Sabato 01 Ottobre 2022 | 11:30

In Puglia e Basilicata

resa dei conti post amministrative

Centrodestra, lunedì summit a Bari. Vitali in bilico? Rispondo a Berlusconii

Vitali (Fi): adesione Cassano è motivo di soddisfazione

Vitali (a destra) e Cassano (a sinistra)

Il coordinatore regionale contro tutti. Attacca Cassano e Sisto («Hanno sbagliato») e Marmo («Che vuole?».)

30 Giugno 2018

Leonardo Petrocelli

Il momento del ragionamento collettivo è arrivato. Il tanto sospirato tavolo del centrodestra pugliese avrà infatti luogo lunedì mattina (11.30) a Bari. Un’occasione per ragionare sull’esito, non propriamente esaltante, degli ultimi ballottaggi, ma anche - e forse soprattutto - per ragionare di sfide future, Bari in testa.

Senatore Gino Vitali, coordinatore regionale di Forza Italia, come funzionerà il tavolo?
«Parteciperanno i quattro coordinatori regionali dei partiti del centrodestra (FI, Lega, FdI, NcI, ndr), i segretari provinciali di Bari e il gruppo consiliare barese. Affronteremo innanzitutto il nodo delle comunali del capoluogo di Regione e poi, a segmento ultimato, i coordinatori si soffermeranno per discutere la situazione pugliese».

Gli esponenti del mondo civico conservatore, come Massimo Cassano, non saranno della partita?
«In questa prima fase no. Poi allargheremo».

Iniziamo da Bari. Tempo fa sette consiglieri comunali avevano avanzato la proposta di ragionare con i vertici dei partiti per trovare una soluzione comune o andare a primarie. Quella indicazione è ancora valida?
«Quell’iter ha portato alla riunione di lunedì. Dobbiamo individuare la miglior figura possibile entro settembre e per una ragione molto semplice: nella compilazione delle liste il candidato non è ininfluente. Direi che pesa per il 50%».

Tra le grandi sfide c’è anche Foggia...
«Vero, ma lì siamo agevolati: il sindaco uscente, Franco Landella, è di Forza Italia. Gran parte del lavoro viene meno perché abbiamo un candidato che potrebbe ripresentarsi. Su Bari invece dobbiamo lavorare per evitare che si ripeta quello che è successo nell’ultima tornata: ognuno è andato per conto suo e nessuno ha voluto fare un passo indietro».

Affrontiamo la questione. Cosa è andato storto?
«Qui in Puglia non abbiamo l’effetto Lega. Il Carroccio non è al 30-40%. Il centrodestra tradizionale (FI, FdI, NcI) deve capirlo o vincere diventa difficile».

I casi di Brindisi, Altamura, Noci, Conversano raccontano di una coalizione divisa. Qual è la costante?
«Dobbiamo iniziare a darci una regolata. Purtroppo è venuto meno il rispetto delle regole: se i miei referenti sul paese X non condividono l’indicazione del vertice regionale e formano una civica, mi mettono in difficoltà persino nella compilazione delle liste. Per carità, a volte anche i vertici pensano di poter decidere senza coinvolgere la base. È un mix di responsabilità».

Stringiamo l’inquadratura su Forza Italia. Siete in una fase di stand by?
«Direi di sì. Dal giorno delle politiche c’è stato un momento di sosta pur vessato da polemiche legittime ma ormai speciose».

Di cosa siete in attesa?
«Delle iniziative del presidente Berlusconi, annunciate da settimane. Io ho delle idee, ma il presidente potrebbe avere in mente un altro percorso. Quindi aspettiamo di capire. Al momento stiamo curando l’ordinarissima amministrazione».

Veniamo alle polemiche. Come pacificare la questione delle civiche?
«Quello è un tema tutto barese. Cassano sbaglia nel fare liste contro Forza Italia. Ma, d’altra parte, sbaglia anche Sisto nel non coinvolgere personaggi che nei territori hanno una loro storia e un loro consenso. Non sono per buttare la croce su uno. Direi che c’è un concorso di colpa. Ma   questa cosa deve finire, punto e basta».

Altra accusa, quella del capogruppo regionale Nino Marmo che, in una nota, sostiene: «Ogni richiesta di confronto è stata vissuta come un atto di lesa maestà». È così?
«Io non so cosa voglia Marmo. Forse il nodo è che tutti i componenti del gruppo regionale avevano grandi aspettative alle politiche ma solo uno è stato candidato (Giandiego Gatta, ndr). Lo sapevano, però. Avevo spiegato loro in dettaglio le ragioni di questa scelta».

Sulle obiezioni di merito?
«Anche qui: da un lato si chiede di allargare il partito, dall’altro Marmo rifiuta l’ingresso nel gruppo di un consigliere regionale, Gianni Stea, “autorizzato” dai vertici regionali e nazionali del partito. Non solo si crea un precedente pericoloso ma passa un messaggio sbagliato: non esistono repubbliche autonome».

Lei si sente in discussione?
«Io rispondo al presidente Berlusconi. Il giorno in cui dovesse dirmi che per la Puglia ha un altro progetto, bene. Ho già dimostrato di poter fare il gregario o il panchinaro. Ma se dovesse rinnovarmi la fiducia, chiederò la stessa agibilità politica di sempre».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725