Lunedì 10 Dicembre 2018 | 12:33

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Inchiesta sulla sanità

Bari, viaggio nel tunnel liste d'attesa
Screening al seno? A settembre 2020
Tempi ed esami: vedi il grafico

Viaggio nei vari cup attraverso telefono e app a caccia di una prenotazione per un esame. Ecco cosa abbiamo scoperto

Liste d’attesa, le mosse della Asl per abbatterle

BARI - Prevenire è meglio che curare. Nel mese dedicato alla campagna contro il tumore al seno il detto ci sta tutto. Parafrasandolo potremmo anche dire che per prenotare (una diagnosi precoce) è meglio prevenire, perché l'alternativa a una visita senologica con ecografia e mammografia fatta privatamente è un tour nel girone infernale della sanità pubblica. Se scegliete il Policlinico di Bari vi tocca aspettare fino al 3 settembre 2020 (tentativo di prenotazione fatto ieri), tranne che per colpi di fortuna da cogliere al volo. Tradotto: attraverso l'app Puglia Salute della Regione una seconda simulazione agli inizi della scorsa settimana, indicava, come data utile più prossima, il 23 aprile del 2019; una terza fatta nel weekend addirittura permetteva di prenotare per domani alle ore 8. Un anticipo è comunque possibile, ci hanno confermato dal Centro unico di prenotazione, per effetto della rinuncia di qualche paziente. Il quadro generale però non cambia.
A Polignano Nella vita ci vuole una buona stella (soprattutto per non ammalarsi). Ma affidarsi alla buona sorte appare davvero eccessivo: basta un nonnulla per vedersi sfilare l'opportunità di andare al Poliambulatorio di Polignano, l'unico presidio dove poter andare (entro sei mesi) al momento del primo tentativo. Al secondo l'applicazione informa: «Siamo spiacenti, al momento non ci sono disponibilità per i filtri di ricerca selezionati (cioè in tutta la Asl Bari). Riprovare la ricerca modificando i filtri». In sostanza, il consiglio è di provare con altre aziende sanitarie locali (Bat o Brindisi, a voler rimanere nelle province limitrofe).

Lo screening all’Oncologico - L'Istituto Tumori Giovanni Paolo II sarà pure dedicato a un santo, ma anche qui fare uno screening immediato avrebbe del miracoloso. Del resto, la priorità assoluta va evidentemente ai malati oncologici. Ci vogliono invece tre mesi per le visite e gli eventuali esami strumentali di chi ha precedenti di cancro in famiglia e dai quattro ai sei per chi ha compiuto 40 anni ed è al primo accesso. Negli altri casi, c'è da aspettare fino a fine 2020, inizi del 2021. E non pensiate che le percentuali di riuscita aumentino notevolmente nei centri privati convenzionati perché «sì, certo possiamo farlo, ma deve chiamarci all'inizio del prossimo mese, abbiamo esaurito il budget che la Regione ci assegna». In conclusione, in caso di indagine programmata i tempi sono come minimo imprevedibili.
dal privato Ci saranno pure le classi di priorità, che indicano i tempi entro i quali devono essere eseguite le prestazioni (urgente: entro 72 ore; breve: entro dieci 10 giorni; differibile: 30 giorni per le visite e 60 per gli accertamenti diagnostici), ma se per ipotesi il medico di base vi ha consigliato di approfondire subito, senza poter ovviamente diagnosticare, e voi magari siete ansiosi, è il caso di sapere che vi resta una possibilità, unica, maledetta e immediata per essere certi di avere un responso in pochi giorni: andare da un privato con una media di 100 euro, due volte il costo massimo del ticket su una ricetta (46,15 euro in Puglia). E se siete esenti il danno è pure doppio...

