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Adelfia, dagli alberi morti quattro sculture in città

Adelfia, dagli alberi morti quattro sculture in città

Andrea Gandini, 25enne scultore del legno per professione, romano doc che l’amministrazione comunale chiama, per la seconda volta, per non veder morire tronchi d’albero danneggiati da malattie o altri motivi

06 Luglio 2022

Valentino Sgaramella

ADELFIA - Il legno parla e ha un suo linguaggio. Bisogna avere la sensibilità necessaria per estrarre l’anima dall’interno del materiale ligneo. Lo sa bene Andrea Gandini, 25enne scultore del legno per professione, romano doc che l’amministrazione comunale chiama, per la seconda volta, per non veder morire tronchi d’albero danneggiati da malattie o altri motivi. Per amore della natura, vanno riutilizzati in qualche modo.

Quattro le sculture realizzate. La prima in piazza Cimmarrusti, a Canneto, la seconda nella cosiddetta «gabbia dei leoni», in piazza Trieste, la terza al cimitero di Montrone. A Canneto l’opera è ispirata all’uva, simbolo dell’economia agricola della città. In piazza Trieste è stato raffigurato il Santo patrono di Adelfia, Trifone, e un giovane studente che si reca a scuola; nelle vicinanze c’è la scuola elementare di Montrone. Al cimitero di Montrone, infine, è stata riprodotta una Madonna.

Gandini ha cominciato la sua attività a 17 anni. Dopo un’iniziale sperimentazione, l’hobby si trasforma in lavoro vero e proprio. «Ho deciso di portare questi interventi in strada, su tronchi tagliati e abbandonati ma cercando di vedere il valore che è dietro il materiale. Se acquistiamo un quintale di legno tutti conoscono il prezzo. Nelle città, il legno è considerato spesso come un rifiuto. Ad Adelfia, lo abbiamo riutilizzato e valorizzato. Gli abbiamo dato un significato, una dignità».

L’obiettivo, nel tempo, è dare vita ad un parco artistico. Si tratta quasi della personificazione degli alberi morti. «Realizzo sculture su tronchi tagliati, cilindri in legno ancorati al terreno con le radici. Su questi supporti faccio nascere una figura. Questa, poi, viene trattata con antiparassitari e antimuffa impregnanti che la conservano nel tempo», dice ancora. Gandini scolpisce di giorno per una questione di luce. «Le sculture realizzate in studio sono immaginate già con la luce della galleria o a casa della persona che acquista. Se si scolpisce in strada, sono illuminate dal sole, godibili nelle ore del giorno. Quando scolpisco vado a trovare la figura esistente all’interno del tronco, suggerite dalle venature e dai nodi. Una sorta di scavo archeologico - conclude - gradualmente si scopre il personaggio che c’è all’interno».

L’assessore al decoro urbano, verde e giardini pubblici e Pnrr Domenica Nicassio spiega i motivi della scelta: «Nei mesi precedenti si è presentato il problema relativo alla presenza di quattro alberi ormai morti e ci siamo interrogati sul da farsi. Già l’amministrazione precedente si era rivolta ad Andrea per lo stesso motivo, per la realizzazione di sculture della stessa tipologia. L’intento è quello di restituire in qualche modo questi alberi morti e ormai non più recuperabili alla fruizione pubblica».

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