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Il 9 marzo scorso fu il giorno della rivolta nel penitenziario dauno con diverse decine di detenuti in fuga. Dei latitanti, è Cristoforo Aghilar di Orta Nova il più pericoloso

Foggia, fuga da film dal carcere: 80 evadono, 34 ancora ricercati. Caccia all'uomo in Molise .

FOGGIA - Sono ancora 3 gli uomini in fuga dopo l’evasione di massa di lunedì 9 marzo di 72 degli oltre 600 detenuti de carcere di Foggia.

Il ricercato principale è Cristoforo Aghilar, classe ‘83 di Orta Nova, in cella dal 29 ottobre e in attesa di giudizio per l’omicidio aggravato di Filomena Bruno. Fu uccisa a coltellate in casa il 28 ottobre 2019 a Orta Nova: era la madre dell’ex compagna del latitante. All’epoca del delitto Aghilar era già ricercato dal 29 settembre 2019 per essere evaso dai domiciliari, cui si trovava dal maggio precedente, perché accusato di un tentato assalto ad un bancomat in provincia di Chieti. Peraltro 48 ore prima dell’omicidio, il pomeriggio del 26 ottobre, il presunto assassino avrebbe fatto irruzione in un bar di Orta Nova, minacciando con la pistola la Bruno per sapere dove fosse la figlia che lo aveva lasciato. Aghilar venne catturato a Carapelle il pomeriggio del 29 ottobre scorso, 24 ore dopo l’omicidio, e trasferito in carcere a Foggia. Ha confessato l’omicidio della Bruno, sostenendo però d’aver agito in un momento di rabbia e confusione dopo essersi recato nell’abitazione della vittima sua vicina di casa, soltanto - dice lui, la Procura non gli crede tanto da contestargli la premeditazione - per chiederle di metterlo in contatto con la figlia, dalla quale voleva sapere perché lo a avesse lasciato dopo la fuga insieme in Germania in occasione dell’evasione dai domiciliari di fine settembre.

L’altro ricercato è Francesco Scirpoli, classe ‘82 di Mattinata, più volte arrestato negli anni e ritenuto legato a un clan garganico anche se mai accusato in tal senso, in cella ci tornò il 25 gennaio 2019 su ordinanza del gip di MIlano che dispose l’arresto di 7 persone tra Gargano, basso Tavoliere e nord Barese per un assalto a due portavalori che trasportavano gioielli per 4 milioni di euro, avvenuto a Bollate nell’ottobre 2016. Processo in corso davanti al gup di Milano, prossima udienza a fine mese: Scirpoli si dice innocente.

Il terzo evaso ancora in fuga è Angelo Bonsanto, classe ‘89, nato a San Severo e residente a Lesina, che era detenuto a Foggia per scontare una vecchia condanna a 2 anni e 8 mesi per una rapina commessa da minorenne. Bonsanto fu arrestato dai carabinieri per armi e ricettazioni l’11 agosto 2017 dai carabinieri che fecero irruzione in un garage di Torremaggiore bloccando 4 foggiani, sequestrando tre pistole, un’auto e uno scooter rubati: i carabinieri dissero in conferenza stampa che i 4 arrestati stavano per entrare in azione per uccidere una persona (il che non è mai stato oggetto di contestazione). Il processo di primo grado per armi e ricettazione si è concluso il 12 ottobre del 2018 davanti al gup di Bari con 4 condanne: 4 anni inflitti a Bonsanto (processo d’appello in corso) che per questo procedimento è virtualmente libero dallo scorso autunno. Come è «virtualmente» libero per un’ulteriore accusa di possesso illegale di pistole per la quale gli fu notifcata in cella un’ordinanza cautelare il 26 novembre del 2017 con condanna a 4 anni; e per quella di spaccio di droga, per la quale fu arrestato il 27 luglio 2018 con condanna in primo grado a 5 anni.

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