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Da Foggia alla Basilicata: il Sud che vuole volare

Da Foggia alla Basilicata: il Sud che vuole volare

Dopo l'appello di Francis Ford Coppola: senza l'aeroporto la Lucania non decolla. E a Foggia il Gino Lisa pronto a ripartire

18 Maggio 2022

Massimo Brancati - Massimo Levantaci

Senza un aeroporto la Basilicata non decolla (di Massimo Brancati)

BASILICATA - Chissà, magari ha intenzione di scrivere un film sul mito di Icaro. «Volare», racconta chi lo ha incontrato nelle sue incursioni lucane, è il verbo italiano che ha imparato da subito a pronunciare. Sarà anche per «quel blu dipinto di blu» che riecheggia ancora oggi in America come nel resto del mondo, ma Francis Ford Coppola, premio Oscar originario di Bernalda (Matera), ha proprio il «pallino» del volo. Soprattutto quando parla della «sua» Basilicata, così bella, affascinante, misteriosa e difficile da raggiungere. Lo sa bene. Lui che per tornare nel paese di nonno Agostino fa scalo con il suo jet privato a Grottaglie per poi inerpicarsi sulle strade tormentate e tortuose della terra di Sinisgalli e Scotellaro fino a raggiungere il Resort di famiglia aperto a Palazzo Margherita, antica dimora di Bernalda, suo «buen retiro» a cinque stelle.
Il regista de «Il Padrino» ha colto subito l’occasione per rispolverare la questione della mancanza di un aeroporto in Basilicata, rispondendo alla lettera che il governatore Vito Bardi gli ha inviato annunciandogli l’intenzione di voler allestire nel castello di Bernalda una mostra in occasione dei 50 anni dall’uscita del suo film più famoso, vincitore di tre premi Oscar. Il presidente lucano lo ritiene «il primo tassello di uno spazio dedicato all’avventura umana e artistica dei Coppola». Un museo, in altre parole, della famiglia che ha dato i natali non solo a Francis ma anche ad Anton, famoso direttore d’orchestra scomparso a marzo 2020 all’età di 102 anni. Il regista si è detto entusiasta dell’idea, ma ha posto l’accento sul completamento dell’aviosuperficie di Pisticci, la pista «Mattei», opera che ritiene prioritaria per garantire un flusso di visitatori al museo che si intende allestire. Della serie: va bene portare qui, in terra lucana, i cimeli e i ricordi della famiglia, ma chi oggi verrebbe da oltre Oceano per vederli sapendo di doversi sobbarcare un viaggio interminabile? L’aereo accorcia le distanze, semplifica la vita. Ed è un alleato del business, convinzione granitica in Coppola, geniale tanto nella regia quanto negli affari. Al suo Resort di Bernalda hanno messo piede tanti amici Vip, dalla figlia di Mick Jagger, Jade, a Justin Timberlake, ma il flusso sarebbe certamente maggiore se ci fosse uno scalo aeroportuale dove far atterrare i jet super comfort di attori, registi e artisti da Los Angeles e dintorni.

Coppola non torna a Bernalda da ormai tre anni. Ha sempre sperato che Pisticci potesse essere la soluzione, ma - è proprio il caso di dirlo - l’impianto non è mai decollato. Anzi, oggi è imbrigliato nelle pratiche del consorzio industriale di Matera senza avere un orizzonte ben preciso. Resta nel limbo in attesa dell’eterna promessa di un ampliamento e di un progetto di connessione con l’embrione di pista esistente a Grumento Nova e all’aviosuperficie privata, intitolata a Falcone, di Gaudiano di Lavello. L’idea - appena sussurrata dalla Regione Basilicata - è quella di creare un triangolo «volante» tra Metapontino, Vulture e Val d’Agri, smarcandosi dall’investimento milionario e infruttuoso che la stessa Regione, negli anni scorsi, ha destinato all’aeroporto di Pontecagnano (Salerno).
Coppola riaccende il dibattito sulla voglia di volare dei lucani. E rinvigorisce il dilemma primordiale: nell'era della globalizzazione si può stare sui mercati e giocarsi la partita per lo sviluppo economico e turistico di un territorio prescindendo dai collegamenti aerei? Le soluzioni che dividono idealmente la Basilicata in due (l'aeroporto di Bari al servizio degli abitanti di Matera e dintorni, quello di Napoli punto di riferimento di Potenza) non possono ritenersi esaustive. Un aeroporto porta con sé un marchio e «vende» un territorio. Gli aeroporti pugliesi hanno molto sostenuto la crescita della loro realtà regionale, così come quelli campani hanno potenziato, ad esempio, il turismo sulla costiera amalfitana, nel Cilento, spingendosi fin verso Maratea e lambendo qualche altro territorio del Potentino. Ma in questo discorso resta tagliata fuori l'area a Sud di Matera, con tutto il Metapontino e il litorale jonico, cuore del turismo balneare lucano. Esclusa dai voli come Bernalda, con buona pace di Coppola, regista e businessman.

