Mercoledì 04 Febbraio 2026 | 14:32

Facciamo un po’ i conti su ciò che sta accadendo nell’America di Trump

Facciamo un po’ i conti su ciò che sta accadendo nell’America di Trump

 
GAETANO QUAGLIARIELLO

Reporter:

GAETANO QUAGLIARIELLO

Facciamo un po’ i conti su ciò che sta accadendo nell’America di Trump

Minneapolis può essere la pietra d’inciampo per il Presidente Trump. Quanto è accaduto deve seriamente preoccupare chi ha a cuore l’equilibrio tra libertà personale e sicurezza

Mercoledì 04 Febbraio 2026, 12:21

12:31

Minneapolis può essere la pietra d’inciampo per il Presidente Trump. Quanto è accaduto deve seriamente preoccupare chi ha a cuore l’equilibrio tra libertà personale e sicurezza. Proprio per questo, però, è giunto il momento di fare il punto sull’America evitando di personalizzare oltre il lecito una realtà che ha cause più profonde. E che, per questo, non è affatto scontato che torni nei ranghi pur se, come per incanto, «The Donald» scomparisse dalla scena pubblica.

Vale la pena ricordare che la democrazia americana ha alle spalle due secoli e mezzo di storia. E fin qui può vantare un sistema istituzionale nel quale i poteri sono stati in sostanziale equilibrio; mentre la forza dell’esecutivo, le prerogative degli stati e le autonomie locali hanno convissuto in modo armonico nell’ambito di un’architettura di tipo federale. Questa realtà, da un anno a questa parte, è sottoposta a una costante verifica dei poteri; una sorta di stress test permanente sul funzionamento del sistema di pesi e contrappesi: da un canto un esecutivo che mostra pulsioni autoritarie e poco apprezzamento per le libertà personali, dall’altro una costruzione istituzionale che non merita di essere liquidata con superficialità.

Partiamo dal considerare le proteste popolari contro gli abusi dell’ICE. Sono sacrosante. Ma paragonare l’ICE alla Gestapo, come è accaduto anche in Italia, è semplicemente un abominio. Senza neppure scomodare la storia, basterà considerare cosa sarebbe accaduto a Bruce Springsteen se si fosse presentato in concerto a Mosca con scritto sulla sua chitarra «Arrest the President», come ha fatto a Minneapolis. Va piuttosto riconosciuto che la reazione popolare ha spinto Trump, almeno per ora, a fare un mezzo passo indietro. Il capo della Border Patrol è stato rimosso. Il Presidente ha inviato un nuovo «zar» dell’immigrazione a interloquire con sindaci e governatori che contestano apertamente la Casa Bianca. Al Congresso il partito democratico tiene bloccati i fondi per rifinanziare l’ICE. E a «The Donald» non va meglio sul fronte elettorale: in stati simbolo del trumpismo, come il Texas, i Democratici battono un colpo e vincono le elezioni. Mentre i sondaggi mostrano che tra gli ispanici sta crescendo la percezione che il Presidente stia forzando la mano. Nel frattempo, i giudici federali sono intervenuti contro l’operato dell’agenzia, costringendola a rilasciare alcune persone trattenute illegalmente.

Va anche considerato come Trump si trovi a fare i conti non solo con le piazze ostili ma anche con quelli della sua parte. Il fatto è che il Presidente sembra ormai faticare a mediare tra le diverse anime del suo elettorato. Forze ancor più radicali di lui iniziano a contestarlo. Una consistente parte del mondo MAGA gli chiede di mandare i paracadutisti per stroncare il dissenso nelle città americane. C’è poi chi teorizza l’uso della forza come soluzione politica e liquida gli alleati europei con un laconico fuck you. Di fronte a questo quadro, bisogna guardare la realtà per quel che è, senza lasciarsi andare ad eccessi. Il sistema di check and balance in America è sotto pressione, ma regge ancora. Le prossime elezioni di midterm sono aperte a ogni esito e con esse potrebbe aprirsi una nuova stagione politica: non meno complessa di quella attuale ma nella quale potrebbe risultare importante che il labile filo che permette ancora alle due sponde dell’Atlantico di comunicare non sia stato del tutto reciso.

Le nostre democrazie - quelle della Vecchia Europa - debbono tanto al rapporto transatlantico. Il rischio di non comprendere cosa lì stia accadendo potrebbe portare a gettar via, assieme all’acqua sporca, anche qualcosa di assai prezioso. Nel mondo di oggi, finché possibile, non possiamo permetterlo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)