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Tragedia in Calabria

Strage del torrente Raganello, tre pugliesi tra le 10 vittime. Ritrovati gli altri tre: mai dispersi

Si tratta di un agente penitenziario di Martina Franca, di una 32enne di Conversano (Ba) e di una ballerina leccese di 27 anni, originaria del Tarantino. Altri tre ventenni pugliesi trovati vivi

Escursionisti travolti da torrente Raganello, due pugliesi tra le vittime

le gole del Raganello

Ci sono anche tre pugliesi tra le vittime travolte ieri dalla piena del torrente Raganello, in Calabria, mentre stavano facendo un'escursione in una gola nella zona del Pollino. Si tratterebbe di Gianfranco Fumarola, 43 anni, originario di Martina Franca (Taranto), di una ragazza di 31 anni, Claudia Giampietro, di Conversano (Bari) e di una giovane leccese, Miryam Mezzolla, classe 1991, ballerina di burlesque e fotomodella originaria della provincia di Taranto (Torricella) e riconosciuta dal padre. La notizia viene confermata da fonti della Prefettura di Taranto. I morti vengono da cinque regioni. 

(la giovane Miryam Mezzolla - foto profilo Fb)

Sono stati invece rintracciati, e sono in buone condizioni, tre giovani pugliesi di 21, 22 e 23 anni, che erano stati inseriti nella lista delle persone disperse dopo la piena del torrente Raganello. In realtà si è trattata di una notizia montata da un utente di Twitter perchè i ragazzi erano da tutt'altra parte molo lontani dalla zona del disastro. I tre si erano accampati in località Valle d’Impisa, una località a monte della zona del disastro e dove i cellulari non hanno campo. A dare notizia del loro ritrovamento è stata un’amica che attraverso Twitter ha informato le forze dell’ordine dicendo «sono vivi».

L'ALLERTA GIALLA - «C'era l’allerta gialla. E ricordo a tutti che con l’allerta gialla ci possono anche essere morti». Lo ha detto il capo Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, parlando con i giornalisti a margine dei lavori del Consiglio comunale di Lacco Ameno (Napoli), della tragedia del torrente Raganello in Calabria. Un evento che, ha ricordato ancora Borrelli, «era in qualche modo prevedibile».

IL CORDOGLIO DI EMILIANO - “Con tristezza infinita apprendiamo che tra le vittime della sciagura del Parco del Pollino ci sono anche tre giovani pugliesi: Gianfranco Fumarola di Cisternino, Myriam Mezzolla di Torricella e Claudia Giampietro di Conversano ma residente a Bari. “Esprimo a nome della Regione Puglia la vicinanza e l’affetto ai familiari di tutte le vittime troppo presto strappate alla vita, ai loro cari, alle loro comunità”. È il messaggio di cordoglio del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

LE TESTIMONIANZE - Le prime testimonianze dei soccorritori sono drammatiche. Una bimba di 8 anni, tra le persone tratte in salvo, è stata trovata vicino a un cadavere. "Era semicosciente ma in evidente stato di choc", ha raccontato il dirigente medico dell'elisoccorso regionale Calabria Pasquale Gagliardi, che l'ha soccorsa. "Siamo stati tra i primi ad arrivare e ci siamo subito occupati delle persone ferite", ha raccontato un altro soccorritore, un medico del 118. "Quello che posso dire è che si è trattato di un episodio di inaudita violenza". "Dai racconti dei sopravvissuti, tutti in forte stato di shock, si è subito delineata la gravità di quanto accaduto", ha aggiunto. La piena "è stata un vero e proprio tsunami", ha detto Giacomo Zanfei, vicepresidente del Soccorso alpino Calabria.

L'INCHIESTA - La Procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d'atti d'ufficio. Secondo una guida del Parco, due gruppi di escursionisti erano 'nel posto sbagliato al momento sbagliato'.

IL RICORDO DEGLI AMICI - «Correva tutti i giorni, indossando sempre le cuffiette. Anche quando l’ho visto l’ultima volta, due giorni fa, sulla strada che collega Cisternino a Fasano. Mi ha salutato da lontano: non si fermava mai, era un treno quando correva. Era un grande sportivo, amava la natura e tutti gli sport fisici. Dopo questa notizia, manca il fiato». A parlare è Mario Saponaro, amico di Gianfranco Fumarola, il 43enne di Cisternino che è morto nella piena del torrente Raganello in Calabria, mentre era in escursione con due dei suoi tre figli, di 11 e 12 anni. «Non sappiamo ancora la dinamica dell’incidente ma non è escluso abbia fatto scudo col suo corpo per proteggere i suoi figli», ipotizza Saponaro sottolineando che «Gianfranco era molto legato alla famiglia e avrebbe dato la vita per i suoi figli, come e più di qualunque altro papà». Saponaro, maresciallo della Guardia di finanza e assessore alle Attività produttive e al Turismo del Comune di Cisternino, conosce da molti anni Fumarola. «Da quando - racconta - facevamo entrambi i camerieri nelle sale ricevimento. Era un ragazzo che trovava il lato positivo in ogni cosa, un grande lavoratore, ed era molto duro anche con me quando a Cisternino qualcosa non funzionava: mi telefonava e si arrabbiava molto nonostante la grande amicizia». I suoi genitori, entrambi «contadini, sono anziani: suo padre - ricorda Saponaro - ha una ottantina d’anni». Gianfranco, ricorda il suo amico, aveva «comprato una bella casa a Cisternino, che gli è costata tanta fatica: ci metteva sempre l'anima nelle cose che faceva»

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