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In Puglia e Basilicata

«La nuova sede della Regione Puglia non è a rischio sismico»

«La nuova sede della Regione Puglia non è a rischio sismico»
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
I termini per partecipare all’appalto scadono domani, ma la gara è già cominciata a colpi di carte bollate. Per la nuova sede del Consiglio regionale, la più importante opera pubblica programmata quest'anno in Puglia, si prevede un iter travagliato dopo i dubbi sollevati dall'impresa Pizzarotti di Parma sull'adeguatezza del progetto alle norme antisismiche. «Non esiste alcun problema di questo tipo», replica l'ingegner Domingo Sylos Labini, uno dei progettisti del gruppo che fa capo allo studio Valle di Roma

05 Maggio 2009

BARI - I termini per partecipare all’appalto scadono domani, ma la gara è già cominciata a colpi di carte bollate. Per la nuova sede del Consiglio regionale, la più importante opera pubblica programmata quest’anno in Puglia, si prevede un iter travagliato dopo i dubbi sollevati dall’impresa Pizzarotti di Parma sull’adeguatezza del progetto alle norme antisismiche. «Non esiste alcun problema di questo tipo», replica l’ingegner Domingo Sylos Labini, uno dei progettisti del gruppo che fa capo allo studio Valle di Roma. Che entra nel merito dei rilievi, contenuti in una lettera recapitata dalla Pizzarotti al presidente Vendola. 

«La Regione - dice Sylos Labini - ha già risposto ufficialmente, spiegando che il progetto è perfettamente adeguato alla normativa esistente all’epoca dell’approvazione». Siamo al 29 ottobre del 2007, mentre le «nuove» norme antisismiche (quelle che, sull’onda dei fatti abruzzesi, dovrebbero entrare in vigore dal 30 giugno) sono state emanate il 31 dicembre del 2007. «Nella progettazione - spiega Sylos Labini - è stato applicato un metodo di calcolo diverso rispetto a quello degli stati limite previsto dalla nuova normativa, ma altrettanto valido, e soprattutto con risultati comparabili dal punto di vista della sicurezza. Il progetto così com’è è perfettamente a norma, e soprattutto perfettamente sicuro per cui non c’è alcuna necessità di intervenire per modificarlo. Pizzarotti dice che non è adeguato? Inviterei l’impresa a ripetere i calcoli sul progetto: se dovesse trovare errori possiamo riparlarne». 

L’altro punto lamentato dall’impresa di Parma è la lievitazione dei costi, passati da 39,9 milioni in sede di progetto preliminare agli attuali 59,9: i progettisti, dice Pizzarotti, si sono tenuti bassi per rientrare nei parametri del concorso di progettazione, e poi hanno corretto il tiro in sede di progettazione definitiva. «Falso - replica Sylos Labini -: l’incremento dei costi, circa 19 milioni, è dovuto da un lato alla periodica revisione prevista per legge, dall’altro all’adeguamento alle nuove normative di settore - ad esempio sull’isolamento termico - intervenute in questi anni. In più, la Regione ci ha chiesto ulteriori opere tra cui il nuovo centro sportivo che da solo pesa per 1,2 milioni». 

La gara, come detto, si chiude domani. A ieri mattina non era giunta alcuna offerta, ma le imprese solitamente presentano i plichi di persona a ridosso della scadenza. Al di là della questione tecnica, resta però quella giudiziaria che ha visto la Regione impugnare in appello la sentenza di primo grado che ha assolto i suoi ex funzionari per le presunte irregolarità nel concorso di progettazione vinto da studio Valle. Con una mano, insomma, la Regione riconosce che quel concorso potrebbe essere stato irregolare, con l’altra manda in gara il progetto vincitore. 

È pragmatico il commento di Rocco Palese, capogruppo del Pdl: «La nuova sede - dice - deve rappresentare una priorità assoluta per la Regione. Quindi invitiamo il governo a fare tutte le verifiche del caso per fare in modo che non si blocchi tutto per l’ennesima volta, né oggi né magari all’indomani dell’aggiudicazione». Da Legacoop Puglia, intanto, il presidente regionale Carmelo Rollo dice «no» alle gare al massimo ribasso (come quella per la sede della Regione) perché «spingono l’imprenditore a comprimere i costi del lavoro». 
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
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