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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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La struttura ha più di 40 anni

Ponte Morandi in Basilicata: da 5 anni segni di cedimento

Si tratta del viadotto «Carpineto I» di 241 metri sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano e costruito tra il 1971 e il 1974

Ponte Morandi in Basilicata:da 5 anni segni di cedimento

POTENZA - Anche la Basilicata ha un ponte realizzato da Riccardo Morandi, anche quello è stato costruito con la tecnica a stralli e anche quel ponte ha mostrato problemi. Si tratta del viadotto «Carpineto I» sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano e costruito tra il 1971 e il 1974.

Si tratta di un rettilineo di 241,8 metri, con due corsie parallele, separate ed indipendenti, ciascuna di 9 metri e mezzo di larghezza. Una particolarità architettonica per chi viaggia sull’itinerario da Metaponto alla Campania, peccato, però, che la struttura ha iniziato a mostrare segni di cedimento e nel 2013 l’Anas ha commissionato a un team di tre ingegneri guidato dal professor Luigi Della Sala, docente di Costruzione di Ponti all’Università di Basilicata e composto da Rosario Cerone e Angelo Sabatiello un’indagine che lasciò emergere non pochi problemi a cui si sta rimediando con lavori in corso proprio in questi mesi nell’ambito di un programma da 53 milioni di euro di ripristino dei viadotti sull’asse viario.

Nel dettaglio, il team evidenziò come «i difetti di realizzazione unitamente alle condizioni di degrado hanno determinato negli anni anomalie di corrosione a carico dei trefoli che precomprimono le guaine in cemento armato e la conseguente riduzione dello stato tensionale». Le analisi consentirono di notare «uno stato di degrado abbastanza diffuso consistente in distacchi di copriferro delle staffe delle guaine, nonché distacchi lungo i coperchi dei conci prefabbricati che le costituiscono» con «ossidazione superficiale su tutti i trefoli (i fili intrecciati, ndr) indagati, con anomalie più diffuse su alcuni cavi». Sempre sui trefoli sono state evidenziate «deformazioni dovute al ritorno elastico conseguente al taglio di un singolo filo» e «una caduta di tensione pari a circa il 20% rispetto ai valori di progetto».

Per i tre tecnici, che misero a punto il piano di intervento, «lo stato di precompressione residua non era sufficiente ad evitare la fessurazione dello strallo sotto l’applicazione del carico».

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