La nomination all’Oscar di Marco Regina, animatore e disegnatore materano di cui abbiamo scritto domenica scorsa, riporta il nome della Basilicata nell’olimpo dei film d’animazione. Sì, perché dal passato spuntano tracce di un altro lucano che addirittura l’Oscar l’ha vinto per un cartone animato. Collaborò con Hanna & Barbera e Warner Bros che gli affidarono le sorti dei loro cartoons più famosi. Si chiamava Michael «Mike» Maltese a cui si deve il successo di Tom e Jerry, Ernesto Sparalesto, Duffy Duck, Bugs Bunny, Porky Pig e tanti altri personaggi. Era lui a sceneggiare questi cartoni animati che sono entrati nella storia superando diversi steccati generazionali. Un «paisà» con sangue lucano: a scoprire le radici della terra di Sinisgalli e Scotellaro è stato Angelomauro Calza, giornalista e blogger, autore del libro «Tra santi e mandarini ci sta pure uno zebù». Nel volume, edito da Magister di Matera, Calza rivela di aver scovato le origini di Chiaromonte (suo paese natìo) proprio di Mike Maltese, vincitore dell’Oscar nel 1950 per un cartone animato prodotto da Looney Tunes.
Il «gancio» di tutta questa storia è stato Franchino Ricciardi, pittore, memoria storica di Chiaromonte. Riaffiorano i ricordi, in chi ha più di 50 anni, della presenza in paese di Mastro Paolo Maltese, il papà di Mike. «Tutti lo chiamavano “U’ Tickt” - scrive Calza che sta lavorando su un libro incentrato proprio sulla figura di Maltese - e si vantava di non aver mai lavato i suoi capelli: li curava passandoci sopra ogni tanto dell’alcool e tanto bastava, però – ironia della sorte – campava mandando avanti una bottega da barbiere dove, oltre a fare barba e capelli, riparava suole e tomaie ed eseguiva anche piccoli interventi chirurgici, sulla scorta di come ci viene tramandato in tanti film western dove i titolari di un “barber shop” erano anche i cerusici della città: l’estrazione di un dente, l’incisione di un brufolo troppo grosso, il taglio di un’unghia incarnita. Così gli sembrava di essere in America».
A Chiaromonte Maltese aveva importato un po’ di Brooklyn perchè così erano le botteghe dei barbieri nei quartieri più popolari di New York e di altre grandi città americane. Era emigrato negli States giovanissimo in cerca di fortuna, mai trovata, come pugile. Non riuscendo a sfondare ritornò a Chiaromonte, dove il 24 gennaio del 1924 si sposò in seconde nozze. In America aveva lasciato un figlio, Mike, nato il 6 febbraio 1908. «La fortuna che non aveva trovato lui - sottolinea Calza - arrise a Michael che diventò una vera e propria celebrità nel mondo del cinema e, in particolare, dei cartoni animati. Nel 1941 la Leon Schlesinger Productions, che divenne poi Warner Bros Cartoons, lo assunse come sceneggiatore. Fece per anni coppia fissa con il regista Chuck Jones con cui vinse l’Oscar. Dopo 72 anni - ce lo auguriamo - la prestigiosa statuina potrebbe finire di nuovo nelle mani di un lucano. Basilicata terra di poeti, contadini e «cartoonisti».














