Il pm Alessio Marangelli chiede il rinvio a giudizio di 28 persone accusate di 62 episodi di spaccio di cocaina, hashish e marijuana per la maggior parte a Foggia. Sono coinvolte nel doppio blitz che tra il 15 dicembre 2025 e il successivo 23 gennaio portò all’arresto di 33 tra foggiani e stranieri: 22 in carcere, 11 ai domiciliari. Al momento dei 28 imputati in attesa di giudizio, 8 sono in carcere, 19 ai domiciliari, 1 ha l’obbligo di dimora. L’udienza preliminare si celebrerà il 30 aprile davanti al gup Mario De Simone. Considerato che l’accusa poggia essenzialmente su intercettazioni, molti imputati chiederanno d’essere giudicati con rito abbreviato davanti allo stesso giudice, per ottenere riduzioni di un terzo in caso di condanne.
I 28 imputati Gli imputati sono 10 foggiani, 3 garganici di San Giovanni Rotondo, un cerignolano, un marchigiano di Porto Sant’Elpidio; 1 campano di Grottaminarda; 8 albanesi, di cui 1 residente a Foggia; 2 romeni pure domiciliati nel capoluogo dauno; 1 georgiano sempre domiciliato a Foggia; e 1 moldava. Gli indiziati erano 35, di cui 1 stroncato da un malore mentre era in casa ai domiciliari; 33 gli arresti eseguiti in 2 tornate. A febbraio il pm chiuse le indagini e ne diede avviso a 30 indagati. Rispetto a quell’elenco nella richiesta di rinvio a giudizio sono stati depennati 2 nomi, di un albanese e del capo-mafia Raffaele Tolonese, 67 anni, foggiano, estraneo al giro di droga. È accusato «solo» di violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Orta Nova, in quanto filmato e fotografato in 4 «trasferte» vietate a Foggia. La sua posizione è stata stralciata, per lui giudizio immediato (e non udienza preliminare come erroneamente scritto nell’edizione del 24 marzo ndr) il 7 maggio: Raffaele Tolonese, che finì in carcere il 23 gennaio nel secondo atto del blitz, da qualche giorno ha ottenuto gli arresti domiciliari a Foggia.
I 2 livelli dello spaccio L’accusa distingue due distinti livelli di smercio dello stupefacente. Uno più ampio che avrebbe fatto capo a Shaban Shima, albanese di 37 anni residente a Foggia; l’altro di minor portata che vedeva Leonardo Tolonese (figlio di Raffaele) e il genero Rocco Soldo riforniva a loro volta di cocaina e hashish vari spacciatori.
Il narcotrafficante Per quanto sostengono pm e carabinieri, Shima si sarebbe rifornito da connazionali di 5/10 chili di droga ogni mese, piazzandola a vari grossisti di Foggia, e avendo contatti anche con persone affiliate e/o contigue alla “Società foggiana”. Shima pagava la cocaina 22 euro al grammo, la rivendeva a 30/50 euro. La droga arrivata in città veniva scaricata in una autodemolizione; custodita in vari box; consegnata a casa degli acquirenti. Di questo livello più ampio di spaccio rispondono 20 imputati accusati a vario titolo di 39 episodi di spaccio (a 14 persone si contesta l’aggravante dell’ingente quantitativo) per fatti avvenuti nel 2024/2025 principalmente a Foggia. Ma ci sono cessioni avvenute anche a San Giovanni Rotondo, Cerignola, in provincia di Parma dove avrebbe agito una cellula albanese, Firenze, Cesena, Como, Modena, Bologna, La Spezia, Verona, Montecatini. «Hai capito che siamo circondati? Gli albanesi, gli amici nostri, si sono rubati Foggia»; nell’interpretazione dell’accusa questo colloquio intercettato tra 2 spacciatori foggiani dà il senso del volume d’affari gestito da Shima, che fu arrestato in flagranza nel corso delle indagini il 5 marzo 2025 per possesso di 2 chili di cocaina e 500 grammi di hashish: l’ordinanza cautelare gli fu notificata in cella il 15 dicembre nel primo atto del blitz. Lo stesso Shima parlando del giro d’affari confidava a un connazionale: “ogni giorno finisco 200/300 grammi”.
I due cognati A un livello più basso rispetto al... collega Shima, con cui pure avevano contatti e incontri in un circolo cittadino, la Procura pone i cognati Leonardo Tolonese e Rocco Soldo che tramite propri canali si approvvigionavano di hashish da Ciro Spinelli (noto alle cronache anche per essere stato uno dei pistoleri che su ordine del boss Roberto Sinesi cercarono di uccidere nell’ottobre 2015 il capo-clan rivale Vito Bruno Lanza); e di cocaina. In questo secondo filone processuale sono coinvolte 8 persone accusate a vario titolo di 23 acquisti/cessioni di droga avvenute in città nel 2024/2025. Tra questi 8 imputati oltre a Leonardo Tolonese, Soldo e Spinelli figurano i 3 fratelli Lucio, Stefano e Mario Mucciarone; nell’ottica accusatoria avrebbero acquistato droga dal duo Tolonese/Soldo per smerciarla a propria volta.
chi sono gli imputati I foggiani Leonardo Tolonese (39); il genero Rocco Soldo (46); Mimmo Falco (42); Ciro Spinelli (40); Nicola Lepore (62); Marzio Padalino (49); Paolo Padalino (58); Lucio Mucciarone (56); i fratelli Mario (61) e Stefano Mucciarone (55); il cerignolano Savino Defazio (40); Vincenzo Gemma (59), di San Giovanni Rotondo; i compaesani Massimo Soccio (40) e Giuseppe Siena (37); gli albanesi Shaban Shima (37), residente a Foggia; Endrian Celhema (24); Adelina Kajashi (32); Gerald Koxha (27); Marius Muhja (28); Ronaldo Stermilla (22); Shyqyri Xhavari (23); Besi Kasa (49); i romeni Roxana Mihaela Ionascu (38), Andrei Florin Serban (36) entrambi residenti a Foggia; Shorena Jatchvliani (40), georgiana residente a Foggia; Marcela Vasilica (35), moldava residente a Parma; Samuele Serafini (49), Sant’Elpidio; Michele Bozza (50), Grottaminarda.
















