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In Puglia e Basilicata

La lettera

Pietramontecorvino, beagle di un turista si spaventa per i botti e scappa: ritrovato dai cittadini

Pietramontecorvino, beagle di un turista si spaventa per i botti e scappa: ritrovato dai cittadini

Un lettore, che ha trascorso le ferie in Puglia, racconta questa storia di grande solidarietà: l'intero paese si è mosso per ritrovare Oliver, un tenero cagnolino di neanche due anni che era scappato terrorizzato dai fuochi d'artificio

14 Settembre 2022

Redazione online

Pubblichiamo le parole di un lettore che ha voluto raccontare la sua vicenda accaduta quest'estate:

Pregiatissimo Signor Sindaco, formo la presente con l'intento, Suo prezioso tramite, di estendere ai cittadini del Comune di Pietramontecorvino il mio più vivo e sentito ringraziamento per i fatti che, sinteticamente, vorrei illustrare. In data 18 agosto scorso per occasione delle ferie estive ho, unitamente al mio amatissimo cane Oliver di razza beagle e di nemmeno due anni di età, alloggiato presso la splendida Masseria Piana Cirnino, avendo, preventivamente, individuato Pietramontecorvino quale seconda tappa (la prima è stata Urbisaglia) per il lungo viaggio che dovevo compiere per giungere alla destinazione finale a Galatina (Lecce).

Detta scelta è nata un po' per caso ed un po' per la volontà di scoprire borghi italiani spesso poco valorizzati e conosciuti dal turismo nonché al fine di rendere più agevole il primo - lungo - spostamento per l'amato compagno di viaggio.

Giunto a destinazione, su suggerimento della proprietaria della citata Masseria, ho deciso di recarmi per cenare presso la trattoria/pizzeria Peccati di Gola sempre portando con me il mio amato Oliver. Orbene, a mia insaputa, alle ore 20, proprio vicino al predetto luogo, sono scoppiati i fuochi d'artificio per la festa patronale di cui, ovviamente, non ne ero a conoscenza tanto che il mio cane con la propria lunghina/guinzaglio attaccata ha ribaltato il tavolo, fuggendo, terrorizzato, all'impazzata in direzione opposta ai fuochi e quindi per le vie del paese.

Benché ho provato a riconcorrerlo e nonostante la presenza delle molteplici persone presenti in strada era un fulmine per tutti e ricevevo indicazioni sulla direzione della fuga. La disperazione mi assaliva e prendeva in me il sopravvento e, non trovandolo, ho informato una marea di persone ivi presenti e financo le forze dell'ordine presenti in loco in occasione della giornata che era festosa per il paese e per me si stava trasformando in un vero dramma.

Confuso, stanco e disperato, ho avuto modo di conoscere delle persone eccezionali che, comprendendo il mio dramma, si affrettavano a darmi, oltre che conforto, un aiuto concreto (diffondendo la notizia nei canali social o con il passa parola ed, in alcuni - oserei dire commoventi - casi, si univano alla ricerca con me o in modo autonomo): meritano un cenno speciale Michele Tedesco e sua moglie Rosa, i suoi fratelli, Vincenzo Ciarlo, Giovanni Turso e tanti altri di cui, ahimè, non ricordo le generalità preso dalla concitazione del momento. Ho vagato sino alle 4 della mattina, decidendo di sospendere le ricerche che ho proseguito un paio d'ore dopo all'alba. Intorno alle ore 9 del mattino, ormai sopraffatto dallo sconforto e dalla triste desolazione di aver smarrito per sempre il mio amato compagno, ricevo la telefonata di Giovanni Turso che, con felicità e gioia che ridondavano dalla sue parole, mi comunicava che Oliver era stato trovato e di recarmi nel corso principale.

Di lì a poco, la signora Elvira accompahnava nella propria auto Oliver che benché disorientato, spaventato ed assetato, abbracciavo in un turbine di felicità, commozione ed incredulità.

Accompagnavo, quindi, Oliver presso la masseria ove alloggiavo, gli prestavo la prima assistenza e mi recavo nuovamente (in uno alla mia compagna Francesca ed alla di Lei figlia Alice che, frattanto, ci raggiungevano da Foggia in taxi) presso Pietramontecorvino a rendere i saluti ad una moltitudine di persone che mi avevano aiutato con partecipazione ed affetto, prima di ripartire per Galatina.

***

Questa mia esperienza a lieto fine vuole significare che esistono ancora quelle Comunità di persone che mosse da sincero spirito di solidarietà sono disposte ad aiutare un viandante sconosciuto nonché, per quanto valga, voglio sottolineare che tale spirito solidaristico, spesso e purtroppo, qui nella parte del Paese considerata produttiva ed avanzata, sta scemando verso egoismi ed attenzione sol a se stessi. Il mio più vivo ringraziamento ai petraioli tutti che mi hanno parimenti trasmesso la magia della loro comunità.

Stefano Allievi

Cantù (Como)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti all'articolo

  • leonardo 7000

    16 Settembre 2022 - 16:05

    gli animali non tollerano i botti dei fuochi d'artificio

    Rispondi

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