Il «Gino Lisa» è pronto a volare (di Massimo Levantaci)

FOGGIA - Tempo scaduto, lunedì si sono chiusi i termini per la selezione delle proposte. Il Gino Lisa di Foggia potrebbe riprendere il volo a settembre, ora va individuata la compagnia tra le quattro richieste pervenute. Selezione chiusa e poi riaperta con la formula dell'invito, il mercato non offre granchè dopo due anni di Covid che hanno terremotato il trasporto aereo. Ma la fiducia non è mai venuta meno e del resto non poteva essere altrimenti se pensiamo che in pieno Covid la Regione ha allungato di quattrocento metri la pista dello scalo di viale degli Aviatori.
Adesso però va dato un senso all'investimento con la compagnia, per riattivare uno dei due scali della rete pugliese ancora a terra (con Grottaglie). Ebbene, la scelta sarebbe caduta su una compagnia greca. Aeroporti di Puglia non ancora lo comunica ufficialmente, sarà adesso la commissione tecnica a tirar fuori il nome dopo ulteriori verifiche. Ma le indiscrezioni viaggiano tutte in direzione della Lumiwings, vettore di voli charter fondato nel 2017 da due piloti e con due soli aerei. Proprio il dettaglio sul tipo di aerei sarebbe determinante nella sua individuazione: due i Boeing in flotta, il 737-300 da 139 passeggeri e il 737-700 (149). Ma è il primo aereo a rientrare nei parametri della pista più lunga (1780 metri) dello scalo foggiano, anche se non ancora abbastanza perchè Foggia possa ritenersi libera davvero di volare senza più limiti. Ammesso che ne abbia il traffico, s’intende, verifica che comincerà subito dopo l'estate. Aeroporti di Puglia proverà così a stimolare un mercato rimasto in sonno per ben undici anni (novembre 2011 l’ultimo volo) dopo i collegamenti della compagnia svizzera Darwin Airline. Dunque ecco spuntare il Boeing 737-300, l’elemento cardine del piano. Così nulla da fare per le altre compagnie dagli aerei più piccoli, dai Saab agli Atr: sarebbe stato un passo indietro, come tornare ai tempi in cui si atterrava sui 1400 metri. E costi di esercizio più alti, sia per i passeggeri che per Aeroporti di Puglia che finanzierà lo startup dell’operazione.

Nell’attesa che Adp ufficializzi il vettore, la scelta del volo principale è caduta sul Foggia-Milano Malpensa. Il presidente Antonio Vasile, alla Gazzetta edizione di Capitanata (2 aprile) affermò che non sarebbe stato l’unico collegamento. Ma il bando a quel tempo era stato appena chiuso con due sole compagnie. E di Lumiwings non c’era traccia sui radar di Aeroporti di Puglia. Poi è calato il silenzio sulla selezione, interrotto solo dall’autopromozione compiuta dalla neonata compagnia Aeroitalia: l’amministratore delegato, Gaetano Intrieri (vecchia conoscenza di Adp e degli operatori foggiani) ha detto di essere intenzionato a sviluppare collegamenti dal Gino Lisa. Ma non dispone ancora dell’aereo adatto.
A Foggia però questa volta ci credono davvero in una ripresa significativa dei voli. La società civile è attivamente impegnata affinchè l'ennesimo progetto non naufraghi: il comitato Vola Gino Lisa ha coinvolto in un convegno a Foggia i sindaci di Campobasso, Potenza e Benevento, il Gino Lisa potrà diventare lo scalo di riferimento di quattro province e 2 milioni di potenziali passeggeri. Ora sarà Vola Gino Lisa a promuovere voli e opportunità di «area vasta» direttemente nelle tre province limitrofe. Si punta anche a interconnettere il Gino Lisa con la nuova stazione ferroviaria di Foggia, a 3 chilometri in linea d’area dallo scalo. Rfi vuole che il binario rientri nel piano industriale di Aeroporti di Puglia. Il vicepresidente della Regione, Raffaele Piemontese, assicura: «Aeroporti di Puglia lo farà, lo sviluppo del Gino Lisa interessa tutta la Puglia».

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