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«Tutti in piedi», la commedia a Bari
Anterima per i lettori della Gazzetta

«Tutti in piedi», la commedia a BariAnterima per i lettori della Gazzetta

In palo 60 inviti gratuiti validi per due persone: le prenotazioni sul nostro sito

15 Settembre 2018

Livio Costarella

Se le bugie hanno le gambe corte, in qualche caso stanno persino su una sedia a rotelle. Ne sa qualcosa Jocelyn, uomo d’affari di successo, inguaribile seduttore e bugiardo incallito. A interpretarlo, nella nuova commedia francese che promette di far riflettere non poco, è Franck Dubosc, attore, comico e regista francese all’esordio dietro la macchina da presa, con il film Tutti in piedi.

Dubosc, interprete insieme ad Alexandra Lamy, Elsa Zylberstein e Gérard Darmon, è anche autore della sceneggiatura originale del film che arriverà in tutte le sale in Italia da giovedì 27 settembre. Ma per i lettori della Gazzetta del Mezzogiorno ci sarà la possibilità di assistere all’anteprima ad inviti che si terrà martedì 18 settembre, alle 20,30, all’Uci Cinema Showville di Bari (in palio 60 inviti gratuiti, ognuno valido per due persone). Per conquistare l’anteprima, troverete oggi e domani un apposito coupon sul giornale, che vi rimanderà al sito ufficiale della Gazzetta - lagazzettadelmezzogiorno.it -, con il riquadro dedicato al film: basterà seguire le indicazioni per registrarsi ed ottenere un invito per due (fino a esaurimento posti).

La storia del film, come detto, sarà una bella gatta da pelare per Jocelyn. Un giorno, a causa di un malinteso, viene scambiato per disabile dalla vicina di casa della defunta madre, la giovane e sexy Julie. Per conquistarla, Jocelyn decide di approfittare del fraintendimento. L’equivoco, che inizialmente sembra essere solo un gioco divertente, diventa complicato quando Julie gli presenta sua sorella Florence. Lei è davvero costretta su una sedia a rotelle a seguito di un incidente stradale, ma non ha perso la voglia di vivere, abbattendo qualsiasi barriera col suo irresistibile sorriso. È allora che, in bilico sull’esile filo di una insostenibile bugia, Jocelyn inventa una doppia vita: una in piedi e una sulla sedia a rotelle.

Com’è nata l’idea del film in Dubosc? «Un giorno, a causa dell’età e dell’impossibilità di camminare - spiega il regista francese -, mia madre si ritrovò su una sedia a rotelle. La sedia, simbolo di handicap, divenne una soluzione che le permetteva finalmente di riprendere ad uscire. Diceva, però: «Non posso andare al mercatino della chiesa, perché lì ci sono le scale». Fu come una rivelazione. Quello strumento che dapprima era sembrato una benedizione, era improvvisamente diventato un ostacolo. Pensai a tutti quei disabili che ogni giorno si trovano ad affrontare questi problemi. Inoltre, avevo sempre desiderato scrivere una storia d’amore che non si basasse su differenze culturali o sociali, ma fisiche. È una domanda che mi ha sempre affascinato: cosa succederebbe se ci si innamorasse di una persona disabile? La proiezione del futuro, come minimo, si complicherebbe molto. L’amore, alla fine, si dimostrerebbe più forte delle considerazioni razionali? Io credo di si, ed è il motivo per cui ho deciso di fare questo film».

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