato di una ragazza nigeriana di 24 anni, per questo cinque suoi connazionali sono stati arrestati dalla polizia a Bari: la procura che ha ottenuto dal gip le ordinanze di custorida cautelare li ritiene responsabili, in concorso, di violenza privata e violenza sessuale di gruppo.

Gli arrestati, giovani tra i 21 ed i 37 anni, alcuni dei quali con precedenti di polizia ed in posizione irregolare nel territorio dello Stato (uno di essi, in particolare, già detenuto in carcere per omicidio di un cittadino nigeriano avvenuto l’8 maggio 2017), nei primi giorni del maggio 2017 hanno fatto irruzione all’interno di un modulo  del Centro Accoglienza di Bari-Palese e hanno dapprima bloccato la 24enne, e l’hanno poi costretta, sotto la minaccia di un’arma da taglio, a subire un rapporto sessuale non consenziente. Dopo diversi mesi la ragazza ha preso coraggio e ha denunciato lo stupro alla polizia, raccontando la sua storia: una volta approdata sulle coste italiane agli inizi del 2017, seguendo l’iter delle carovane di migranti attraverso la Libia, era stata minacciata da non meglio indicati connazionali di doversi prostituire per ripagare interamente il debito contratto, una somma pari a circa 20.000 euro. Trascorso qualche giorno, era però riuscita a sfuggire ai suoi sfruttatori ed a raggiungere il Cara di Bari- Palese.

Qui, sin da subito, è stata oggetto di attenzioni sessuali da parte di un suo connazionale, “Egbon”, che l’ha varie volte importunata. La ragazza si è opposta in più occasioni fino a quando, una sera, è stata minacciata di morte dall’uomo, armato di coltello. E' stata poi attorniata dal branco, colpita da tutti ripetutamente con schiaffi e pugni al volto, e trascinata in una stanza. A quel punto Egbon ha consumato il rapporto sessuale con la donna, mentre gli altri impedivano l’accesso alla camera ad estranei, e successivamente ha continuato a picchiarla brutalmente.

Le indagini avviate anche sulla base di altri riscontri su gang nigeriane dedite a furti, rapine, estorsioni ed intimidazioni sia all’interno che all’esterno del centro di accoglienza, hanno permesso di individuare, anche grazie ad alcune fondamentali testimonianze, tutti i responsabili delle gravi violenze attuate sulla vittima acquisendo, così, elementi che hanno consentito alla Procura della Repubblica di Bari di richiedere ed ottenere dal Giudice delle Indagini Preliminari la misura cautelare in carcere. Quattro sono stati arrestati e si trovano nel carcere di Bari, mentre un quinto è ricercato.

GLI INDAGATI NEGANO LE ACCUSE - Hanno negato la violenza sessuale di gruppo i quattro cittadini nigeriani arrestati dalla Polizia di Bari per un presunto episodio di stupro su una connazionale 24enne avvenuto nel marzo (e non maggio) 2017 all’interno del Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Bari.
Dinanzi al gip del Tribunale di Bari, Francesco Agnino, si sono svolti oggi in carcere gli interrogatori di garanzia. Gli indagati, che hanno dichiarato di non conoscersi tra loro, hanno respinto le accuse della Procura, basate sul racconto della vittima. Uno di loro ha spiegato di aver avuto in passato una relazione sentimentale con la 24enne, negando gli abusi.
Stando alle indagini della Polizia, coordinate dalle pm di Bari Simona Filoni e Lidia Giorgio, la violenza sarebbe avvenuta nel marzo 2017, ma le minacce e i tentativi di altri abusi sarebbero proseguiti fino a ottobre. Solo allora la ragazza, che fino a quel momento aveva taciuto anche per paura, «se dici qualcosa alla Polizia - le avrebbero detto - ti succederà qualcosa di brutto», ha deciso di denunciare e attualmente è ospite di una struttura protetta.
Uno degli indagati, ospite di una struttura di accoglienza della provincia di Bari, ha chiesto tramite il suo legale la revoca della misura cautelare e il gip si è riservato di decidere

