Martedì 04 Ottobre 2022 | 21:30

In Puglia e Basilicata

L'emergenza sanitaria

Foggia, terapia con plasma per pazienti Covid 19, al Riuniti al via il protocollo «Tsunami»

A Foggia la cardiochirurgiacolmato un divario storico

Ospedali Riuniti di Foggia

L’ipotesi dello studio è che somministrando il plasma precocemente si possa ridurre la necessità di ventilazione meccanica

12 Novembre 2020

Redazione online

FOGGIA - A fronte delle prime evidenze scientifiche sull’efficacia della terapia con plasma, vi è la possibilità di mettere immediatamente a disposizione del paziente che ne abbia necessità, il plasma raccolto da pazienti guariti. La possibilità di raccogliere il plasma con rapidità ed efficacia, mediante procedura di plasmaferesi, rappresenta in questo momento storico una possibilità terapeutica interessante.

Infatti, l’utilizzo precoce del plasma iperimmune in pazienti in respiro spontaneo e/o non sottoposti a ventilazione meccanica, potrebbe, quindi, avere un ruolo importante nel ridurre il rischio di trasferimento in Terapia Intensiva. Su tali basi scientifiche, grazie alla determinazione del Direttore Generale Dott. Vitangelo Dattoli, il Policlinico Riuniti di Foggia ha deciso con convinzione di aderire al protocollo nazionale “Tsunami”, coordinato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Sono attivamente coinvolti nella sperimentazione tutti i medici che operano in ambito COVID, tra cui lo staff della Prof.ssa Maria Pia Foschino, della Prof.ssa Teresa Santantonio, della Prof.ssa Gilda Cinnella, del Prof. Gaetano Corso e del Prof. Giovanni Stallone. Un ruolo cruciale è svolto dal Centro Trasfusionale, diretto dal Dott. Michele Centra. Responsabile del protocollo sperimentale locale è la Prof.ssa Luigia Trabace.  

L’ipotesi dello studio è che somministrando il plasma precocemente si possa ridurre la necessità di ventilazione meccanica e si possa migliorare la sopravvivenza e la durata della degenza dei malati. Sarà valutata l’efficacia della somministrazione precoce di plasma prelevato da donatori convalescenti da COVID-19 e infuso a pazienti affetti da COVID-19. Lo studio è randomizzato controllato, multicentrico, nazionale, in aperto, no profit.

Dopo uno screening iniziale eseguito dal prof. Corso, i donatori verranno reclutati presso il Centro Trasfusionale che identificherà i candidati da selezionare per verificarne l’idoneità alla donazione, con particolare riferimento alla donazione in aferesi. Tutte le procedure verranno effettuate adottando il “Protocollo operativo per la selezione dei pazienti-donatori convalescenti con diagnosi virologicamente documentata di COVID-19, per la qualificazione biologica del plasma da aferesi eventualmente prodotto nonché per le successive correlate procedure di riduzione dei patogeni e di stoccaggio controllato”, redatto dal Centro Nazionale Sangue.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725