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FOGGIA - Cenare all’aria aperta da qualche settimana non è più un lusso per molti foggiani. I miasmi dalla lavorazione di stallatico e reflui non invade più le narici di migliaia di cittadini a Foggia come a Lucera, vittime a volte anche di situazioni imbarazzanti. Stesso disagio per tutti quei residenti nei due comuni che a volte in giornate particolarmente ventose non potevano nemmeno aprire le finestre delle proprie abitazioni per non essere invasi dalla puzza. Il pensiero corre ancora (così come correva prima) alla Bio Ecoagrim, l’azienda lucerina di compostaggio che lavora sostanze organiche sprigionando odori che si espandono nell’aria a seconda di come tira il vento. La tregua adesso è dovuta al fatto che l’impianto continua a lavorare senza però importare la matrice fresca e l’umido dei Comuni (Foggia compresa) dopo ordinanza del sindaco di Lucera Antonio Tutolo che revoca il permesso dal 30 giugno all’8 settembre. Ora il pensiero corre già alla prossima, ravvicinata scadenza: quando l’ordinanza sarà scaduta torneremo a respirare aria fetida? Il sindaco di Lucera allarga le braccia, il problema secondo Tutolo si potrebbe risolvere tutto l’anno se passasse il progetto di un impianto anaerobico alla Biecoagrimm in grado di eliminare le emissioni all’aperto. Progetto sostenuto dall’amministrazione lucerina ma ostacolato dalla «forte resistenza - rileva il sindaco - di alcuni partiti e delle associazioni ambientaliste che temono un disastro ambientale ben più grave della puzza che ammorba le serate dei foggiani». Da qui l’appello del primo cittadino: «Su questa vicenda sono stato lasciato solo - così Tutolo alla Gazzetta - mi rendo conto che il divieto estivo alla matrice secca obbliga i comuni che smaltiscono l’umido alla Bioecoagrimm a sostenere costi di smaltimento più alti, però rendiamoci tutti conto che così non si poteva andare avanti. Se solo il sindaco Landella mi aiutasse in questa battaglia - aggiunge Tutolo - io penso che la voce di Foggia avrebbe più forza di quella di un Comune più piccolo come Lucera in questa battaglia. Io ci spero e non demordo».

Una posizione, quella di Tutolo, illustrata nel maggio scorso al dirigente del settore Ambiente della Provincia, Biscotti. «La soluzione definitiva delle criticità - scrive Tutolo - può venire solo dal cambio di tecnologia del trattamento del rifiuto: da aerobico ad anaerobico. In tal caso le emissioni odorigene saranno completamente eliminate con tutto ciò che ne consegue in termini di salubrità nonchè di miglioramento della qualità della vita dell’intera popolazione del circondario». Tutolo nella lettera a Biscotti del maggio scorso ricorda che la «Maia Rigenera (la società cui fa capo oggi l’azienda in località Ripatetta: ndr) ha provveduto il 2 febbraio scorso a protocollare istanza di Aia per l’autorizzazione del nuovo impianto anaerobico in variante a quello esistente. La prego - scrive ancora Tutolo alla Provincia - di avviare in tempi rapidi il procedimento sopra menzionato. Ritengo che solo così facendo si potrà definitivamente porre fine - conclude - all’ormai pluriennale problema degli olezzi che tormentano la comunità».

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