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Leoncavallo e il suo piano di Potenza: nel ‘72 già si parlava di abbandono

Leoncavallo e il suo piano di Potenza: nel ‘72 già si parlava di abbandono

Si riaccendono i fari sull’appartenenza del vecchio strumento allo storico compositore

13 Agosto 2022

Massimo Brancati

Ma insomma, questo vecchio pianoforte è stato di Ruggiero Leoncavallo oppure è soltanto una leggenda metropolitana? Tre anni fa la «rivelazione» certificata da alcuni documenti dell’epoca in base ai quali Leoncavallo utilizzò lo strumento per lezioni private nei periodi in cui soggiornò a Potenza (nel capoluogo lucano il padre fu pretore nel 1873). Si avanzò l’ipotesi, considerando il periodo di permanenza in città, che avesse composto la sua opera più famosa, «I Pagliacci».

L’opera di recupero del pianoforte, dopo un primo momento di grande entusiasmo, culminato nella sistemazione di una targa per «reclamare» la paternità cittadina del piano suonato dal celebre compositore (nella foto che pubblichiamo a destra), sembra che sulla questione sia calato il silenzio. O meglio, un velo di scetticismo. Pare che alcuni biografi di Leoncavallo abbiano messo in dubbio - non è chiaro con quali argomentazioni - questo accostamento tra il musicista e il pianoforte «custodito» (ma sarebbe meglio dire, dimenticato) nel teatro Stabile del capoluogo lucano. Posizione contestata da Pietro De Angelis, titolare di un B&B nel centro storico di Potenza e «cultore» della potentinità, a cui si deve la nascita del «caso» Leoncavallo in città: affiancato dal gruppo Facebook «Potenza turistica», infatti, De Angelis è riuscito a scovare alcuni documenti, a partire da una lettera del 1912 a firma di Giovanni Pica del Casino lucano che invitava Leoncavallo a tornare a Potenza dove c’era il «suo» pianoforte. Proprio grazie a questa sua scoperta lo strumento è stato recuperato e ristrutturato. Se n’è occupata nel 2019 la pianista e cantante lirica Daniela Grimaldi, originaria del Vallo di Diano, da sempre appassionata delle musiche del compositore. Grimaldi, firmataria di un protocollo d’intesa con il Comune di Potenza, ha fatto tutto a sue spese prima di riportare il piano a Potenza: «Potrebbe diventare il pezzo forte di un museo su Leoncavallo da realizzare nel teatro Stabile. Qui porterei altre cose che ho acquistato e che riguardano il compositore». Una speranza fermata dal Covid e dallo scetticismo che continua ad aleggiare sull’intera vicenda.

Oggi De Angelis torna alla carica avendo trovato in biblioteca un vecchio articolo di giornale del 1972 in cui uno dei padri fondatori del giornalismo lucano, Carlo Rutigliano, scriveva di quel «piano finito in un ripostiglio del teatro Stabile». Nell’articolo si fa espressamente riferimento al fatto che quello strumento fosse suonato da Leoncavallo. Tant’è che Rutigliano si chiedeva come mai, pur avendo avuto questo legame con il famoso compositore, l’allora amministrazione comunale non avesse ancora deciso di recuperare il piano e di valorizzarlo.

In pratica è la stessa domanda di sempre. E oggi come allora c’è chi ritiene che l’accostamento tra Leoncavallo e il pianoforte sia una «forzatura». Per risolvere il rebus definitivamente servirebbe l’imprimatur di qualche storico accreditato, di un biografo, ma le voci sono discordanti. E i precedenti ci dicono che spesso anche gli studiosi sbagliano nelle valutazioni (vi ricordate la burla delle statue di Modigliani?).

Vale la pena, dunque, aggrapparsi agli antichi documenti e a quanto scrisse, cinquant’anni fa, un giornalista serio e qualificato come Rutigliano. Senza arrovellarsi troppo sulla veridicità o meno del rapporto con Leoncavallo che, se ben incanalata sul fronte turistico, potrebbe contribuire ad alimentare l’interesse per il capoluogo. Si potrebbe pensare non solo a un museo ma anche all’organizzazione di altri eventi, dai concerti alle masterclass con artisti di fama internazionale. E, perché no, realizzare un brand tutto potentino legato a Leoncavallo da esplicitare in gadget e anche percorsi enogastronomici. In fondo - vero o non vero - tante altre città italiane hanno costruito le loro fortune valorizzando legami con personaggi storici. Avendo in mano meno della metà delle testimonianze che Potenza può contare sul suo rapporto con Leoncavallo.

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