I tempi delle visite Per comprendere quanto sia in generale complicato per il Servizio sanitario rispettare i tempi previsti è sufficiente dare uno sguardo ai dati di sintesi delle visite e degli esami diagnostici suddivisi per classi di priorità pubblicati sul sito della Regione, scandagliando la tabella che rappresenta la distribuzione percentuale degli appuntamenti entro i tempi massimi per ciascuna prestazione. L'ultima rilevazione disponibile è della settimana 9-13 aprile 2018, ma è indicativa per farsi un quadro della situazione. Guardando il prospetto delle urgenze ci si accorge che fare una visita pneumologica nelle strutture della Asl Bari è davvero complicato. Su un totale di 11 prenotazioni, soltanto due sono state fatte nelle 72 ore prestabilite (il 18,18%) e che i giorni medi di attesa sono stati 32.
TAC e RMN Se poi passiamo agli accertamenti diagnostici, ci sono casi da zero per cento: ad esempio, la Tac con o senza contrasto al torace (tempo di attesa: 31 giorni), oppure la Tac all'addome superiore o inferiore (42 giorni). Va peggio per le risonanze magnetiche: zero per cento per pelvi, prostata e vescica (63 giorni) e soprattutto per la colonna vertebrale (11 prenotazioni senza esito e 64 giorni di attesa). Percentuali basse di riuscita anche per ecodoppler, colonscopia ed esofagogastroduodenoscopia e pure per l'elettrocardiogramma dinamico e la spirometria.
Inutile sottolineare che si migliora per le prestazioni di primo accesso nel breve periodo, cioè massimo dieci giorni: la media complessiva è intorno al 50%, ma per visita pneumologica, Rm al cervello e tronco encefalico, ecodoppler dei vasi periferici, elettrocardiogramma da sforzo e spirometria siamo a poco più del 10% di riuscita e attese che arrivano anche a 110 giorni. Rimandandovi alla tabella per i dati delle differibili (come detto a 30 e 60 giorni), le prestazioni sono pressoché garantite nei periodi imposti solo se programmate (180 giorni di tempo).

«Ex ante vs ex post» - Se vi va poi potreste poi dare un'occhiata in Rete al confronto dei tempi medi di attesa «ex ante vs ex post»: sembra un incontro tra gladiatori della Roma antica, in realtà consente di verificare il tempo medio di attesa prospettato per le prestazioni prenotate (ex ante) e il tempo medio di attesa effettivo per quelle erogate. Sempre considerando soltanto il periodo 9-13 aprile 2018, rispetto alle previsioni accade quasi sempre che visite o esami diagnostici siano poi in realtà forniti in anticipo, ma comunque con tempi molto lunghi (fino anche ai 119 giorni effettivi di attesa, da 183 previsti, per una mammografia o fino ai 121, dai 186 ipotizzati, per una ecografia alla mammella), soprattutto considerando che nel calcolo sono comprese anche le prenotazioni e le erogazioni riferite all'Azienda Policlinico, all'Irccs Giovanni Paolo II, all'Irccs De Bellis di Castellana Grotte e al Miulli di Acquaviva. Ed è proprio il Policlinico, sostanzialmente, dove le attese sono spesso di mesi, e a volte di anni, a rovinare la media. Altrimenti si avrebbero riscontri migliori.
L’esperto - «Confermo - spiega Fabio Galantino, 53 anni, consulente in infortunistica con una vasta esperienza nel condurre le pratiche di invalidità civile e quindi quotidianamente impegnato nelle prenotazioni –. C'è però intanto da dire che il Policlinico, ha un serie di problematiche. Lasciando perdere il discorso relativo all'eventuale disservizio causato dalla possibile tendenza dei medici a dirottare verso l'intramuraria, il Policlinico è pur sempre il polo di riferimento della Puglia, dove si continua a venire anche da Corato o da Ruvo, dove pure ci sono strutture di livello. Inoltre, c'è la priorità dei ricoveri e, soprattutto, al Policlinico sono sotto organico. Se poi ci mettiamo magari qualche apparecchiatura obsoleta o usurata...».
Insomma, se si evita di fare gli schizzinosi accettando (e non pretendendo) strutture e medici disponibili in tutta la provincia c'è la possibilità di ridurre i tempi. «Per una visita - informa Galantino - si va in realtà dai 10 ai 15 giorni, al massimo 20 per chirurgia vascolare. Per una Tac ci vuole in media un mese e mezzo, dalle due settimane per una tomografia assiale computerizzata al bacino ai due mesi e mezzo per una all'encefalo. In quanto alle risonanze magnetiche, si va dai 20 giorni al mese e mezzo. È chiaro che mi riferisco alla possibilità di accettare uno dei presidi disponibili nel territorio, dall'ospedale di Corato, di Ruvo o di Molfetta al poliambulatorio del quartiere o dei Comuni limitrofi. Perché se si decide di andare in un posto specifico e magari dal medico preferito i tempi si possono appunto dilatare, e anche di molto».

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