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Chiusa la conferenza, la pista dell'aeroporto si farà

Ora riflettori puntati su Aeroporti di Puglia per il crono-programma dei lavori

Chiusa la conferenza, la pista dell'aeroporto si farà

FOGGIA - La conferenza di servizi «asincrona» ha chiuso i battenti ieri alla mezzanotte, come da programma. Tutti i pareri tecnici (Comune, Soprintendenza, Consorzio di bonifica e altri) erano già stati notificati nelle settimane precedenti e dunque possiamo dire che il Provveditorato regionale alle Opere pubbliche potrà chiudere l’istruttoria rilasciando il via libera alla compatibilità urbanistica della pista del Gino Lisa.

Il prolungamento di quattrocento metri sarà autorizzato ufficialmente nei prossimi giorni con l’emissione del decreto di conformità. Sarà tuttavia solo un atto formale, ma indispensabile per l’apertura del cantiere che dovrebbe avvenire - stando ai “si dice” - subito dopo l’estate. Le fasi che seguiranno metteranno al centro della scena Aeroporti di Puglia, la stazione appaltante, che dovrà stabilire il cronoprogramma per l’inizio delle attività di cantiere e la pianificazione delle attività che occoreranno per arrivare a quel traguardo.

Ma soffermiamoci un attimo sullo storico via libera della Conferenza di servizi. Il Gino Lisa con una pista di 2000 metri è da qualche ora opera di «pubblica utilità», non ci sono più ragioni che ostacolino questo processo di crescita di uno scalo ricco di onori (militari), ma finito in un vicolo cieco negli anni ’70 quando la Camera di commercio dell’epoca decise di convertirlo ai voli civili. La pista troppo corta (1480 metri per l’atterraggio) fu però una scelta miope anche per quei tempi, una scelta che finirà per condizionare l’esistenza stessa dell’aeroporto di Foggia. Ora si dovrebbe imboccare finalmente una strada nuova anche per la crescita della nostra comunità che potrà giovarsi di nuove linee di collegamenti.

Tuttavia i grovigli tecnico-burocratici non finiranno con l’ok alla compatibilità urbanistica della nuova pista. Anzi forse siamo solo all’inizio. Nelle prossime settimane, una volta ottenuto il decreto, Aeroporti di Puglia dovrà affidare i lavori all’impresa foggiana De Bellis, in attesa da 4 anni di cominciare. L’impresa, come da prassi, dovrà anche occuparsi del progetto esecutivo della nuova pista, ma qui potrebbe sorgere un altro ostacolo: ci sono 42 prescrizioni della Via (valutazione di impatto ambientale) da inserire nel progetto e non sarà all’impresa aggiudicataria a doversene occupare. Lo farà Aeroporti di Puglia con la sua struttura tecnica? Il progetto così strutturato dovrà infine essere approvato dall’Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile.

Quanto tempo ci vorrà per fare tutto questo? Prendendo per buone le previsioni dell’aprile scorso del direttore generale di Aeroporti di Puglia, Marco Franchini («spero per l’autunno di vedere uomini e mezzi»), i prossimi 3-4 mesi potrebbero bastare per completare il complesso iter che prevede l’intervento sugli espropri, 11 ettari di aree lato Nord in via Castelluccio dove il progettista ha previsto l’allungamento. In questi mesi bisognerà attivare anche il Sieg, il servizio che autorizza i voli di Stato al Gino Lisa (in virtù della caratterizzazione come scalo della Protezione civile), senza del quale le procedure sarebbero più lunghe e complesse. Oltretutto va ricordato che senza Sieg nè Potezione civile la Regione sarebbe tenuta a impiegare per la pista anche denaro da fonte privata, nella misura del 5%, essendo a quel punto un intervento a mercato (regole Ue sulla Concorrenza). Insomma sul Gino Lisa è stata costruita un’impalcatura di opzioni degna di un trattato di diritto amministrativo.

Ora però bisogna chiudere, la partita è finalmente arrivata alla stretta finale. Poi ne comincerà un’altra, sul ruolo di questo scalo, argomento che oggi non sfiora gli stakeholder della società foggiana. Sarà un’altra partita da giocare, non meno difficile della precedente.

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