L'APPELLO DI FDI: «INTERVENGA SALVINI» - «Il ministro Salvini, di concerto con l'amministrazione comunale, si rechi sul posto per verificare le condizioni degli ambienti e degli ospiti. E provveda a potenziare le strutture sociali e i controlli da parte delle forze dell’ordine che vi operano». Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri del Comune di Bari di Fratelli d’Italia, Filippo Melchiorre e Michele Caradonna, e il deputato Marcello Gemmato, in relazione all’episodio di violenza sessuale di gruppo nel Centro richiedenti asilo di Bari. Gli esponenti di FdI annunciano anche la presentazione di «un’interrogazione parlamentare sul caso». «Quanto accaduto nelle recenti ore - sottolineano - non è il primo episodio di violenza che si consuma all’interno del Cara di Bari o che vede protagonisti gli ospiti della struttura. E' sintomo di una gestione socio-culturale fallimentare. Chiederemo a più livelli e per quanto di nostra rispettiva competenza - aggiungono - un intervento a livello socio-culturale per il rispetto della dignità delle persone, per la rieducazione sociale e per il rispetto delle regole basilari di una civile convivenza».
«La violenza sessuale su una donna per mano di più uomini - sottolineano - non è specchio di integrazione ma cela un problema che va risolto, anche per la sicurezza dei cittadini baresi: va ricordato - evidenziano - che gli occupanti del Cara sono gli stessi che condividono con i cittadini le piazze centrali della città e i luoghi principali di aggregazione».
«Avevamo già condiviso queste nostre perplessità - concludono - nell’incontro della settimana scorsa con Sua Eccellenza il Prefetto Marilisa Magno»

LE PAROLE DI SASSO (LEGA)- Sulla presunta violenza di gruppo da parte di nigeriani su una loro connazionale nel Centro richiedenti asilo (Cara) di Bari, intervengono i deputati pugliesi della Lega, Rossano Sasso e Anna Rita Tateo.
«Da anni - sottolinea Sasso - denunciamo gli innumerevoli episodi di violenza commessi all’interno del Cara, dove nonostante abbiano una accoglienza e dei servizi più che dignitosi, gli immigrati che lì sono ospitati si macchiano dei reati più odiosi e violenti: risse, stupri, talvolta omicidi». «Nelle ultime settimane, grazie alle politiche attuate da Matteo Salvini - prosegue - gli sbarchi sono diminuiti notevolmente e di conseguenza numerosi centri di accoglienza straordinaria sono stati chiusi anche in provincia di Bari per mancanza di immigrati». «L'obiettivo - evidenzia - è di ridurre al minimo le presenze anche nel Cara accogliendo solo i veri profughi e, grazie al Decreto Sicurezza, negare qualsiasi riconoscimento ai delinquenti, rispedendoli definitivamente a casa loro». Per Tateo, «ancora una volta una donna è vittima della violenza, violenza di un gruppo di nigeriani che hanno pensato bene di stuprare in gruppo una loro connazionale. Magari alcuni di loro, mentre attendevano il riconoscimento dello status di rifugiato, hanno pure partecipato a qualche assemblea delle femministe o dei centri sociali di Bari. Oggi - rileva - noi paghiamo il prezzo di anni di scellerate politiche di accoglienza nei confronti di chi diceva di fuggire dalla guerra ma la guerra ce l’ha portata a casa nostra». «Passo dopo passo - conclude Tateo - anche a Bari stiamo ponendo rimedio ai danni creati dal Pd, con buona pace di buonisti e sinistri vari che anche questa volta resteranno in silenzio e non diranno una parola nei confronti della povera ragazza vittima di violenza sessuale, solo perché a stuprare sono stati degli immigrati».

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