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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Foggia, per Emiliano: «il Policlinico sarà primo ospedale in Puglia»

La scommessa del Governatore «Qui verranno a curarsi in charter»

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FOGGIA - «A Foggia arriveranno con i charter per curarsi», il presidente della Regione, Michele Emiliano, in poche parole mette le mani su due eterne incompiute, aeroporto e sanità, luogo comune preferito nelle rivendicazioni non sempre condivisibili dei foggiani: il Gino Lisa che non vola è sempre là che attende i lavori per l’allungamento della pista, mentre sull’assistenza sanitaria parlano i circa 60 milioni di euro l’anno che il sistema pugliese riversa nelle casse delle regioni del Centro-Nord per i pazienti che alimentano la mobilità passiva. I viaggi della speranza sono ancora il tallone d’Achille della nostra sanità, ma anche il punto d’onore dal quale la sanità di Emiliano è ripartita in Puglia: «In tre anni e mezzo - ha detto ieri il governatore a Foggia - siamo quasi usciti dal piano operativo (blocco di assunzioni e investimenti: ndr) e sui Lea (livelli essenziali di assistenza: ndr) i nostri ospedali sono ai vertici nazionali». Una sfida tuttavia non ancora vinta, anzi si prospettano nuovi ostacoli: «Il 13 (domani: ndr) andremo al ministero per discutere la ripartizione del fondo sanitario regionale: il calcolo vogliono farlo sulla mobilità passiva, a queste condizioni il riequilibrio tra le regioni non ci sarà mai. Noi chiediamo invece cinque anni per rimettere le cose a posto, siamo già sulla buona strada. Ma continuare a erogare più soldi a chi già ne ha di più non sarebbe giusto». La sanità foggiana per Emiliano ha tutte le condizioni per diventare «la migliore di Puglia». «La posizione geografica è senza dubbio la migliore - sottolinea il governatore - lo sapevano anche gli Alleati durante l’ultima guerra che infatti presero questa provincia a bersaglio per i loro bombardamenti. Il policlinico di Foggia può diventare punto di riferimento non soltanto per la popolazione foggiana, ma per l’intero circondario e anche dalle regioni limitrofe». Perciò il riferimento all’aeroporto non è un caso nelle parole di Emiliano, ma anche qui una precisazione: «Voglio ricordare a chi continua ad accusare di immobilismo la Regione che la pratica è nelle mani dello Stupefatto ministro Toninelli (da novembre: ndr), stiamo aspettando anche noi i tempi del ministero delle Infrastrutture e Trasporti». La partita si gioca sulla sostenibilità delle Regioni, la sanità è un campo minato in vista dei futuri assetti e per la Puglia più che mai diventa questione strategica. Emiliano assicura che la sfida è già in essere, i primi segnali sono ben visibili: «Stiamo diventando minacciosi per gli altri, ora ci stiamo riprendendo anche i nostri medici che un tempo andavano a studiare e poi rimanevano altrove: a Bari abbiamo appena ultimato dieci concorsi. E con i medici in più possiamo abbattere le liste d’attesa, altrimenti senza personale come facciamo?».

La questione è economica, va a finire sul piano inclinato dell’autonomia richiesta da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna: «In questi anni ci hanno portato via tante cose - aggiunge Emiliano - se la Puglia raggiunge il pareggio di bilancio sulla mobilità passiva significa che avrà tolto risorse importanti ad altre regioni. Abbiamo 800 milioni e 15mila addetti in meno dell’Emilia Romagna, regione simile alla nostra per estensione territoriale. Sul piano di riordino ospedaliero abbiamo preso sputi dappertutto, ma a parte il fatto che non abbiamo chiuso alcun ospedale voglio ricordare che oggi quelle strutture riconvertite ospitano degenze di cronicità e riabilitazione». È un Emiliano di lotta e di governo, come al solito: nella campagna elettorale è già dentro la contesa quando ricorda di «non avere partiti», prendendo formalmente le distanze dal Pd al 10% di consensi. «I partiti sono dei mezzi per arrivare a fare gli interessi della gente. Ho il sangue agli occhi per questa regione - puntualizza - finchè avrò forza e salute per andare avanti nessuno mi potrà fermare».

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